Vincenzo Montella ha parlato in conferenza stampa nel giorno dell'addio di Cuadrado a Firenze e alla vigilia di Genoa-Fiorentina.
Queste le parole del tecnico sulla partenza del colombiano: "Sono sincero, era una situazione inevitabile: da allenatore mi dispiace ma a livello tecnico se è stato pagato così tanto vuol dire che ne valeva la pena. Arriverà un giocatore come Salah che si dovrà adattare al nostro calcio, un campionato che è diverso da quello svizzero e quello inglese; Cuadrado sa fare anche più ruoli rispetto a lui. Servirà un vice-Joaquin se vogliamo giocare con il 3-5-2, altrimenti dovremo cambiare schema di gioco ma sarebbe un peccato".
Sulle eventuali distrazioni: "Non è colpa di nessuno, non dobbiamo assolutamente essere distratti e non avere alibi. Domani servirà la massima attenzione".
Su Salah: "E' un giocatore che garantisce la copertura della fascia nel 4-3-3 e la seconda punta, è un giocatore top però. Mi auguro che si possa trovare un quinto di centrocampo anche se trovarlo del livello di Cuadrado è difficile".
Su Gilardino e Diamanti: "Conoscono il nostro campionato, sono in grado di giocare".
Sulla condizione della squadra: "Badelj è recuperato, Aquilani non sarà tra i convocati: ha fatto solo metà allenamento ieri. Il Genoa ha caratteristiche diverse da noi, dovremo adattarci a loro che hanno giocatori di corsa. Dovremo essere più bravi di loro ad indirizzare la partita".
Ancora su Cuadrado: "Ci ha sempre dimostrato gioia nel giocare e professionalità. Sono contento per lui perché è andato a giocare in una squadra di grande livello".
Sui tanti big andati via dall'Italia: "Oggi sono un po' più triste ma il calcio è questo, ci sono risorse in altri campionati, è un dato di fatto. Il nostro appeal è diminuito".
Sulle parole di Raiola e Babacar: "Rispetto sempre le opinioni altrui, specie quando sono disinteressate... Babacar ha avuto il suo spazio. Il senegalese e Gomez insieme? Dipende dalla partita, sicuramente sono calciatori che possono coesistere".
Sugli obiettivi della squadra: "Io sono sempre fiducioso".
Su eventuali cambi in lista UEFA: "Due sono usciti e due entreranno, ci sono due esclusi che per quello che hanno fatto in campionato meritano di essere inclusi (Joaquin e Mati Fernandez, ndr)".
Su eventuali centrocampisti: "Non basta un centrocampista per cambiare modulo".
Sui pericoli della gara di domani: "Temo molto il Genoa, sta bene fisicamente ed ha idee: mi aspetto una gara diversa rispetto all'andata dove c'è stato un monologo".
Sulla rabbia del Genoa per i torti arbitrali: "Non penso che influenzerà il match, ci sarà un arbitro che a me trasmette sempre tranquillità anche se sbaglia".
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venerdì 30 gennaio 2015
MONTELLA: "Cuadrado via? Mi dispiace ma era inevitabile"
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mercoledì 15 ottobre 2014
Fiorentina su le maniche, ti aspetta un altro tour de force
Nell'era del calcio spezzatino e delle infinite discussioni pro e contro la moviola, la Fiorentina si trova a dover scendere in campo praticamente ogni tre giorni. Il primo tour de force della stagione si è appena concluso: tra campionato ed Europa League sono state sette le partite disputate dai ragazzi di Montella in appena ventidue giorni. Dalla gara casalinga contro il Genoa del 14 Settembre, fino alla grande vittoria contro l'Inter, passando per Guingamp, Atalanta, Sassuolo, Torino e Dinamo Minsk. Ciclo di partite ravvicinate che, a conti fatti, è stato positivo per i viola se pensiamo che ci sono state quattro vittorie e tre pareggi, undici gol fatti e soltanto uno subito. Tra le squadre impegnate nelle coppe, la Fiorentina è stata l'unica a non perdere mai: la Juventus di Allegri ha perso in Champions League contro l'Atletico Madrid; La Roma è uscita sconfitta, tra le polemiche, dallo Juventus Stadium; ben peggio dei viola hanno fatto Napoli, Inter e Torino.
Al termine di questo tour de force, dieci giocatori della rosa viola sono partiti per vestire i colori delle proprie Nazionali. Forse la sosta non è arrivata nel momento migliore, dato che c'erano state due vittorie in appena quattro giorni, ma, se non altro, ha permesso a diversi giocatori di rifiatare e recuperare. Tra questi c'è sicuramente Borja Valero, apparso sottotono dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Lo spagnolo, rimasto seduto in panchina per novanta minuti contro i nerazzurri, rimane un giocatore fondamentale nel centrocampo gigliato e tutti i tifosi sperano di rivederlo prestissimo sui suoi livelli. Almeno altri due attesissimi giocatori potrebbero aver tratto beneficio dall'interruzione del campionato: Mario Gomez e Marko Marin. Il primo aspetta di tornare a disposizione e ritrovare la migliore condizione; il secondo si allena con il gruppo già da un mese e dovrebbe figurare per la prima volta tra i convocati. Rientri importanti in vista del secondo tour de force. Da domenica prossima comincia un altro trittico di partite che, a differenza del precedente, vedrà la Fiorentina confrontarsi con molte pretendenti all'Europa. Si comincerà con la gara del Franchi delle 12:30 contro la Lazio, sfida che potrebbe valere il sorpasso sui biancocelesti; poi verrà la volta della trasferta europea contro il PAOK di Salonicco; Domenica 26 alle 20,45 la squadra di Montella cercherà di sbancare San Siro sponda Milan per la terza volta in tre anni; Dopodiché i viola affronteranno l'Udinese il 29 ottobre nel turno infrasettimanale, la sorprendente Sampdoria di Mihajlović in trasferta il 2 novembre e poi la sfida di ritorno in Europa League contro il PAOK. La lunga serie di partite terminerà con quella al Franchi alle 18 del 9 novembre contro il Napoli, un'ottima occasione di rivincita dopo la cocente sconfitta all'Olimpico in finale di Coppa Italia.
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lunedì 22 settembre 2014
Atalanta-Fiorentina: una vittoria fondamentale
Campo da sempre ostico, tante assenze e i primi mugugni da parte dei supporters viola dopo il pareggio casalingo contro il Genoa. Queste le condizioni in cui la Fiorentina è riuscita a portare a casa la vittoria contro l'Atalanta. Quella di Bergamo è da considerarsi una vittoria fondamentale, non soltanto per i (primi) 3 punti, non solo per la classifica (decisamente migliore dopo i passi falsi di Napoli e Milan) ma soprattutto per il morale. I ragazzi di Montella erano apparsi privi di incisività e cinismo nella partita di 7 giorni fa, e tutti si aspettavano un cambio di rotta. Chiaro e immediato. Cambio di rotta che c'è stato.
La squadra vista a Bergamo non è stata bella, non ha creato decine di palle gol, non ha dominato gli avversari né tenuto sempre in mano il pallino del gioco, ma ha saputo colpire con spietatezza prima e resistere agli attacchi degli avversari poi. Il primo gol di Jasmine Kurtic in maglia viola consegna una grande dose di fiducia ad una squadra che ha bisogno come il pane di vittorie come quella di ieri sera: le grandi squadre non sono solamente quelle che giocano bene e meritano ampiamente la vittoria, ma anche quelle che nella sofferenza e nella difficoltà riescono a compattarsi, stringere i denti e trarre il massimo risultato. La Fiorentina di ieri può non essere piaciuta a molti, ma ha dato prova di grande praticità e maturità. Qualità, queste, indispensabili per puntare ad importanti traguardi (Champions?).
Con Borja Valero e Pek seduti in panchina, Montella ha rispolverato Mati Fernandez mezz'ala sinistra: il cileno è risultato tra i migliori in campo, per qualità ma anche per quantità di palloni giocati. Neto si è confermato decisivo in più di una occasione, a testimonianza che puntare su di lui è stata una scelta azzeccatissima. Rimandato, invece, Alonso centrale sinistro nella difesa a tre.
Tra due giorni la squadra ritornerà in campo per la partita casalinga contro il Sassuolo di Di Francesco: una partita che si preannuncia insidiosa, ma che la Fiorentina dovrà essere brava e decisa a vincere. Magari con l'aiuto dei rientranti Pizarro e Borja Valero.
La squadra vista a Bergamo non è stata bella, non ha creato decine di palle gol, non ha dominato gli avversari né tenuto sempre in mano il pallino del gioco, ma ha saputo colpire con spietatezza prima e resistere agli attacchi degli avversari poi. Il primo gol di Jasmine Kurtic in maglia viola consegna una grande dose di fiducia ad una squadra che ha bisogno come il pane di vittorie come quella di ieri sera: le grandi squadre non sono solamente quelle che giocano bene e meritano ampiamente la vittoria, ma anche quelle che nella sofferenza e nella difficoltà riescono a compattarsi, stringere i denti e trarre il massimo risultato. La Fiorentina di ieri può non essere piaciuta a molti, ma ha dato prova di grande praticità e maturità. Qualità, queste, indispensabili per puntare ad importanti traguardi (Champions?).
Con Borja Valero e Pek seduti in panchina, Montella ha rispolverato Mati Fernandez mezz'ala sinistra: il cileno è risultato tra i migliori in campo, per qualità ma anche per quantità di palloni giocati. Neto si è confermato decisivo in più di una occasione, a testimonianza che puntare su di lui è stata una scelta azzeccatissima. Rimandato, invece, Alonso centrale sinistro nella difesa a tre.
Tra due giorni la squadra ritornerà in campo per la partita casalinga contro il Sassuolo di Di Francesco: una partita che si preannuncia insidiosa, ma che la Fiorentina dovrà essere brava e decisa a vincere. Magari con l'aiuto dei rientranti Pizarro e Borja Valero.
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lunedì 5 maggio 2014
MONTELLA: "Sogno una squadra più forte. Abbiamo le idee chiare"
Due giorni dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia, la Fiorentina torna a pensare al campionato: domani sera l'avversario sarà il Sassuolo. In sala stampa prende la parola Vincenzo Montella.
Queste le parole del tecnico viola in merito alle scene del pre gara di sabato sera: "E' controproducente continuare a parlare di queste scene, dobbiamo passare la palla a chi di dovere e risolvere questo grande problema".
Sul Sassuolo: "Abbiamo la possibilità di chiudere la stagione in un modo di alto profilo, vogliamo conquistare il 4° posto perché sarebbe un ottimo risultato".
Sugli obiettivi della prossima stagione: "Mi auguro di parlare con i Della Valle dopo il raggiungimento del 4° posto, così saremo più libero dai pensieri. Come allenatore devo fare delle valutazioni e vorrei allenare una squadra più forte con maggiorni pressioni. E' necessario fare qualcosa in più, questa squadra ha dato il massimo e forse ancora di più".
Su come si riparte dopo la delusione di sabato: "E' facile ripartire, la nostra tifoseria ha dimostrato grande partecipazione e maturità, quasi inusuale. Per noi è un orgoglio per quello che è stato fatto: abbiamo una grossa responsabilità. Domani abbiamo una responsabilità importante per coronare la stagione".
Sulla valutazione complessiva della stagione: "Dobbiamo fare elogi a questa squadra e alla società, che con un fatturato ridotto rispetto alle big è riuscita a competere per certi traguardi: è un dato oggettivo questo e dobbiamo fare merito a questi uomini".
Sul mercato che verrà: "Rispetto allo scorso anno non possiamo fare parallelismi: per migliorare la squadra bisogna tenere i migliori e comprarne altrettanti. Non serve vendere per fare un grande mercato".
Sui primi 20' di Fiorentina-Napoli: "Non usiamo alibi, abbiamo iniziato a giocare solo dopo 20 minuti: altre squadre sotto 2-0 si sarebbero sbriciolate mentre noi con raziocinio ce la siamo giocata fino al 90'".
Sulle scelte di domani: "A livello fisico è stata una partita molto dispendiosa, vedrò quali giocatori avranno più risorse: siamo in grado di sostenere una partita indipendentemente da chi scenderà in campo".
Sull'affetto dei tifosi: "La partecipazione dei tifosi sia a Roma che ieri pomeriggio ci danno orgoglio e responsabilità".
Sull'impegno dei Della Valle: "L'entusiasmo dei fiorentini nella sconfitta è più forte della delusione di quanto visto sabato sera".
Sulle condizioni fisiche della squadra: "Oggi valuterò ogni componente".
Su Rossi titolare: "Sarebbe una forzatura, ha dimostrato di essere guarito: non ci deve però essere fretta né da parte mia né da parte sua".
Sul rinnovo del Ds Pradè: "Che io sappia è una formalità il suo rinnovo, si è guadagnata la sua fiducia nel tempo così come Macìa"
Sui pezzi mancanti per migliorare la rosa: "Le idee ce le abbiamo, non saprei dire il numero preciso ma qualcosa si può fare".
Su cosa prova da napoletano sui cori sul Vesuvio: "Mi è successo spesso: magari chi lo canta sarà a Napoli quando il Vesuvio erutterà.."
Queste le parole del tecnico viola in merito alle scene del pre gara di sabato sera: "E' controproducente continuare a parlare di queste scene, dobbiamo passare la palla a chi di dovere e risolvere questo grande problema".Sul Sassuolo: "Abbiamo la possibilità di chiudere la stagione in un modo di alto profilo, vogliamo conquistare il 4° posto perché sarebbe un ottimo risultato".
Sugli obiettivi della prossima stagione: "Mi auguro di parlare con i Della Valle dopo il raggiungimento del 4° posto, così saremo più libero dai pensieri. Come allenatore devo fare delle valutazioni e vorrei allenare una squadra più forte con maggiorni pressioni. E' necessario fare qualcosa in più, questa squadra ha dato il massimo e forse ancora di più".
Su come si riparte dopo la delusione di sabato: "E' facile ripartire, la nostra tifoseria ha dimostrato grande partecipazione e maturità, quasi inusuale. Per noi è un orgoglio per quello che è stato fatto: abbiamo una grossa responsabilità. Domani abbiamo una responsabilità importante per coronare la stagione".
Sulla valutazione complessiva della stagione: "Dobbiamo fare elogi a questa squadra e alla società, che con un fatturato ridotto rispetto alle big è riuscita a competere per certi traguardi: è un dato oggettivo questo e dobbiamo fare merito a questi uomini".
Sul mercato che verrà: "Rispetto allo scorso anno non possiamo fare parallelismi: per migliorare la squadra bisogna tenere i migliori e comprarne altrettanti. Non serve vendere per fare un grande mercato".
Sui primi 20' di Fiorentina-Napoli: "Non usiamo alibi, abbiamo iniziato a giocare solo dopo 20 minuti: altre squadre sotto 2-0 si sarebbero sbriciolate mentre noi con raziocinio ce la siamo giocata fino al 90'".
Sulle scelte di domani: "A livello fisico è stata una partita molto dispendiosa, vedrò quali giocatori avranno più risorse: siamo in grado di sostenere una partita indipendentemente da chi scenderà in campo".
Sull'affetto dei tifosi: "La partecipazione dei tifosi sia a Roma che ieri pomeriggio ci danno orgoglio e responsabilità".
Sull'impegno dei Della Valle: "L'entusiasmo dei fiorentini nella sconfitta è più forte della delusione di quanto visto sabato sera".
Sulle condizioni fisiche della squadra: "Oggi valuterò ogni componente".
Su Rossi titolare: "Sarebbe una forzatura, ha dimostrato di essere guarito: non ci deve però essere fretta né da parte mia né da parte sua".
Sul rinnovo del Ds Pradè: "Che io sappia è una formalità il suo rinnovo, si è guadagnata la sua fiducia nel tempo così come Macìa"
Sui pezzi mancanti per migliorare la rosa: "Le idee ce le abbiamo, non saprei dire il numero preciso ma qualcosa si può fare".
Su cosa prova da napoletano sui cori sul Vesuvio: "Mi è successo spesso: magari chi lo canta sarà a Napoli quando il Vesuvio erutterà.."
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venerdì 2 maggio 2014
Riportate la Coppa Italia a Firenze!
Una manciata di ore ci separano dalla finalissima. La Coppa è veramente a portata di mano. Soltanto il Napoli del recuperato Higuain si frappone tra Firenze e il suo attesissimo Sogno.
Ormai da giorni la città vive freneticamente, ansiosa di assaporare una serata che si preannuncia spettacolare, indimenticabile, forse da raccontare. Tutti quanti si rendono conto che stiamo facendo una piccola parte della gloriosa storia di Firenze e della Fiorentina, e tutti vogliono dare il loro contributo. Il cuore pulsante del tifo fiorentino ha risposto con grande entusiasmo e calore: oltre 26mila tifosi, infatti, saranno all'Olimpico questa sera per festeggiare, o ringraziare, i loro pupilli in maglia viola. Comunque andrà ci saranno tanti applausi. I ragazzi di Montella in questa stagione hanno fatto qualcosa di eccezionale: confermare il quarto posto in campionato, disputare una eccelente Europa League e arrivare in finale di Tim Cup, il tutto condito, non dimentichiamolo, da assenze pesantissime, come nessun altro in Serie A ha dovuto affrontare, non è cosa assolutamente semplice e scontata.
La Coppa Italia adesso è veramente ad un passo. Benitez e il suo gruppo renderanno le cose difficilissime. Sarà estremamente complicato mettere il tassello che manca a questa annata, a questa squadra, a questa società. La vittoria sarebbe importante da più punti di vista: per la città, che la merita per l'attaccamente che ha sempre dimostrato; per Andrea Della Valle, che comincerebbe cosi a riempire la mensola (ancora vuota) dei trofei; per l'entusiasmo che porterebbe sia nella società, che forse sarebbe spronata ad investire ulteriormente, sia nei giocatori, convincendoli (se ce ne fosse bisogno) ad approdare a Firenze o a rimanere in riva all'Arno (vedi Cuadrado).
Come detto, la partita sarà eccitante e la vittoria fondamentale. Tutta la Firenze calcistica sta vivendo un Sogno atteso 13 lunghi anni, ma sappiamo che anche i sogni hanno bisogno di frammenti di realtà per non cadere come castelli di sabbia. Quindi forza ragazzi, riportate la Coppa Italia dove merita...magari con un gol di quel piccoletto col numero 49. Sarebbe un Sogno dentro il Sogno..
Ormai da giorni la città vive freneticamente, ansiosa di assaporare una serata che si preannuncia spettacolare, indimenticabile, forse da raccontare. Tutti quanti si rendono conto che stiamo facendo una piccola parte della gloriosa storia di Firenze e della Fiorentina, e tutti vogliono dare il loro contributo. Il cuore pulsante del tifo fiorentino ha risposto con grande entusiasmo e calore: oltre 26mila tifosi, infatti, saranno all'Olimpico questa sera per festeggiare, o ringraziare, i loro pupilli in maglia viola. Comunque andrà ci saranno tanti applausi. I ragazzi di Montella in questa stagione hanno fatto qualcosa di eccezionale: confermare il quarto posto in campionato, disputare una eccelente Europa League e arrivare in finale di Tim Cup, il tutto condito, non dimentichiamolo, da assenze pesantissime, come nessun altro in Serie A ha dovuto affrontare, non è cosa assolutamente semplice e scontata. La Coppa Italia adesso è veramente ad un passo. Benitez e il suo gruppo renderanno le cose difficilissime. Sarà estremamente complicato mettere il tassello che manca a questa annata, a questa squadra, a questa società. La vittoria sarebbe importante da più punti di vista: per la città, che la merita per l'attaccamente che ha sempre dimostrato; per Andrea Della Valle, che comincerebbe cosi a riempire la mensola (ancora vuota) dei trofei; per l'entusiasmo che porterebbe sia nella società, che forse sarebbe spronata ad investire ulteriormente, sia nei giocatori, convincendoli (se ce ne fosse bisogno) ad approdare a Firenze o a rimanere in riva all'Arno (vedi Cuadrado).
Come detto, la partita sarà eccitante e la vittoria fondamentale. Tutta la Firenze calcistica sta vivendo un Sogno atteso 13 lunghi anni, ma sappiamo che anche i sogni hanno bisogno di frammenti di realtà per non cadere come castelli di sabbia. Quindi forza ragazzi, riportate la Coppa Italia dove merita...magari con un gol di quel piccoletto col numero 49. Sarebbe un Sogno dentro il Sogno..
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venerdì 25 aprile 2014
MONTELLA: "Rossi non ci sarà a Bologna. Gomez forse a settembre"
Alla vigilia della partita contro il Bologna, e con in mente la finalissima di Coppa Italia del 3 maggio, Vincenzo Montella prende la parola in sala stampa.
Queste le parole del tecnico viola sulla convocazione di Rossi: "Non è convocabile per Bologna perché non è in condizioni fisiche adeguate".
Su Gomez: "Ho la sensazione che da qui alla fine del campionato non lo rivedremo perché non si sta ancora allenando".
Su Rossi in finale: "La speranza è quella, cercheremo di fare il possibile".
Sul derby dell'Appennino: "Sarà un test per valutare la tenuta psicologica delle squadra, non ho alcuna paura. Valuterò cosa i miei giocatori possono dare a livello psicologico".
Sulla squadra: ''Fisicamente sta bene, devo capire come sta a livello psicologico".
Sulle motivazioni del Bologna: "Sicuramente ne avranno più di noi e giocare in uno stadio pieno può aiutare anche noi".
Sul quarto posto: "Per noi conta molto, dobbiamo consolidarlo perché sarebbe un grandissimo traguardo. Ad inizio anno non era preventivabile perché c'erano molte squadre attrezzate".
Sulla formazione di domani: "Domani giocherà la squadra che può mettere più in difficoltà il Bologna".
Sugli obiettivi: "La società ha sempre detto di voler migliorare la squadra".
Sui tanti tifosi in finale: "I nostri tifosi hanno sempre dimostrato di voler sempre seguire questa squadra. Firenze non è Napoli in termine di bacino d'utenza, quindi sono convinto che faranno il massimo per esaurire tutti i 28.000 biglietti a disposizione. Se non ce la faranno vorrà dire che avranno fatto comunque il massimo".
Sul futuro di Gomez: "E' un giocatore di primo livello, è stato sognato e poi raggiunto, mi pare improbabile la sua partenza anche se molto dipende dalla volontà del calciatore".
Sullo stato fisico di Gomez: ''Da parte del calciatore c'è sempre stata grande volontà di mettersi a disposizione, ci sono stati troppi chiacchierii su di lui, troppi esami e troppi pareri: è difficile mettere d'accordo tutti".
Su Ilicic: "Fisicamente sta bene anche se non è bello a vedersi (ride, ndr). Sotto l'aspetto comportamentale prova sempre a dare il massimo e le sue prestazioni fisiche sono di primo livello".
Su Mati Fernandez: "Sta molto meglio, nella prossima settimana tornerà in gruppo".
Su Anderson: "Su di lui verranno fatte valutazioni solo a fine stagione".
Queste le parole del tecnico viola sulla convocazione di Rossi: "Non è convocabile per Bologna perché non è in condizioni fisiche adeguate".
Su Gomez: "Ho la sensazione che da qui alla fine del campionato non lo rivedremo perché non si sta ancora allenando".
Su Rossi in finale: "La speranza è quella, cercheremo di fare il possibile".
Sul derby dell'Appennino: "Sarà un test per valutare la tenuta psicologica delle squadra, non ho alcuna paura. Valuterò cosa i miei giocatori possono dare a livello psicologico".
Sulla squadra: ''Fisicamente sta bene, devo capire come sta a livello psicologico".
Sulle motivazioni del Bologna: "Sicuramente ne avranno più di noi e giocare in uno stadio pieno può aiutare anche noi".
Sul quarto posto: "Per noi conta molto, dobbiamo consolidarlo perché sarebbe un grandissimo traguardo. Ad inizio anno non era preventivabile perché c'erano molte squadre attrezzate".
Sulla formazione di domani: "Domani giocherà la squadra che può mettere più in difficoltà il Bologna".
Sugli obiettivi: "La società ha sempre detto di voler migliorare la squadra".
Sui tanti tifosi in finale: "I nostri tifosi hanno sempre dimostrato di voler sempre seguire questa squadra. Firenze non è Napoli in termine di bacino d'utenza, quindi sono convinto che faranno il massimo per esaurire tutti i 28.000 biglietti a disposizione. Se non ce la faranno vorrà dire che avranno fatto comunque il massimo".
Sul futuro di Gomez: "E' un giocatore di primo livello, è stato sognato e poi raggiunto, mi pare improbabile la sua partenza anche se molto dipende dalla volontà del calciatore".
Sullo stato fisico di Gomez: ''Da parte del calciatore c'è sempre stata grande volontà di mettersi a disposizione, ci sono stati troppi chiacchierii su di lui, troppi esami e troppi pareri: è difficile mettere d'accordo tutti".
Su Ilicic: "Fisicamente sta bene anche se non è bello a vedersi (ride, ndr). Sotto l'aspetto comportamentale prova sempre a dare il massimo e le sue prestazioni fisiche sono di primo livello".
Su Mati Fernandez: "Sta molto meglio, nella prossima settimana tornerà in gruppo".
Su Anderson: "Su di lui verranno fatte valutazioni solo a fine stagione".
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giovedì 20 marzo 2014
Fiorentina eliminata da una prodezza di Pirlo
E' bastata una punizione. Un tiro, violento, preciso, imparabile (?). Andrea Pirlo si è dimostrato, ancora una volta, uno dei più grandi calciatori di punizioni al mondo, il migliore in attività. Con un tiro la Juve cancella ambizioni e speranze del pubblico viola, di una città intera.
La Fiorentina vista questa sera contro la Juve non è stata delle migliori, ma di tutto rispetto si. E' scesa in campo con la consapevolezza che il risultato dell'andata non poteva far dormire sogni tranquilli e con la ferma volontà di giocare, creare occasioni e passare il turno.
Purtroppo (per noi) le partite di pallone vengono decise spesso dai colpi dei grandi campioni. Certe volte i solisti riescono ad imporsi sulla collettività, sulla coralità, sulla disciplina tattica. E questo è anche il bello del calcio. Stasera al Franchi la partita è stata decisa da un episodio, il fallo di Gonzalo Rodriguez su Llorente (con conseguente secondo giallo), e la punizione magistrale del numero 21 bianconero. Con quello ai Viola, Pirlo sale a quota 42 gol su punizione in carriera, numero che la dice lunga sulle qualità tecniche dell'ex Milan.
Dispiace riassumere un'intera partita concentrandosi soltanto su un gesto tecnico, ma di fatto la partita era bloccata, ferma sullo 0-0 e forse pronta a scivolare verso la fine senza troppi stravolgimenti. Nel primo tempo la squadra di Montella ha messo sotto la Juventus, attenta a non sbilanciarsi troppo. Le due precedenti sfide con i bianconeri, infatti, avevano dato l'impressione che il club di Torino soffrisse gli ultimi 25 minuti di gara. Alla luce di questo, Conte può aver maturato a tavolino la decisione di supplire a tale calo risparmiandosi nella prima frazione di gioco. E cosi è stato. La Fiorentina ha creato, sfiorato il gol in varie occasioni (Gomez, Ilicic, Pizarro) per poi, dal 60esimo minuto in avanti, lasciare il campo e l'iniziativa ai bianconeri. Dopo l'infortunio di Pizarro a pochi minuti dall'inizio del secondo tempo, sostituito da Ambrosini, i Viola si sono spenti, faticando a trovare idee e palleggio. A quel punto è stato facile per giocatori del calibro di Tevez, Pogba e Vidal cercare e trovare spazi. A una ventina di minuti dal triplice fischio Gonzalo atterra Llorente in prossimità dell'area di rigore Viola. Secondo giallo al difensore ineccepibile. Pallone posizionato sulla mattonella dalla quale Pirlo spesso riesce a far male. Tiro violento che va ad insaccarsi nell'angolo alto dalla parte di Neto.
Nonostante ancora alcuni minuti a disposizione, la Fiorentina non riesce a reagire, la Juve fa possesso palla e gestisce il gioco, rendendo praticamente impossibile il pareggio che avrebbe portato le squadre ai tempi supplementari.
Il sogno di battere i rivali storici e approdare ai quarti di finale di Europa League svanisce in una serata in cui era lecito essere positivi. Per il risultato dell'andata ma anche per le ultime due partite tra Fiorentina e Juventus, nel complesso in equilibrio. Il rammarico riguarda le diverse occasioni sprecate in attacco e la possibilità, una volta superata la Juve, di trovare un cammino verso la finale di Torino abbastanza agevole.
La Juventus è più forte della Fiorentina. Nessuno può mettere in dubbio ciò. I numeri, in tal senso, parlano chiaro: in meno di tre campionati, i bianconeri hanno raccolto 82 punti in più dei Viola.
La squadra di Montella è stata sfortunata? Forse un pizzico di iattura c'è stata, si pensi all'infortunio di Pizarro (fino a quel momento positivo) e ad un paio di tiri usciti di poco.
Ciò su cui voglio soffermarmi sono alcune scelte del mister che mi hanno lasciato perplesso:
La prima decisione non convincente è stata quella di schierare Cuadrado esterno basso a destra. Il colombiano in quella posizione è stato poche volte pericoloso, dovendosi preoccupare delle avanzate di Asamoah e di un grande Pogba che si aggirava da quelle parti. Montella, schierandolo in quella posizione, ha di fatto rinunciato all'arma più letale che aveva.
La seconda scelta che suscita qualche dubbio è la sostituzione di Gomez con Matri. Il tedesco è apparso per tutto il tempo in cui è stato in campo in buone condizioni, in crescita rispetto alle precedenti apparizioni. Il tecnico Viola potrà dire che la sostituzione è figlia del fatto che il tedesco non ha nelle gambe i 90'. Se cosi fosse, Montella poteva optare per una scelta iniziale diversa, partendo con Matri e gettando nella mischia Mario nel secondo tempo, sfruttando la sua freschezza. Non me ne vorrà il buon Matri, ma Gomez è tutt'altra cosa. Il panzer tedesco è un campione, ha segnato valanghe di gol, calcato i palcoscenici più importanti d'Europa ed è, per questi motivi, più adatto a giocare sfide cosi equilibrate ed emozionanti.
La terza decisione di Montella che non condivido riguarda un'altra sostituzione: immediatamente dopo il gol di Pirlo, la Fiorentina si trova virtualmente fuori dalla Coppa, è sotto di un uomo e deve assolutamente segnare almeno un gol. Gonzalo, come detto, è stato espulso e in difesa ci sono soltanto Savic e Tomovic. L'allenatore allora decide di sostituire Ilicic per far posto a Roncaglia. Col senno di poi è facile parlare, lo sappiamo, ma forse in quell'occasione sarebbe stato più giusto operare un'altra mossa. Arretrare Ambrosini sulla linea dei difensori, ricomponendo il centrocampo con Aquilani, Borja Valero e Vargas, impedendo cosi che Matri si isoli in avanti senza riuscire ad intercettare un pallone.
Montella è un grande allenatore, ha un brillante futuro davanti a sé e spero che la sua permanenza in riva all'Arno sia ancora molto lunga, però quando ci sono cose che non ci convincono dobbiamo avere l'onestà intellettuale per esprimerle, nel rispetto per il grande lavoro di Vincenzo e nell'interesse della squadra.
Trovo doveroso spendere alcune parole anche su Neto. Guardando la partita e ascoltando alcuni opinionisti nel post gara, ho potuto sentire pareri divergenti sul gol. E' colpa di Neto? O non poteva fare niente sul tiro di Pirlo?
Ho giocato a calcio abbastanza tempo per sapere che una delle prime cose che ti insegnano alla scuola calcio è che un portiere non deve MAI prendere gol sul proprio palo. Pirlo calcia il pallone con una violenza ed una precisione impressionanti, è vero, ma se Neto è ben posizionato ha qualche possibilità di parare il pallone. Dopo aver posizionato la barriera, il portiere viola fa un passo di troppo verso destra, coprendosi di fatto la visuale e rendendo difficile la copertura del palo a lui più vicino. A mio parere Norberto ha ripensato al gol che Pirlo ha segnato al suo collega Perin la scorsa domenica e, nel tentativo di prevenire la giocata del numero 21 bianconero, ha fatto un passo verso il palo più lontano. Quel passo, insieme alla già decantata bravura del centrocampista, è stato decisivo. Se Neto avesse coperto meglio quella parte di porta, Pirlo avrebbe dovuto obbligatoriamente provare a segnare dall'altra parte, impresa non facile data la barriera e i pochi metri a disposizione per far scendere la palla.
Detto questo, vale un discorso simile a quello di Montella, in quanto nell'arco della partita Neto è stato decisivo in più di un'occasione e quindi, anche se avesse commesso un errore sul gol, la sua prestazione non viene sminuita.
Concludo con uno sguardo al futuro. La situazione in campionato non è delle più facile, il Napoli è a +10 e l'Inter ci sta col fiato sul collo (-1). Domenica alle 18:30 i Viola saranno proprio a Napoli per cercare di riaprire la corsa al terzo posto, corsa che oggi appare più che chiusa. Il mantenimento del 4° posto è fondamentale, soprattutto in caso di non vittoria della Coppa Italia, perché permetterebbe di evitare i preliminari che si giocano a luglio e agosto, e di approdare direttamente all'ultimo turno preliminare.
E' inevitabile che la testa dei giocatori sia già alla sfida del 3 maggio contro gli azzurri di Benitez ma è di estrema importanza la condizione fisica e psicologica con le quali si arriva all'appuntamento. Sottovalutare il campionato, non giocare al massimo, rischia di farci perdere mentalità e prontezza atletica necessarie per battere un rivale di prestigio ed alzare la prima coppa dell'era Della Valle. Quindi coraggio Fiorentina, continua a macinare gioco, a crescere e puntare a traguardi sempre più alti.
La Fiorentina vista questa sera contro la Juve non è stata delle migliori, ma di tutto rispetto si. E' scesa in campo con la consapevolezza che il risultato dell'andata non poteva far dormire sogni tranquilli e con la ferma volontà di giocare, creare occasioni e passare il turno.
Purtroppo (per noi) le partite di pallone vengono decise spesso dai colpi dei grandi campioni. Certe volte i solisti riescono ad imporsi sulla collettività, sulla coralità, sulla disciplina tattica. E questo è anche il bello del calcio. Stasera al Franchi la partita è stata decisa da un episodio, il fallo di Gonzalo Rodriguez su Llorente (con conseguente secondo giallo), e la punizione magistrale del numero 21 bianconero. Con quello ai Viola, Pirlo sale a quota 42 gol su punizione in carriera, numero che la dice lunga sulle qualità tecniche dell'ex Milan.
Dispiace riassumere un'intera partita concentrandosi soltanto su un gesto tecnico, ma di fatto la partita era bloccata, ferma sullo 0-0 e forse pronta a scivolare verso la fine senza troppi stravolgimenti. Nel primo tempo la squadra di Montella ha messo sotto la Juventus, attenta a non sbilanciarsi troppo. Le due precedenti sfide con i bianconeri, infatti, avevano dato l'impressione che il club di Torino soffrisse gli ultimi 25 minuti di gara. Alla luce di questo, Conte può aver maturato a tavolino la decisione di supplire a tale calo risparmiandosi nella prima frazione di gioco. E cosi è stato. La Fiorentina ha creato, sfiorato il gol in varie occasioni (Gomez, Ilicic, Pizarro) per poi, dal 60esimo minuto in avanti, lasciare il campo e l'iniziativa ai bianconeri. Dopo l'infortunio di Pizarro a pochi minuti dall'inizio del secondo tempo, sostituito da Ambrosini, i Viola si sono spenti, faticando a trovare idee e palleggio. A quel punto è stato facile per giocatori del calibro di Tevez, Pogba e Vidal cercare e trovare spazi. A una ventina di minuti dal triplice fischio Gonzalo atterra Llorente in prossimità dell'area di rigore Viola. Secondo giallo al difensore ineccepibile. Pallone posizionato sulla mattonella dalla quale Pirlo spesso riesce a far male. Tiro violento che va ad insaccarsi nell'angolo alto dalla parte di Neto.
Nonostante ancora alcuni minuti a disposizione, la Fiorentina non riesce a reagire, la Juve fa possesso palla e gestisce il gioco, rendendo praticamente impossibile il pareggio che avrebbe portato le squadre ai tempi supplementari.
Il sogno di battere i rivali storici e approdare ai quarti di finale di Europa League svanisce in una serata in cui era lecito essere positivi. Per il risultato dell'andata ma anche per le ultime due partite tra Fiorentina e Juventus, nel complesso in equilibrio. Il rammarico riguarda le diverse occasioni sprecate in attacco e la possibilità, una volta superata la Juve, di trovare un cammino verso la finale di Torino abbastanza agevole.
La Juventus è più forte della Fiorentina. Nessuno può mettere in dubbio ciò. I numeri, in tal senso, parlano chiaro: in meno di tre campionati, i bianconeri hanno raccolto 82 punti in più dei Viola.
La squadra di Montella è stata sfortunata? Forse un pizzico di iattura c'è stata, si pensi all'infortunio di Pizarro (fino a quel momento positivo) e ad un paio di tiri usciti di poco.
Ciò su cui voglio soffermarmi sono alcune scelte del mister che mi hanno lasciato perplesso:
La prima decisione non convincente è stata quella di schierare Cuadrado esterno basso a destra. Il colombiano in quella posizione è stato poche volte pericoloso, dovendosi preoccupare delle avanzate di Asamoah e di un grande Pogba che si aggirava da quelle parti. Montella, schierandolo in quella posizione, ha di fatto rinunciato all'arma più letale che aveva.
La seconda scelta che suscita qualche dubbio è la sostituzione di Gomez con Matri. Il tedesco è apparso per tutto il tempo in cui è stato in campo in buone condizioni, in crescita rispetto alle precedenti apparizioni. Il tecnico Viola potrà dire che la sostituzione è figlia del fatto che il tedesco non ha nelle gambe i 90'. Se cosi fosse, Montella poteva optare per una scelta iniziale diversa, partendo con Matri e gettando nella mischia Mario nel secondo tempo, sfruttando la sua freschezza. Non me ne vorrà il buon Matri, ma Gomez è tutt'altra cosa. Il panzer tedesco è un campione, ha segnato valanghe di gol, calcato i palcoscenici più importanti d'Europa ed è, per questi motivi, più adatto a giocare sfide cosi equilibrate ed emozionanti.
La terza decisione di Montella che non condivido riguarda un'altra sostituzione: immediatamente dopo il gol di Pirlo, la Fiorentina si trova virtualmente fuori dalla Coppa, è sotto di un uomo e deve assolutamente segnare almeno un gol. Gonzalo, come detto, è stato espulso e in difesa ci sono soltanto Savic e Tomovic. L'allenatore allora decide di sostituire Ilicic per far posto a Roncaglia. Col senno di poi è facile parlare, lo sappiamo, ma forse in quell'occasione sarebbe stato più giusto operare un'altra mossa. Arretrare Ambrosini sulla linea dei difensori, ricomponendo il centrocampo con Aquilani, Borja Valero e Vargas, impedendo cosi che Matri si isoli in avanti senza riuscire ad intercettare un pallone.
Montella è un grande allenatore, ha un brillante futuro davanti a sé e spero che la sua permanenza in riva all'Arno sia ancora molto lunga, però quando ci sono cose che non ci convincono dobbiamo avere l'onestà intellettuale per esprimerle, nel rispetto per il grande lavoro di Vincenzo e nell'interesse della squadra.
Trovo doveroso spendere alcune parole anche su Neto. Guardando la partita e ascoltando alcuni opinionisti nel post gara, ho potuto sentire pareri divergenti sul gol. E' colpa di Neto? O non poteva fare niente sul tiro di Pirlo?
Ho giocato a calcio abbastanza tempo per sapere che una delle prime cose che ti insegnano alla scuola calcio è che un portiere non deve MAI prendere gol sul proprio palo. Pirlo calcia il pallone con una violenza ed una precisione impressionanti, è vero, ma se Neto è ben posizionato ha qualche possibilità di parare il pallone. Dopo aver posizionato la barriera, il portiere viola fa un passo di troppo verso destra, coprendosi di fatto la visuale e rendendo difficile la copertura del palo a lui più vicino. A mio parere Norberto ha ripensato al gol che Pirlo ha segnato al suo collega Perin la scorsa domenica e, nel tentativo di prevenire la giocata del numero 21 bianconero, ha fatto un passo verso il palo più lontano. Quel passo, insieme alla già decantata bravura del centrocampista, è stato decisivo. Se Neto avesse coperto meglio quella parte di porta, Pirlo avrebbe dovuto obbligatoriamente provare a segnare dall'altra parte, impresa non facile data la barriera e i pochi metri a disposizione per far scendere la palla.
Detto questo, vale un discorso simile a quello di Montella, in quanto nell'arco della partita Neto è stato decisivo in più di un'occasione e quindi, anche se avesse commesso un errore sul gol, la sua prestazione non viene sminuita.
Concludo con uno sguardo al futuro. La situazione in campionato non è delle più facile, il Napoli è a +10 e l'Inter ci sta col fiato sul collo (-1). Domenica alle 18:30 i Viola saranno proprio a Napoli per cercare di riaprire la corsa al terzo posto, corsa che oggi appare più che chiusa. Il mantenimento del 4° posto è fondamentale, soprattutto in caso di non vittoria della Coppa Italia, perché permetterebbe di evitare i preliminari che si giocano a luglio e agosto, e di approdare direttamente all'ultimo turno preliminare.
E' inevitabile che la testa dei giocatori sia già alla sfida del 3 maggio contro gli azzurri di Benitez ma è di estrema importanza la condizione fisica e psicologica con le quali si arriva all'appuntamento. Sottovalutare il campionato, non giocare al massimo, rischia di farci perdere mentalità e prontezza atletica necessarie per battere un rivale di prestigio ed alzare la prima coppa dell'era Della Valle. Quindi coraggio Fiorentina, continua a macinare gioco, a crescere e puntare a traguardi sempre più alti.
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lunedì 3 marzo 2014
PANCHINA D'ORO 2014: Vince ancora Antonio Conte. Montella 2°
Si è assegnata quest'oggi la Panchina d'Oro 2014, premio che va all'allenatore che più si è messo in luce per il buon lavoro svolto. Per il secondo anno consecutivo il premio è andato ad Antonio Conte, superando di soli 3 voti (26 a 23) l'allenatore della Fiorentina.
Dopo la premiazione, Vincenzo Montella ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Arrivare secondo dietro ad Antonio Conte è motivo di grande orgoglio. Fa davvero piacere essere considerato in questo modo dai colleghi.
Purtroppo ieri sera contro la Lazio non abbiamo fatto una buonissima partita. Anzi, una tra le peggiori. Credo che abbiamo commesso degli errori, ma ci può stare. Adesso però occorre guardare avanti. Non voglio più parlare di arbitri. Si parla troppo. Dobbiamo preparare le partite e pensare a giocare.
La partita contro la Juventus da sempre motivazioni particolari. E' una partita difficilissima per noi perché da due anni è la squadra più forte d'Italia. Non si può scegliere su quale competizione puntare perché si rischia di compiere scelte sbagliate. Dobbiamo giocare e dare sempre il massimo.
Non so se lo scudetto è già assegnato. Il campionato italiano in passato ci ha riservato delle sorprese nel finale."
Dopo la premiazione, Vincenzo Montella ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Arrivare secondo dietro ad Antonio Conte è motivo di grande orgoglio. Fa davvero piacere essere considerato in questo modo dai colleghi.Purtroppo ieri sera contro la Lazio non abbiamo fatto una buonissima partita. Anzi, una tra le peggiori. Credo che abbiamo commesso degli errori, ma ci può stare. Adesso però occorre guardare avanti. Non voglio più parlare di arbitri. Si parla troppo. Dobbiamo preparare le partite e pensare a giocare.
La partita contro la Juventus da sempre motivazioni particolari. E' una partita difficilissima per noi perché da due anni è la squadra più forte d'Italia. Non si può scegliere su quale competizione puntare perché si rischia di compiere scelte sbagliate. Dobbiamo giocare e dare sempre il massimo.
Non so se lo scudetto è già assegnato. Il campionato italiano in passato ci ha riservato delle sorprese nel finale."
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domenica 2 marzo 2014
Fiorentina-Lazio 0-1
Brutta. Troppo brutta per essere vera. Una Fiorentina irriconoscibile cade in casa contro la Lazio di Reja. La squadra di Montella, martoriata dalle decisioni arbitrali, è scesa in campo senza la giusta cattiveria agonistica, mostrando tutti i limiti che ha.
Neto, pratogonista di una bella parata, è apparso non del tutto incolpevole in occasione del gol. La difesa, troppo ballerina, incassa la 29° rete di questo campionato. Tra i difensori si salva soltanto Gonzalo Rodriguez, autore di un paio di interventi provvidenziali. Il centrocampo, orfano di Pizarro e Borja Valero squalificati, è apparso sotto tono e privo di fantasia e geometria. L'attacco non incide a sufficienza con Matri che da solo è sembrato troppo leggero e nervoso. Cuadrado incappa in un'altra giornata no. E Joaquin non è brillante come al solito.
Un mix di fattori hanno portato alla terza sconfitta stagionale in casa, la seconda consecutiva dopo quella contro l'Inter.
Se è vero che le assenze erano di quelle pesanti, non trovo spiegazione alla mancanza di grinta vista questa sera. La Lazio, non certo trascendentale, a parte un ottimo Candreva, veniva dalle fatiche di Europa League (in Bulgaria, non a Firenze) derivanti da una partita vera (non da una sorta di allenamento con qualificazione già acquisita). Da questo si evince che il problema non può esser stato fisico. Ciò che è apparso come evidente è stato un calo mentale, forse figlio dell'appagamento della finale di Coppa Italia conquistata? Forse derivante dalle polemiche arbitrali che hanno investito la squadra in questi ultimi giorni? Nessuno sa quale sia la causa precisa di questa brutta sconfitta e di questo periodo di magra. La sensazione prevalente tra i tifosi è che il gennaio nero dello scorso anno si sia spostato a febbraio. Nelle ultime 6 giornate di campionato, infatti, i Viola hanno conquistato soltanto 5 miseri punti (una vittoria e 2 pareggi).
I Viola perdono cosi l'ennesima occasione di ridurre il gap dal Napoli, fermato nel pomeriggio dal Livorno, e vanno a -7 dalla terza posizione. A questo punto, forse, sarebbe più opportuno guardarsi le spalle: l'Inter è a soli 4 punti.
Potremmo essere ancora ottimisti, considerando che il terzo posto rimane alla portata della Fiorentina, se non sapessimo che adesso ci aspetta un trittico di partite veramente spaventoso: domenica a Torino contro la Juventus; giovedi ancora contro i bianconeri in Europa League; la domenica successiva in casa contro il Chievo (all'apparenza partita semplice, ma sappiamo quanto ostica possa essere la squadra di Corini); nuovamente contro la Juventus (stavolta a Firenze per il ritorno di E.L) e poi i Viola andranno a Napoli per lo scontro diretto che potrebbe riaprire o chiudere definitivamente il discorso Champions League.
Siamo nel momento cruciale della stagione. La squadra di Montella si gioca tutto in queste partite: il passaggio ai quarti di finale di Europa League e la corsa al terzo posto.
Purtroppo, già da qualche tempo, i gigliati appaiono fiacchi e in fase involutiva. Sembrano aver perso la serenità e la gioia di giocare che li contraddistinguevano fino a qualche mese fa.
Domani la società di Della Valle presenterà ricorso per ridurre la squalifica di Borja Valero. Firenze intera spera di poter vedere in campo lo spagnolo già domenica contro Pirlo e compagni, in quella che si preannuncia una gara difficilissima. La Juventus è in un grande periodo di forma, non ha sprecato troppe energie nei sedicesimi di E.L ed ha il campionato in mano (+11 sulla Roma, che però deve recuperare una partita). Inoltre, c'è da scommetterci, vorrà vendicare quel 4-2 infertogli a Firenze nel girone d'andata.
Come dire, se c'è da tirar fuori qualcosa questo è il momento.
Neto, pratogonista di una bella parata, è apparso non del tutto incolpevole in occasione del gol. La difesa, troppo ballerina, incassa la 29° rete di questo campionato. Tra i difensori si salva soltanto Gonzalo Rodriguez, autore di un paio di interventi provvidenziali. Il centrocampo, orfano di Pizarro e Borja Valero squalificati, è apparso sotto tono e privo di fantasia e geometria. L'attacco non incide a sufficienza con Matri che da solo è sembrato troppo leggero e nervoso. Cuadrado incappa in un'altra giornata no. E Joaquin non è brillante come al solito.
Un mix di fattori hanno portato alla terza sconfitta stagionale in casa, la seconda consecutiva dopo quella contro l'Inter.
Se è vero che le assenze erano di quelle pesanti, non trovo spiegazione alla mancanza di grinta vista questa sera. La Lazio, non certo trascendentale, a parte un ottimo Candreva, veniva dalle fatiche di Europa League (in Bulgaria, non a Firenze) derivanti da una partita vera (non da una sorta di allenamento con qualificazione già acquisita). Da questo si evince che il problema non può esser stato fisico. Ciò che è apparso come evidente è stato un calo mentale, forse figlio dell'appagamento della finale di Coppa Italia conquistata? Forse derivante dalle polemiche arbitrali che hanno investito la squadra in questi ultimi giorni? Nessuno sa quale sia la causa precisa di questa brutta sconfitta e di questo periodo di magra. La sensazione prevalente tra i tifosi è che il gennaio nero dello scorso anno si sia spostato a febbraio. Nelle ultime 6 giornate di campionato, infatti, i Viola hanno conquistato soltanto 5 miseri punti (una vittoria e 2 pareggi).
I Viola perdono cosi l'ennesima occasione di ridurre il gap dal Napoli, fermato nel pomeriggio dal Livorno, e vanno a -7 dalla terza posizione. A questo punto, forse, sarebbe più opportuno guardarsi le spalle: l'Inter è a soli 4 punti.
Potremmo essere ancora ottimisti, considerando che il terzo posto rimane alla portata della Fiorentina, se non sapessimo che adesso ci aspetta un trittico di partite veramente spaventoso: domenica a Torino contro la Juventus; giovedi ancora contro i bianconeri in Europa League; la domenica successiva in casa contro il Chievo (all'apparenza partita semplice, ma sappiamo quanto ostica possa essere la squadra di Corini); nuovamente contro la Juventus (stavolta a Firenze per il ritorno di E.L) e poi i Viola andranno a Napoli per lo scontro diretto che potrebbe riaprire o chiudere definitivamente il discorso Champions League.
Siamo nel momento cruciale della stagione. La squadra di Montella si gioca tutto in queste partite: il passaggio ai quarti di finale di Europa League e la corsa al terzo posto.
Purtroppo, già da qualche tempo, i gigliati appaiono fiacchi e in fase involutiva. Sembrano aver perso la serenità e la gioia di giocare che li contraddistinguevano fino a qualche mese fa.
Domani la società di Della Valle presenterà ricorso per ridurre la squalifica di Borja Valero. Firenze intera spera di poter vedere in campo lo spagnolo già domenica contro Pirlo e compagni, in quella che si preannuncia una gara difficilissima. La Juventus è in un grande periodo di forma, non ha sprecato troppe energie nei sedicesimi di E.L ed ha il campionato in mano (+11 sulla Roma, che però deve recuperare una partita). Inoltre, c'è da scommetterci, vorrà vendicare quel 4-2 infertogli a Firenze nel girone d'andata.
Come dire, se c'è da tirar fuori qualcosa questo è il momento.
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giovedì 27 febbraio 2014
Post partita Fiorentina-Esbjerg
Terminato da poco il ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League tra Fiorentina ed Esbjerg. La squadra di Montella approda agli ottavi pareggiando 1-1 contro i danesi (all'andata era finita 3-1 per i viola) con un bel gol di Ilicic su punzione.
La partita non è stata emozionante ma ci sono stati comunque degli acuti come in occasione del gol del numero 72 della Fiorentina o qualche bella giocata del duo di centrocampo Pizarro-Borja Valero. Proprio lo spagnolo è protagonista di un gesto tecnico di altissima qualità quando al 49' stoppa il pallone in modo magistrale dopo un lancio lungo.
Mario Gomez, in campo tutta la partita, si mostra volenteroso e e pronto a cogliere l'attimo giusto quando insacca la palla in rete su un grande assist proprio di Borja valero. Peccato che l'arbitro annulli il gol per fuorigioco (inesistente).
Come detto, con questo risultato la Fiorentina passa agli ottavi di finale dove incontrerà la Juventus di Conte. Appuntamento allo Juventus Stadium giovedi 13 marzo, per l'andata di una doppia sfida che si preannuncia entusiasmante.
Queste le parole di Andrea Della Valle al termine della gara: ''La sifda con la Juve è uno spot per il calcio italiano, una sfida che Firenze sente molto ma prima pensiamo alle altre sfide.
La rabbia? Si è fatta sentire il giorno dopo, mi piace dire che gli arbitri italiani sono di altissimo livello. Mi ha amareggiato la battuta del designatore, noi vogliamo rispetto. Firenze e la nostra famiglia chiedono questo, poi gli errori ci possono stare. Consiglio al designatore di stare un po' più attento.
Borja Valero? Dalle immagini si vede che si è confuso, anche lui andrà a Roma a difendersi: quattro giornate di squalifica sono inspiegabili.
Le parole di Lotito sul club fallito? Gli chiederò domenica se si stava riferendo a noi, poi mi dirà cosa ne pensa.
Gomez? Lo stiamo aspettando, siamo sulla buona strada. Forse il suo gol era in linea''.
Anche Vincenzo Montella ha parlato nel post Fiorentina-Esbjerg ai microfoni di SkySport: "Era importane dare una continuità a dei giocatori che non avevano giocato molto. Abbiamo gestito bene il primo tempo, nel secondo tempo abbiamo alzato anche un po' il ritmo. Peccato per il pareggio, era importante comunque gestire le forze e ritrovare dei giocatori. Gomez? Non ha ancora i 90 minuti, l'ho tenuto in campo solo perché i ritmi erano bassi e perché speravo facesse gol, gli avrebbe dato energie.
Juve agli ottavi? Tra tutte le altre, affronteremo la più forte, per noi sarà una sfida importante e difficile, ne avrei fatto volentieri a meno potendo scegliere. L'abbiamo già battuta? E' vero, mi ricordo la partita di campionato, ma mi ricordo anche la prima ora dove avevamo subìto. Comunque ce la giocheremo. A Parma abbiamo fatto una grande partita, ma per il tipo di gioco che dobbiamo fare serve lucidità mentale, e i giocatori che abbiamo recuperato ci permettono di fare un turn over essenziale giocando ogni tre giorni. Gervasoni sarà addizionale in Milan-Juve? Credo che si possa sbagliare una valutazione, non credo alle punizioni. Così ragiono anche con i miei giocatori, se uno sbaglia non lo punisco, ma lo faccio comunque giocare. Così come avrei voluto che Gervasoni arbitrasse già da domenica. Poi se uno sbaglia ancora pace".
Mario Gomez è intervenuto a SkySport: "Ancora mi manca un po' di condizione dopo 5 mesi senza giocare, sono in gruppo solo da due settimane. E' importante per me trovare il ritmo partita e migliorare nei contrasti. Sto lavorando duramente. Voglio tornare al massimo il prima possibile, anche se non è facile. La partita con la Juve è importante per tutti, anche per la società. Quando tornerò? Devo lavorare, anche oggi ho sentito che manca tanto perché torni in forma. Spero di giocare meglio contro la Juve. Il mio italiano? L'ho imparato, adesso voglio imparare meglio il calcio italiano".
La partita non è stata emozionante ma ci sono stati comunque degli acuti come in occasione del gol del numero 72 della Fiorentina o qualche bella giocata del duo di centrocampo Pizarro-Borja Valero. Proprio lo spagnolo è protagonista di un gesto tecnico di altissima qualità quando al 49' stoppa il pallone in modo magistrale dopo un lancio lungo.Mario Gomez, in campo tutta la partita, si mostra volenteroso e e pronto a cogliere l'attimo giusto quando insacca la palla in rete su un grande assist proprio di Borja valero. Peccato che l'arbitro annulli il gol per fuorigioco (inesistente).
Come detto, con questo risultato la Fiorentina passa agli ottavi di finale dove incontrerà la Juventus di Conte. Appuntamento allo Juventus Stadium giovedi 13 marzo, per l'andata di una doppia sfida che si preannuncia entusiasmante.
Queste le parole di Andrea Della Valle al termine della gara: ''La sifda con la Juve è uno spot per il calcio italiano, una sfida che Firenze sente molto ma prima pensiamo alle altre sfide.
La rabbia? Si è fatta sentire il giorno dopo, mi piace dire che gli arbitri italiani sono di altissimo livello. Mi ha amareggiato la battuta del designatore, noi vogliamo rispetto. Firenze e la nostra famiglia chiedono questo, poi gli errori ci possono stare. Consiglio al designatore di stare un po' più attento.
Borja Valero? Dalle immagini si vede che si è confuso, anche lui andrà a Roma a difendersi: quattro giornate di squalifica sono inspiegabili.
Le parole di Lotito sul club fallito? Gli chiederò domenica se si stava riferendo a noi, poi mi dirà cosa ne pensa.
Gomez? Lo stiamo aspettando, siamo sulla buona strada. Forse il suo gol era in linea''.
Anche Vincenzo Montella ha parlato nel post Fiorentina-Esbjerg ai microfoni di SkySport: "Era importane dare una continuità a dei giocatori che non avevano giocato molto. Abbiamo gestito bene il primo tempo, nel secondo tempo abbiamo alzato anche un po' il ritmo. Peccato per il pareggio, era importante comunque gestire le forze e ritrovare dei giocatori. Gomez? Non ha ancora i 90 minuti, l'ho tenuto in campo solo perché i ritmi erano bassi e perché speravo facesse gol, gli avrebbe dato energie.
Juve agli ottavi? Tra tutte le altre, affronteremo la più forte, per noi sarà una sfida importante e difficile, ne avrei fatto volentieri a meno potendo scegliere. L'abbiamo già battuta? E' vero, mi ricordo la partita di campionato, ma mi ricordo anche la prima ora dove avevamo subìto. Comunque ce la giocheremo. A Parma abbiamo fatto una grande partita, ma per il tipo di gioco che dobbiamo fare serve lucidità mentale, e i giocatori che abbiamo recuperato ci permettono di fare un turn over essenziale giocando ogni tre giorni. Gervasoni sarà addizionale in Milan-Juve? Credo che si possa sbagliare una valutazione, non credo alle punizioni. Così ragiono anche con i miei giocatori, se uno sbaglia non lo punisco, ma lo faccio comunque giocare. Così come avrei voluto che Gervasoni arbitrasse già da domenica. Poi se uno sbaglia ancora pace".
Mario Gomez è intervenuto a SkySport: "Ancora mi manca un po' di condizione dopo 5 mesi senza giocare, sono in gruppo solo da due settimane. E' importante per me trovare il ritmo partita e migliorare nei contrasti. Sto lavorando duramente. Voglio tornare al massimo il prima possibile, anche se non è facile. La partita con la Juve è importante per tutti, anche per la società. Quando tornerò? Devo lavorare, anche oggi ho sentito che manca tanto perché torni in forma. Spero di giocare meglio contro la Juve. Il mio italiano? L'ho imparato, adesso voglio imparare meglio il calcio italiano".
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mercoledì 26 febbraio 2014
Conferenza stampa: le parole di Montella e di Borja Valero
Alla vigilia della partita di Europa League Fiorentina-Esbjerg, valevole per l'approdo agli ottavi di finale, si è tenuta la conferenza stampa di Vincenzo Montella. Queste le sue parole: "Spesso quando si arriva alla fine di una partita si è stanchi e la percezione può essere sbagliata. Un giocatore scorretto, al posto di Borja, avrebbe fatto tre capriole a terra. Si può sbagliare ma ci vuole l'umiltà di ammetterlo".
Sulla tenuta psicologica della squadra: ''Stiamo vivendo un paradosso, noi abbiamo sempre rispettato le decisioni arbirali anche se in privato con gli arbitri ho chiesto spiegazioni tecniche. Perché a Biabiany viene dato un rigore come quello e ad Ilicic contro l'Inter no? A noi ha dato fastidio il fatto di non saperci spiegare questi errori. Non dobbiamo avere alibi, tutti possono sbagliare, basta dirlo. Io ho il diritto ed il dovere di chiedere spiegazioni tecniche. Voglio smettere di parlare di queste cose. A Parma ho fatto un rimprovero alla squadra dicendo che stiamo risultando antipatici perché protestiamo troppo in mezzo al campo. Non dobbiamo protestare ma se dagli altri le nostre proteste vengono viste come qualcosa da bar non va bene. Ogni volta sembra una guerra tra le parti. Non ci sarà depressione da parte della squadra, ci sarà una reazione. Noi vogliamo essere amici degli arbitri ma sembra una guerra continua".
Sulla possibilità di vedere Gomez dal 1': "Mario ha bisogno di continuità e di ritmo partita, verificherò dall'ultimo allenamento se potrà scendere in campo subito domani".
Su altre ritorsioni arbitrali: "Abbiamo tutti bisogno di serenità, noi faremo un passo indietro ma gli altri lo devono fare in avanti".
Su un eventuale disegno arbitrale: "Se pensassi una cosa del genere smetterei di fare questo lavoro. In tre anni non ho mai contestato un errore arbitrale. Io mi sento di vivere un paradosso perché passo come quello che protesta sempre mentre invece non protesto mai. Ho fatto una "bischerata" a Parma, mi merito la squalifica e farò un passo indietro. Ho apostrofato male l'arbitro perché non mi ha dato la mano a fine gara".
Sulla riduzione della squalifica: "Per quanto mi riguarda no, mi aspetto che per Borja quasi tutta la squalifica venga ridotta perché Valero non ha spinto assolutamente l'arbitro".
Sulla gara di domani: "Nulla è stato deciso, abbiamo un vantaggio e metteremo in campo la formazione migliore. La doppia sfida col Grasshopper ci deve insegnare qualcosa. Non dobbiamo entrare in campo sottovalutando l'impegno, dobbiamo sfruttare il vantaggio che abbiamo e raggiungere la qualificazione".
In sala stampa, insieme a Vincenzo Montella, anche Borja Valero: "Voglio dire che tutto quello che è accaduto a Parma mi ha rattristato, sono deluso dal sistema. Quello che l'arbitro ha scritto dopo la partita è una mancanza di rispetto alla mia integrità come persona e come giocatore. Non ho fatto nulla per essere espulso, ho solo sepatato due giocatori che volevano litigare. Mai nella mia vita ho fatto qualcosa contro l'arbitro".
Sulla squalifica: ''Possono essere due, tre o quattro partite, non importa. Tutto quello che ha detto Gervasoni sono bugie. C'è stata mancanza di rispetto nei miei confronti, come giocatore e come uomo. Ho dovuto spiegare ad un bambino di 4 anni perché sono stato espulso e nemmeno io sapevo cosa dire".
Sugli errori degli arbitri: "Solo una volta nella mia vita ho preso un rosso e stetti fuori per due partite. Credo che le immagini di Parma non lascino dubbi, io accetto di potermi prendere il rosso dopo quello che ho fatto ma non è possibile non tornare sui propri passi dopo quello che è stato scritto".
Sul ricorso: "Se potessi andare a Roma di persona per il ricorso lo farei. Adesso dobbiamo restare concentrati sulla partita di domani e su quella di domenica contro la Lazio".
Sui rischi di domani: "Col Grasshopper, dopo la gara di andata, al ritorno abbiamo sofferto. Abbiamo voglia di vincere e di far bene e a fine partita speriamo di festeggiare una vittoria".
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lunedì 23 dicembre 2013
Un bilancio in casa Viola
Siamo arrivati alla fine del 2013 ed è tempo di bilanci per la squadra di Montella. I numeri dei Viola sono da grande squadra, soprattutto se si pensa che l'anno della consacrazione è più difficile rispetto a quello della "sorpresa". La Fiorentina sembra invece non accorgersi di questo e viaggia con un ruolino di marcia a dir poco positivo. Nella stagione in corso ha totalizzato ben 33 punti, addirittura 1 in più dello scorso anno, segnando 33 gol e incassandone 20.
Dobbiamo far notare che, nonostante i punti conquistati siano gli stessi, il gap tra la Fiorentina e il terzo posto (occupato dalla squadra di Benitez) è aumentato, passando da 1 a 3 punti.
Se guardiamo il modus in cui i 33 punti sono stati fatti ci accorgiamo che la formazione Viola ha fatto buona parte delle sue fortune in trasferta: lontano dal Franchi, infatti, Borja valero e compagni hanno conquistato la bellezza di 16 punti (contro i 9 dello scorso anno), segnando 14 reti e subendone solamente 8.
Se i punti in trasferta sono aumentati, i risultati in casa sono leggermente peggiorati: alla 17° di campionato i punti sono 17, contro i 23 conquistati nella stagione passata.
Ma concentriamoci sull'aspetto più positivo: La squadra di Vincenzino ha dimostrato, soprattutto in questo campionato ma non solo, di possedere gioco e personalità tali da poter imporre la propria forza su ogni campo, compresi quelli di Milano e Roma. In molte occasioni ha dato prova di non voler mai rinunciare al palleggio, al bel gioco, a vincere.
Ci tengo a fare un bilancio un pò più ampio, prendendo in esame i numeri dell'anno solare 2013:
I punti conquistati sono ben 68, figli di 69 gol fatti e 45 subiti. Nella prima parte dell'anno i Viola hanno conquistato 35 punti, dimostrando un andamento quasi a specchio. Questi numeri testimoniano la continuità di rendimento dei gigliati, che da più di un anno stanno portando avanti un progetto importante e ambizioso, frutto dell'ottimo lavoro del trio Pradé-Macia-Montella, delle qualità dei giocatori in campo e del ritrovato entusiasmo del Presidente Andrea Della Valle, sempre più convinto e coinvolto.
Credo che una parola sia da spendere per Pepito Rossi.
Nessuno, me compreso, avrebbe mai immaginato che l'italo-americano rispondesse cosi bene e cosi velocemente sul campo dopo il brutto infortunio ed il lungo stop. Invece Pepito è riuscito, grazie alla sua forza d'animo e alla sua genuina passione per il gioco del calcio, a tornare più forte e decisivo di prima. Da inizio campionato, complice anche l'infortunio di Mario Gomez, Rossi si è caricato sulle spalle il peso della squadra, portandola in più di un'occasione alla vittoria.
Anche per lui, come per la Fiorentina, i numeri fanno sorridere: il giocatore nato nel New Jersey ha segnato 14 reti in 17 gare di campionato, viaggiando ad una media di 0.82 gol a partita. Mantenendo questa media vediamo che la proiezione a fine campionato sarebbe di circa 31 gol.
Un dato però è certo: In Europa soltanto C.Ronaldo, Suarez e Ibrahimovic hanno fatto meglio di lui in termini di reti. Questo significa che anche noi abbiamo il nostro Campione.
Se guardiamo il modus in cui i 33 punti sono stati fatti ci accorgiamo che la formazione Viola ha fatto buona parte delle sue fortune in trasferta: lontano dal Franchi, infatti, Borja valero e compagni hanno conquistato la bellezza di 16 punti (contro i 9 dello scorso anno), segnando 14 reti e subendone solamente 8.
Se i punti in trasferta sono aumentati, i risultati in casa sono leggermente peggiorati: alla 17° di campionato i punti sono 17, contro i 23 conquistati nella stagione passata.
Ma concentriamoci sull'aspetto più positivo: La squadra di Vincenzino ha dimostrato, soprattutto in questo campionato ma non solo, di possedere gioco e personalità tali da poter imporre la propria forza su ogni campo, compresi quelli di Milano e Roma. In molte occasioni ha dato prova di non voler mai rinunciare al palleggio, al bel gioco, a vincere.
Ci tengo a fare un bilancio un pò più ampio, prendendo in esame i numeri dell'anno solare 2013:
I punti conquistati sono ben 68, figli di 69 gol fatti e 45 subiti. Nella prima parte dell'anno i Viola hanno conquistato 35 punti, dimostrando un andamento quasi a specchio. Questi numeri testimoniano la continuità di rendimento dei gigliati, che da più di un anno stanno portando avanti un progetto importante e ambizioso, frutto dell'ottimo lavoro del trio Pradé-Macia-Montella, delle qualità dei giocatori in campo e del ritrovato entusiasmo del Presidente Andrea Della Valle, sempre più convinto e coinvolto.
Credo che una parola sia da spendere per Pepito Rossi.
Anche per lui, come per la Fiorentina, i numeri fanno sorridere: il giocatore nato nel New Jersey ha segnato 14 reti in 17 gare di campionato, viaggiando ad una media di 0.82 gol a partita. Mantenendo questa media vediamo che la proiezione a fine campionato sarebbe di circa 31 gol.
Un dato però è certo: In Europa soltanto C.Ronaldo, Suarez e Ibrahimovic hanno fatto meglio di lui in termini di reti. Questo significa che anche noi abbiamo il nostro Campione.
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lunedì 22 aprile 2013
-1 dal sogno Champions League
Neanche i più fantasiosi sarebbero riusciti a prevedere un Fiorentina-Torino cosi strano, bello, pazzesco. La partita sembrava già chiusa dopo meno di quaranta minuti dal fischio d'avvio ma non era altro che l'inizio di un'incredibile escalation di emozioni. La squadra di Montella parte fortissimo e in pochi minuti riesce a colpire ben tre volte (Cuadrado, Aquilani e Ljajic) senza lasciare al Toro possibilità di replica. Il palleggio é fluido, le belle giocate vengono facili e tutto sembra come nelle migliori delle previsioni.
A fine primo tempo i granata accorciano e le squadre vanno negli spogliatoi sul punteggio di 3 a 1.
Il secondo tempo inizia come nessuno si sarebbe mai aspettato. Il Torino, rinvigorito dal gol in chiusura di primo tempo, entra in campo con la volontà e la forza per imporre il proprio gioco, mettere alle corde i viola e riacciuffare il pareggio.
La Fiorentina sembra in trans, non riesce a reagire né a riorganizzarsi. Montella prova qualche cambio sperando che le forze fresche o un lampo dei nuovi entrati facciano la differenza. E cosi è.
Una bella giocata del subentrato Matias Fernandes inizia un'azione al limite dell'area di rigore del Toro che si conclude con il tiro di Romulo ed il gol del 4 a 3 finale.
Nella sera il Milan affronta la Juventus a Torino, dove cade per 1 a 0 con gol di Vidal su calcio di rigore.
La classifica parla chiaro: Milan 59 Fiorentina 58. Un solo punto divide le due squadre a 5 partite dalla fine e tutto sembra riaperto e possibile per i gigliati.
La partita di ieri pomeriggio, anche se conclusa positivamente, deve comunque far riflettere. Per come è maturata e come è finita. La squadra ha avuto un black out inspiegabile e durato per quasi tutto il secondo tempo. La spiegazione, forse, sta nel fatto che, una volta raggiunto il 3 a 0, gli uomini di Montella non hanno voluto infierire ulteriormente sul gemellato Torino e cosi hanno smesso di giocare. La Fiorentina però è una squadra che ha sempre bisogno di giocare al massimo, di creare e tenere alta la concentrazione e il ritmo altrimenti rischia di diventare preda degli avversari, come è avvenuto ieri. Forse pecca ancora di leziosità e non è capace di gestire la gara sotto ritmo come invece fanno le grandi squadre.
Allo stesso tempo, riesaminando la partita, dobbiamo anche sottolineare il cuore di questi ragazzi che sono riusciti a credere in un risultato obiettivamente difficile per come si era messa la gara. Ieri abbiamo avuto la dimostrazione che in questo campionato tutto è possibile, anche ritrovarci a -1 dal sogno Champions a cinque giornate dalla fine...con l'obbligo di crederci più che mai.
A fine primo tempo i granata accorciano e le squadre vanno negli spogliatoi sul punteggio di 3 a 1.
Il secondo tempo inizia come nessuno si sarebbe mai aspettato. Il Torino, rinvigorito dal gol in chiusura di primo tempo, entra in campo con la volontà e la forza per imporre il proprio gioco, mettere alle corde i viola e riacciuffare il pareggio.
La Fiorentina sembra in trans, non riesce a reagire né a riorganizzarsi. Montella prova qualche cambio sperando che le forze fresche o un lampo dei nuovi entrati facciano la differenza. E cosi è.
Una bella giocata del subentrato Matias Fernandes inizia un'azione al limite dell'area di rigore del Toro che si conclude con il tiro di Romulo ed il gol del 4 a 3 finale.
Sono tre punti di straordinaria importanza.
Nella sera il Milan affronta la Juventus a Torino, dove cade per 1 a 0 con gol di Vidal su calcio di rigore.
La classifica parla chiaro: Milan 59 Fiorentina 58. Un solo punto divide le due squadre a 5 partite dalla fine e tutto sembra riaperto e possibile per i gigliati.
La partita di ieri pomeriggio, anche se conclusa positivamente, deve comunque far riflettere. Per come è maturata e come è finita. La squadra ha avuto un black out inspiegabile e durato per quasi tutto il secondo tempo. La spiegazione, forse, sta nel fatto che, una volta raggiunto il 3 a 0, gli uomini di Montella non hanno voluto infierire ulteriormente sul gemellato Torino e cosi hanno smesso di giocare. La Fiorentina però è una squadra che ha sempre bisogno di giocare al massimo, di creare e tenere alta la concentrazione e il ritmo altrimenti rischia di diventare preda degli avversari, come è avvenuto ieri. Forse pecca ancora di leziosità e non è capace di gestire la gara sotto ritmo come invece fanno le grandi squadre.
Allo stesso tempo, riesaminando la partita, dobbiamo anche sottolineare il cuore di questi ragazzi che sono riusciti a credere in un risultato obiettivamente difficile per come si era messa la gara. Ieri abbiamo avuto la dimostrazione che in questo campionato tutto è possibile, anche ritrovarci a -1 dal sogno Champions a cinque giornate dalla fine...con l'obbligo di crederci più che mai.
lunedì 19 novembre 2012
Adesso è lecito sognare !!
La Fiorentina vola!! Finalmente la squadra fa sognare i tifosi, divertire gli appassionati di pallone, credere in obiettivi altissimi. L'asticella viola si sta alzando partita dopo partita e sembra non volersi più fermare. Le ultime due giornate di campionato ci hanno visti protagonisti, di gioco e di risultato. Innanzitutto, la vittoria contro il Milan ha portato a Firenze l'entusiasmo e la convinzione che questa squadra possa tener testa a chiunque; la vittoria contro l'Atalanta, squadra in grande forma che pochi giorni prima aveva sconfitto l'Inter, ha invece sottolineato la maturità dei ragazzi a disposizione di mister Montella. Era facile farsi trasportare dall'entusiasmo per la vittoria contro i rossoneri e prendere sotto gamba una partita meno di cartello, ma ugualmente importante, e invece la Fiorentina ha dimostrato saggezza, piedi per terra, carattere, convinzione e, ancora una volta, tanta capacità di giocare al calcio.
Il centrocampo formato da Pizarro, Borja Valero e Aquilani (quest'ultimo due gol e un assist) ha ricamato gioco per più di 80', lasciando soltanto una manciata di minuti agli avversari. Dopo aver trovato il gol di Rodriguez in apertura abbiamo assistito all'ennesimo torto arbitrale che ha riportato la partita in parità. La squadra, però, non si è preoccupata più di tanto, continuando a giocare, dimostrando netta superiorità e vincendo per 4 a 1.
Grazie anche ai risultati delle dirette concorrenti adesso la Fiorentina si trova a ridosso del secondo posto (1 punto) e a sole cinque lunghezze dalla Juve capolista.
I tifosi viola possono adesso sognare, la Fiorentina c'è e ci sarà fino in fondo; la squadra ha un carattere e una personalità vincenti, una difesa granitica (peggiore solo a quella bianconera), un centrocampo tutto fantasia ma anche fatto di interdizione (vedi ammonizioni di Pizarro) ed un attacco che è adesso il quarto della seria A. Il Franchi è tornato ad essere un fortino inespugnabile ed in trasferta la squadra sembra non snaturare il suo splendido gioco. Il calendario sembra abbordabile, avendo già affrontato tutte le dirette concorrenti (senza mai essere inferiori), e quindi adesso è l'ora di crederci. E' arrivato il momento di riempire lo stadio ogni domenica, di cantare con tutta la voce che si ha, di incoraggiare i nostri ragazzi e, perché no, ringraziare la ritrovata passione di Andrea Della Valle e la bravura di Pradé e Macia.
Tutto questo è, infatti, frutto dell'impegno di ADV che a fine campionato scorso ha fatto delle promesse e le ha mantenute; ogni domenica è allo stadio a gioire e disperare come un vero ultrà.Tutta Italia ci riconosce qualità e capacità, credendo che quest'anno a Firenze ci possano essere grandi soddisfazioni per tutti.
Dove possiamo arrivare nessuno lo sa ancora, forse sarà un piazzamento in Europa, forse l'Europa che conta di più o forse, facendo un leggero sforzo di fantasia, sarà l'agognato tricolore. In città regna l'entusiasmo e la positività per una squadra che è riuscita in pochi mesi ad amalgamare tanti nuovi giocatori e mostrare il miglior gioco d'Italia e questa è già una grande vittoria. Dopo due anni calcisticamente tetri i tifosi sono finalmente tornati a sperare in traguardi importanti e soprattutto a divertirsi andando allo stadio.
Quest'anno a Firenze c'è una grande squadra, quindi viva la Fiorentina e il bel calcio ritrovato.
Il futuro è finalmente roseo, o meglio...Viola!!
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sabato 1 settembre 2012
Rivoluzione completata !
A fine campionato avevamo sperato in un cambio di rotta, in una rivoluzione totale che riuscisse, attraverso nuovi acquisti e nuovo entusiasmo, a cancellare le due fallimentari stagioni della Fiorentina...e cosi è stato.
Il calciomercato si è concluso ieri sera ed ha visto dei colpi davvero brillanti da parte della dirigenza viola.
La coppia Pradé-Macia, insieme a tutta la dirigenza, Della Valle compreso, ha innanzitutto scelto come allenatore designato a guidare la squadra Vincenzo Montella. L'aeroplanino giallorosso, dopo il buon campionato con il Catania, si è guadagnato una chance in una piazza più prestigiosa come Firenze; vedremo se riuscirà a ripetere il buon gioco visto in Sicilia e se riuscirà a riportare attaccamento nei tifosi ormai disaffezionati.
Il mercato estivo ha visto arrivare in riva all'Arno giocatori della qualità di Pizarro, Borja Valero e Aquilani in mezzo al campo, Gonzalo Rodriguez, Roncaglia e Tomovic in difesa, El Hamdaoui e Mati Fernandez davanti (quest'ultimo può essere schierato anche sulla mediana); oltre a questi ci sono stati gli acquisti di Cuadrado dal Lecce, Luca Toni (dopo cinque anni), Viviano e Della Rocca dal Palermo. Proprio Viviano, nato a Firenze e grande tifoso viola, grazie alla sua determinazione nel voler tornare a casa, è riuscito a coronare il suo sogno, segno che anche in questo calcio fatto di business e trofei il cuore conta ancora qualcosa.
A fronte di queste illustri entrate ci sono state le cessioni di molti giocatori, tra i quali Gamberini, Behrami, Cerci, Vargas, De Silvestri, a completare una vera e propria rivoluzione.
Un'altra cessione molto importante è stata quella di Nastasic al Manchester City di Roberto Mancini per l'esorbitante cifra (dato il ruolo del giocatore) di 16 milioni di euro più il difensore Savic.
Tempo fa avevamo invocato un ridimensionamento della squadra, una trasformazione, partendo però da alcuni punti fermi. Il più importante di questi punti era senz'altro Stevan Jovetic. Per tutta la campagna acquisti si sono rincorse voci su un'eventuale cessione del montenegrino, prima alla Juventus e poi al City. Per rassicurare la piazza e fare chiarezza è personalmente sceso in campo Andrea Della Valle, il quale, attraverso un progetto (finalmente) ambizioso e grandi promesse (come quelle di cessione del giocatore ad una grandissima squadra in futuro), ha convinto il fantasista viola a restare a Firenze ed essere il punto di forza della squadra.
Tutto questo è successo nell'ultimo mese d'estate, un'estate rovente più che mai in riva all'Arno.
Il calciomercato si è concluso ieri sera ed ha visto dei colpi davvero brillanti da parte della dirigenza viola.
Il primo grande acquisto è stato quello del direttore sportivo, Daniele Pradé, che, insieme al direttore tecnico Eduardo Macia, è riuscito a portare a Firenze ottimi giocatori a prezzi contenuti.
A fronte di queste illustri entrate ci sono state le cessioni di molti giocatori, tra i quali Gamberini, Behrami, Cerci, Vargas, De Silvestri, a completare una vera e propria rivoluzione.
Un'altra cessione molto importante è stata quella di Nastasic al Manchester City di Roberto Mancini per l'esorbitante cifra (dato il ruolo del giocatore) di 16 milioni di euro più il difensore Savic.
Tempo fa avevamo invocato un ridimensionamento della squadra, una trasformazione, partendo però da alcuni punti fermi. Il più importante di questi punti era senz'altro Stevan Jovetic. Per tutta la campagna acquisti si sono rincorse voci su un'eventuale cessione del montenegrino, prima alla Juventus e poi al City. Per rassicurare la piazza e fare chiarezza è personalmente sceso in campo Andrea Della Valle, il quale, attraverso un progetto (finalmente) ambizioso e grandi promesse (come quelle di cessione del giocatore ad una grandissima squadra in futuro), ha convinto il fantasista viola a restare a Firenze ed essere il punto di forza della squadra.
Tutto questo è successo nell'ultimo mese d'estate, un'estate rovente più che mai in riva all'Arno.
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