Visualizzazione post con etichetta Serie A. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Serie A. Mostra tutti i post

domenica 24 maggio 2015

Palermo fucina di talenti

Giunti al tredicesimo anno di presidenza Zamparini, è ora di fare bilanci. Uno degli aspetti più interessanti riguarda senza dubbio la grande capacità della società di scoprire talenti, in Italia come in ogni parte del mondo.
Il primo in ordine di tempo ad attirare l'attenzione del club siciliano fu Luca Toni, che a Palermo giocò per due stagioni. Alle dipendenze di Zamparini, Toni segnò come mai aveva fatto in carriera: cinquantuno reti in poco più di ottanta presenze complessive. Nel 2005 Luca lasciò la Sicilia per approdare a Firenze alla corte di Cesare Prandelli, ma i tifosi non attesero molto prima di rivedere un grande centravanti. Due anni dopo, infatti, in rosanero approdò Edinson Cavani, uno dei più importanti e famosi talenti passati da lì, prototipo dell'attaccante moderno: rapidità e potenza, fiuto del gol e spirito di sacrificio innati. La società fu abile a scovare 'El matador' nel Danubio, club di Montevideo, e a portarlo in Italia, dove collezionò trentaquattro reti nelle prime tre stagioni. 
La definitiva consacrazione del bomber uruguaiano avvenne con il Napoli di De Laurentiis, prima di passare al Paris Saint-Germain per una cifra stratosferica.
Nel frattempo gli uomini mercato del focoso Presidente continuarono l'operazione di monitoraggio in cerca di giovani talenti su cui puntare. La ricerca portò i suoi frutti, perché nel 2009 un argentino di appena vent'anni, soprannominato in patria 'El Flaco' a causa del suo fisico asciutto, cominciò a muovere i primi passi sul terreno dello Stadio Renzo Barbera. Quel giovane era Javier Pastore, calciatore che si mise in evidenza per la classe cristallina e l'affascinante eleganza dei movimenti, e che dopo due stagioni (condite da sedici gol e sedici assist totali) abbandonò la terra siciliana per trasferirsi all'ombra della Torre Eiffel. 
Il 2010, invece, fu l'anno dell'arrivo in Italia di Josip Ilicic. Scoperto da Walter Sabatini, che lo prelevò dal Maribor ancora ventiduenne, 'Jojo' (soprannome che ai tifosi viola ricorda un pupillo della storia recente della Fiorentina) si dimostrò fin da subito elemento introverso ma dotato di eccezionali colpi. Nelle tre stagioni a Palermo, Ilicic si caricò il peso della squadra sulle spalle, segnando ventinove gol e diventandone uno degli uomini più rappresentativi.
Oggi questi giocatori rappresentano per i tifosi rosanero soltanto dei bei ricordi, ad animare i loro sogni infatti ci sono soprattutto Franco Vazquez e Paulo Dybala. Entrambi argentini, fantasisti e inseguiti dalle grandi della Serie A (e non solo). Il primo, classe 1989, portato nel nostro paese nel gennaio del 2012 dal Belgrano de Cordoba per poi essere girato in prestito in Spagna, al Rayo Vallecano, trovò un po' di continuità nella squadra di Zamparini la stagione successiva, dove in Serie B collezionò quattro gol e cinque assist in meno di venti presenze.
Dybala, quattro anni più giovane del compagno, soprannominato in Argentina 'La Joya' cioè il gioiello, in questa stagione sta dimostrando tutto il suo valore a suon di gol e giocate da campione. Palermo ha già adottato il giovane Paulo, chiamato affettuosamente 'U Picciriddu', ma i tifosi dovranno rassegnarsi a vederlo partire e vestire più prestigiose casacche. Quella della Juventus. Contro la Fiorentina dovrebbe scendere in campo per l'ultima gara con la maglia rosa ed il saluto del Barbera.
Di Maurizio Zamparini negli anni si sono dette molte cose: l'impulsività e l'esplosività sono tra le caratteristiche più evidenti, ma quando si tratta di scoprire giovani talenti nascosti in qualche remoto angolo del mondo (nonché valorizzarli e monetizzare) merita un grande plauso. Una capacità, quella di scovare giocatori uno dietro l'altro, che è seconda soltanto alla velocità con la quale liquida i suoi allenatori.

giovedì 30 aprile 2015

Empoli VS Napoli, la sfida tra Sarri e Benitez

Campionati e Coppe con squadre italiane, inglesi e spagnole da una parte; una panchina d'argento per la stagione 2013/14 dall'altra. 
Nel calcio, si sa, i risultati e i trofei valgono più di tutto il resto e quindi alcuni avranno la tentazione di pensare che tra i due non ci sarà storia: Sarri, come un piccolo David, alle prese con il gigante Benitez. Ma non è così.
Da tempo oramai abbiamo imparato ad apprezzare lo stile di gioco – nonché le imprese – di Maurizio Sarri, napoletano di nascita ma toscano di adozione che ad Empoli ha fatto vedere cose strepitose e sta trascinando la sua squadra verso la salvezza. Del resto, è storia recente la grande lezione di calcio che il tecnico ha inferto agli azzurri nella gara di andata, rallentandone la corsa (allora si parlava di Scudetto) ed evidenziandone tutte le lacune sul piano tattico. 
Con un gioco fatto di possesso palla, velocità, mix di esperienza e gioventù l'Empoli sta collezionando elogi e punti: i pareggi contro Milan, Fiorentina, Inter e Roma, l'ampia vittoria contro il Palermo e soprattutto il 2-1 del Castellani contro la Lazio, oggi seconda in classifica, sono i punti più alti del campionato di un Empoli che in pochi si sarebbero aspettati così bello.
A contendere la vittoria ai ragazzi di Sarri giovedì sera ci sarà una squadra, il Napoli, che nelle ultime partite ha ripreso a viaggiare su ritmi altissimi, strapazzando prima la Fiorentina, poi il Cagliari e infine la Sampdoria. La banda guidata da Benitez vuole centrare il terzo posto che vuol dire Champions League, visibilità europea, denaro per rinforzarsi ulteriormente ed è quindi lecito aspettarsi una gara combattuta a suon di belle azioni e grandi colpi.
Ma quella in scena nel posticipo della trentatreesima giornata di Serie A non sarà soltanto la sfida tra due ottimi allenatori, ma anche tra due uomini che in questo momento sono al centro del mercato: Benitez è sempre più distante dalla riconferma e soltanto in caso di vittoria dell'Europa League si aprirebbero finestre di dialogo e di riconciliazione con la proprietà. Lo spagnolo sarebbe disposto a restare sulla panchina del Napoli solo a fronte di investimenti pesanti e la certezza di poter competere per traguardi sempre più ambiziosi. L'appeal internazionale dell'ex allenatore di Valencia, Liverpool e Inter non è in discussione, molti top club potrebbero fare più di un pensierino su di lui in caso di divorzio con De Laurentiis, primo su tutti quel Manchester City pieno zeppo di campioni ma (troppo) lontano dalla vetta della Premier League. 
Sarri, invece, è entrato di diritto nei radar di squadre importanti, conquistando quello spazio mediatico che difficilmente si sposa con il suo essere 'antidivo': schivo nei confronti delle telecamere, con la sua sigaretta in bocca, si limita a far giocare una squadra che spesso e volentieri mette in mostra un calcio scintillante, cercando di evitare le copertine dei giornali e lasciando la gloria ai propri giocatori. Nonostante questi aspetti del suo carattere, Sarri è il primo nome nell'agenda di Galliani per il dopo Inzaghi. Grazie ad una idea di calcio basata sulla volontà di imporre il proprio gioco ovunque, l'impegno nel puntare su giocatori italiani e la prospettiva di non aggravare il bilancio del club, i rossoneri sono rimasti letteralmente stregati dal tecnico dell'Empoli, tant'è che c'è stato un primo incontro tra l'ad del Milan e il presidente Corsi. Un allenatore che ricorda un'altra epoca per cercare di tornare ai fasti del passato, questo l'intento della società milanista dopo una stagione decisamente negativa. 
Tanti quindi gli spunti per la gara del Castellani tra Empoli e Napoli, primo fra tutti il confronto tra due filosofie calcistiche belle ma diverse: Benitez con il suo gioco europeo, come dimostra l'ottimo percorso in Europa League, e Sarri quale uno dei migliori rappresentanti di un calcio italiano voglioso di riconquistare credibilità e trofei.

mercoledì 15 ottobre 2014

Fiorentina su le maniche, ti aspetta un altro tour de force

Nell'era del calcio spezzatino e delle infinite discussioni pro e contro la moviola, la Fiorentina si trova a dover scendere in campo praticamente ogni tre giorni. Il primo tour de force della stagione si è appena concluso: tra campionato ed Europa League sono state sette le partite disputate dai ragazzi di Montella in appena ventidue giorni. Dalla gara casalinga contro il Genoa del 14 Settembre, fino alla grande vittoria contro l'Inter, passando per Guingamp, Atalanta, Sassuolo, Torino e Dinamo Minsk. Ciclo di partite ravvicinate che, a conti fatti, è stato positivo per i viola se pensiamo che ci sono state quattro vittorie e tre pareggi, undici gol fatti e soltanto uno subito. Tra le squadre impegnate nelle coppe, la Fiorentina è stata l'unica a non perdere mai: la Juventus di Allegri ha perso in Champions League contro l'Atletico Madrid; La Roma è uscita sconfitta, tra le polemiche, dallo Juventus Stadium; ben peggio dei viola hanno fatto Napoli, Inter e Torino.
Al termine di questo tour de force, dieci giocatori della rosa viola sono partiti per vestire i colori delle proprie Nazionali. Forse la sosta non è arrivata nel momento migliore, dato che c'erano state due vittorie in appena quattro giorni, ma, se non altro, ha permesso a diversi giocatori di rifiatare e recuperare. Tra questi c'è sicuramente Borja Valero, apparso sottotono dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Lo spagnolo, rimasto seduto in panchina per novanta minuti contro i nerazzurri, rimane un giocatore fondamentale nel centrocampo gigliato e tutti i tifosi sperano di rivederlo prestissimo sui suoi livelli. Almeno altri due attesissimi giocatori potrebbero aver tratto beneficio dall'interruzione del campionato: Mario Gomez e Marko Marin. Il primo aspetta di tornare a disposizione e ritrovare la migliore condizione; il secondo si allena con il gruppo già da un mese e dovrebbe figurare per la prima volta tra i convocati. Rientri importanti in vista del secondo tour de force. Da domenica prossima comincia un altro trittico di partite che, a differenza del precedente, vedrà la Fiorentina confrontarsi con molte pretendenti all'Europa. Si comincerà con la gara del Franchi delle 12:30 contro la Lazio, sfida che potrebbe valere il sorpasso sui biancocelesti; poi verrà la volta della trasferta europea contro il PAOK di Salonicco; Domenica 26 alle 20,45 la squadra di Montella cercherà di sbancare San Siro sponda Milan per la terza volta in tre anni; Dopodiché i viola affronteranno l'Udinese il 29 ottobre nel turno infrasettimanale, la sorprendente Sampdoria di Mihajlović in trasferta il 2 novembre e poi la sfida di ritorno in Europa League contro il PAOK. La lunga serie di partite terminerà con quella al Franchi alle 18 del 9 novembre contro il Napoli, un'ottima occasione di rivincita dopo la cocente sconfitta all'Olimpico in finale di Coppa Italia.

lunedì 6 ottobre 2014

Vidic, la stretta di mano e la borsa tod's

Correva la stagione 2005/06, era la prima Fiorentina dell'era Prandelli-Corvino, una squadra piena di nuovi innesti e carica di grandi sogni. In attacco un acerbo Pazzini faceva da riserva ad uno scatenato Luca Toni, Stefano Fiore ricamava assist da vero numero 10 e Montolivo era solamente una bella promessa. Nonostante il freddo di gennaio, i tifosi gigliati erano caldi per un mercato che, a detta di molti, avrebbe dovuto regalare alla squadra un grande colpo. Il giocatore in questione era Nemanja Vidic, allora difensore dello Spartak Mosca, vicinissimo ad indossare la casacca viola dopo un anno e mezzo passato in Russia.

Il giocatore serbo avrebbe dovuto completare un reparto composto, tra gli altri, da Dainelli, Gamberini e Krøldrup, contribuendo a dare solidità e sicurezza. L'accordo tra il difensore e il direttore sportivo viola era già stato trovato, ma un colpo di sfortuna cambiò le carte in tavola: il Manchester United perse per infortunio Rio Ferdinand, e cosi decise di puntare forte sul giocatore corteggiato dai viola. L'offerta dei Red Devils fu troppo alta per lasciare dubbi. Il serbo prese la strada di Manchester, di Sir Alex Ferguson, dei soldi e dei trofei...lasciando con l'amaro in bocca l'intera tifoseria viola. Nonostante la stretta di mano che proprio Corvino aveva raccontato a tutti prima dell'apertura del mercato di di gennaio, dando l'affare praticamente per definito (e definitivo).
L'intuizione dell'allora direttore sportivo, se fosse andata in porto, sarebbe stata geniale, perché nei successivi anni Vidic si confermò uno dei migliori difensori d'Europa. Affiancato a Ferdinand, ha fatto le fortune del club inglese per più di otto primavere. Stagioni in cui ha alzato al cielo cinque campionati inglesi, una Champions League e una Coppa del mondo per club.
Adesso, però, il difensore classe 1981 è nerazzurro, è alla corte di Walter Mazzarri e per la prima volta abbiamo l'opportunità di vederlo calcare il campo dell' Artemio Franchi. I fiorentini lo avrebbero tanto voluto in viola, invece questa sera giocherà da avversario. La Fiorentina che fu vicinissima al suo ingaggio non c'è più: allenatore e direttore sportivo sono altrove e la rosa è stata completamente rivoluzionata (fatta eccezione per capitan Pasqual), ma i Della Valle ci sono ancora. E allora, se non altro, potrebbe essere la giusta occasione per restituire l'ormai celebre borsa della Tod's regalatagli da Corvino ben 8 anni e mezzo fa.

lunedì 22 settembre 2014

Atalanta-Fiorentina: una vittoria fondamentale

Campo da sempre ostico, tante assenze e i primi mugugni da parte dei supporters viola dopo il pareggio casalingo contro il Genoa. Queste le condizioni in cui la Fiorentina è riuscita a portare a casa la vittoria contro l'Atalanta. Quella di Bergamo è da considerarsi una vittoria fondamentale, non soltanto per i (primi) 3 punti, non solo per la classifica (decisamente migliore dopo i passi falsi di Napoli e Milan) ma soprattutto per il morale. I ragazzi di Montella erano apparsi privi di incisività e cinismo nella partita di 7 giorni fa, e tutti si aspettavano un cambio di rotta. Chiaro e immediato. Cambio di rotta che c'è stato. 
La squadra vista a Bergamo non è stata bella, non ha creato decine di palle gol, non ha dominato gli avversari né tenuto sempre in mano il pallino del gioco, ma ha saputo colpire con spietatezza prima e resistere agli attacchi degli avversari poi. Il primo gol di Jasmine Kurtic in maglia viola consegna una grande dose di fiducia ad una squadra che ha bisogno come il pane di vittorie come quella di ieri sera: le grandi squadre non sono solamente quelle che giocano bene e meritano ampiamente la vittoria, ma anche quelle che nella sofferenza e nella difficoltà riescono a compattarsi, stringere i denti e trarre il massimo risultato. La Fiorentina di ieri può non essere piaciuta a molti, ma ha dato prova di grande praticità e maturità. Qualità, queste, indispensabili per puntare ad importanti traguardi (Champions?).
Con Borja Valero e Pek seduti in panchina, Montella ha rispolverato Mati Fernandez mezz'ala sinistra: il cileno è risultato tra i migliori in campo, per qualità ma anche per quantità di palloni giocati. Neto si è confermato decisivo in più di una occasione, a testimonianza che puntare su di lui è stata una scelta azzeccatissima. Rimandato, invece, Alonso centrale sinistro nella difesa a tre. 
Tra due giorni la squadra ritornerà in campo per la partita casalinga contro il Sassuolo di Di Francesco: una partita che si preannuncia insidiosa, ma che la Fiorentina dovrà essere brava e decisa a vincere. Magari con l'aiuto dei rientranti Pizarro e Borja Valero.

lunedì 5 maggio 2014

MONTELLA: "Sogno una squadra più forte. Abbiamo le idee chiare"

Due giorni dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia, la Fiorentina torna a pensare al campionato: domani sera l'avversario sarà il Sassuolo. In sala stampa prende la parola Vincenzo Montella. 

Queste le parole del tecnico viola in merito alle scene del pre gara di sabato sera: "E' controproducente continuare a parlare di queste scene, dobbiamo passare la palla a chi di dovere e risolvere questo grande problema".

Sul Sassuolo: "Abbiamo la possibilità di chiudere la stagione in un modo di alto profilo, vogliamo conquistare il 4° posto perché sarebbe un ottimo risultato".

Sugli obiettivi della prossima stagione: "Mi auguro di parlare con i Della Valle dopo il raggiungimento del 4° posto, così saremo più libero dai pensieri. Come allenatore devo fare delle valutazioni e vorrei allenare una squadra più forte con maggiorni pressioni. E' necessario fare qualcosa in più, questa squadra ha dato il massimo e forse ancora di più".

Su come si riparte dopo la delusione di sabato: "E' facile ripartire, la nostra tifoseria ha dimostrato grande partecipazione e maturità, quasi inusuale. Per noi è un orgoglio per quello che è stato fatto: abbiamo una grossa responsabilità. Domani abbiamo una responsabilità importante per coronare la stagione".

Sulla valutazione complessiva della stagione: "Dobbiamo fare elogi a questa squadra e alla società, che con un fatturato ridotto rispetto alle big è riuscita a competere per certi traguardi: è un dato oggettivo questo e dobbiamo fare merito a questi uomini".

Sul mercato che verrà: "Rispetto allo scorso anno non possiamo fare parallelismi: per migliorare la squadra bisogna tenere i migliori e comprarne altrettanti. Non serve vendere per fare un grande mercato".

Sui primi 20' di Fiorentina-Napoli: "Non usiamo alibi, abbiamo iniziato a giocare solo dopo 20 minuti: altre squadre sotto 2-0 si sarebbero sbriciolate mentre noi con raziocinio ce la siamo giocata fino al 90'".

Sulle scelte di domani: "A livello fisico è stata una partita molto dispendiosa, vedrò quali giocatori avranno più risorse: siamo in grado di sostenere una partita indipendentemente da chi scenderà in campo".

Sull'affetto dei tifosi: "La partecipazione dei tifosi sia a Roma che ieri pomeriggio ci danno orgoglio e responsabilità".

Sull'impegno dei Della Valle: "L'entusiasmo dei fiorentini nella sconfitta è più forte della delusione di quanto visto sabato sera".

Sulle condizioni fisiche della squadra: "Oggi valuterò ogni componente".

Su Rossi titolare: "Sarebbe una forzatura, ha dimostrato di essere guarito: non ci deve però essere fretta né da parte mia né da parte sua".

Sul rinnovo del Ds Pradè: "Che io sappia è una formalità il suo rinnovo, si è guadagnata la sua fiducia nel tempo così come Macìa"

Sui pezzi mancanti per migliorare la rosa: "Le idee ce le abbiamo, non saprei dire il numero preciso ma qualcosa si può fare".

Su cosa prova da napoletano sui cori sul Vesuvio: "Mi è successo spesso: magari chi lo canta sarà a Napoli quando il Vesuvio erutterà.."

lunedì 3 marzo 2014

PANCHINA D'ORO 2014: Vince ancora Antonio Conte. Montella 2°

Si è assegnata quest'oggi la Panchina d'Oro 2014, premio che va all'allenatore che più si è messo in luce per il buon lavoro svolto. Per il secondo anno consecutivo il premio è andato ad Antonio Conte, superando di soli 3 voti (26 a 23) l'allenatore della Fiorentina.


Dopo la premiazione, Vincenzo Montella ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Arrivare secondo dietro ad Antonio Conte è motivo di grande orgoglio. Fa davvero piacere essere considerato in questo modo dai colleghi.
Purtroppo ieri sera contro la Lazio non abbiamo fatto una buonissima partita. Anzi, una tra le peggiori. Credo che abbiamo commesso degli errori, ma ci può stare. Adesso però occorre guardare avanti. Non voglio più parlare di arbitri. Si parla troppo. Dobbiamo preparare le partite e pensare a giocare.
La partita contro la Juventus da sempre motivazioni particolari. E' una partita difficilissima per noi perché da due anni è la squadra più forte d'Italia. Non si può scegliere su quale competizione puntare perché si rischia di compiere scelte sbagliate. Dobbiamo giocare e dare sempre il massimo.
Non so se lo scudetto è già assegnato. Il campionato italiano in passato ci ha riservato delle sorprese nel finale."

domenica 2 marzo 2014

Fiorentina-Lazio 0-1

Brutta. Troppo brutta per essere vera. Una Fiorentina irriconoscibile cade in casa contro la Lazio di Reja. La squadra di Montella, martoriata dalle decisioni arbitrali, è scesa in campo senza la giusta cattiveria agonistica, mostrando tutti i limiti che ha.
Neto, pratogonista di una bella parata, è apparso non del tutto incolpevole in occasione del gol. La difesa, troppo ballerina, incassa la 29°  rete di questo campionato. Tra i difensori si salva soltanto Gonzalo Rodriguez, autore di un paio di interventi provvidenziali. Il centrocampo, orfano di Pizarro e Borja Valero squalificati, è apparso sotto tono e privo di fantasia e geometria. L'attacco non incide a sufficienza con Matri che da solo è sembrato troppo leggero e nervoso. Cuadrado incappa in un'altra giornata no. E Joaquin non è brillante come al solito.
Un mix di fattori hanno portato alla terza sconfitta stagionale in casa, la seconda consecutiva dopo quella contro l'Inter.
Se è vero che le assenze erano di quelle pesanti, non trovo spiegazione alla mancanza di grinta vista questa sera. La Lazio, non certo trascendentale, a parte un ottimo Candreva, veniva dalle fatiche di Europa League (in Bulgaria, non a Firenze) derivanti da una partita vera (non da una sorta di allenamento con qualificazione già acquisita). Da questo si evince che il problema non può esser stato fisico. Ciò che è apparso come evidente è stato un calo mentale, forse figlio dell'appagamento della finale di Coppa Italia conquistata? Forse derivante dalle polemiche arbitrali che hanno investito la squadra in questi ultimi giorni? Nessuno sa quale sia la causa precisa di questa brutta sconfitta e di questo periodo di magra. La sensazione prevalente tra i tifosi è che il gennaio nero dello scorso anno si sia spostato a febbraio. Nelle ultime 6 giornate di campionato, infatti, i Viola hanno conquistato soltanto 5 miseri punti (una vittoria e 2 pareggi). 
I Viola perdono cosi l'ennesima occasione di ridurre il gap dal Napoli, fermato nel pomeriggio dal Livorno, e vanno a -7 dalla terza posizione. A questo punto, forse, sarebbe più opportuno guardarsi le spalle: l'Inter è a soli 4 punti.

Potremmo essere ancora ottimisti, considerando che il terzo posto rimane alla portata della Fiorentina, se non sapessimo che adesso ci aspetta un trittico di partite veramente spaventoso: domenica a Torino contro la Juventus; giovedi ancora contro i bianconeri in Europa League; la domenica successiva in casa contro il Chievo (all'apparenza partita semplice, ma sappiamo quanto ostica possa essere la squadra di Corini); nuovamente contro la Juventus (stavolta a Firenze per il ritorno di E.L) e poi i Viola andranno a Napoli per lo scontro diretto che potrebbe riaprire o chiudere definitivamente il discorso Champions League.
Siamo nel momento cruciale della stagione. La squadra di Montella si gioca tutto in queste partite: il passaggio ai quarti di finale di Europa League e la corsa al terzo posto. 
Purtroppo, già da qualche tempo, i gigliati appaiono fiacchi e in fase involutiva. Sembrano aver perso la serenità e la gioia di giocare che li contraddistinguevano fino a qualche mese fa. 

Domani la società di Della Valle presenterà ricorso per ridurre la squalifica di Borja Valero. Firenze intera spera di poter vedere in campo lo spagnolo già domenica contro Pirlo e compagni, in quella che si preannuncia una gara difficilissima. La Juventus è in un grande periodo di forma, non ha sprecato troppe energie nei sedicesimi di E.L ed ha il campionato in mano (+11 sulla Roma, che però deve recuperare una partita). Inoltre, c'è da scommetterci, vorrà vendicare quel 4-2 infertogli a Firenze nel girone d'andata.
Come dire, se c'è da tirar fuori qualcosa questo è il momento.

martedì 25 febbraio 2014

Adesso basta, Firenze merita rispetto !

La partita di ieri contro il Parma ha visto ancora una volta la squadra di Montella scippata e sminuita dalla conduzione arbitrale. Questa volta è il turno di Gervasoni, il quale non si limita ad una gestione della gara alquanto discutibile ma da sfogo alla sua fantasia nel momento di compilare il referto arbitrale. A farne le spese stavolta è Borja Valero, accusato, si legge nel referto, di aver "spinto reiteratamente con veemenza un calciatore avversario, ponendogli le mani sul petto", per poi porre "una mano su una spalla dell'arbitro, spingendolo". Guardando e riguardando il video dell'accaduto sembra che le cose non siano andate esattamente cosi. Lo spagnolo sembra piuttosto intenzionato a dividere due giocatori che stavano discutendo e tocca con il dorso della mano l'arbitro gervasoni per attirare la sua attenzione, non certo per spingerlo. Una ricostruzione abbastanza soggettiva che costa al numero 20 viola 4 turni di squalifica e l'indignazione di tutta Firenze.  
La Fiorentina è fermamente intenzionata a fare ricorso contro l'ingiustizia subita. Se la squalifica fosse però confermata, Borja Valero sarebbe costretto a saltare: Fiorentina-Lazio, Juventus-Fiorentina, Fiorentina-Chievo e Napoli-Fiorentina. Partite in cui il buon Borja avrebbe fatto comodo come il pane. 
Oltre alla squalifica del centrocampista ex Villarreal, sono stati inflitti un turno di squalifica anche a Pizarro (giallo per proteste), Diakité (doppia ammonizione, frutto di una pignoleria di Gervasoni che mai si è vista contro altre squadre) e Vincenzo Montella, che secondo il referto avrebbe rivolto al direttore di gara un'espressione insultante. 
Le stranezze di Gervasoni nella partita contro il Parma, però, non sono finite: Mario Gomez, spinto da Paletta, cade in area di rigore gialloblu. Non soltanto non viene fischiato il sacrosanto rigore per i Viola, ma l'arbitro si avvicina al tedesco incitandolo a rialzarsi e usando un'espressione troppo colorita e fuori luogo. 

Le parole del designatore arbitrale Braschi non fanno altro che gettare benzina sul fuoco: "La prestazione di Gervasoni in Parma-Fiorentina è stata tecnicamente molto buona e positiva, ha applicato le regole con persone che non sembravano propense al rispetto di esse".
Verrebbe da chiedersi quale Parma-Fiorentina ha visto il nostro caro Braschi.

Andrea Della Valle, infuriato, replica: "Non ho spiegazioni per quanto accaduto... I messaggi distensivi non servono, sono situazioni che vanno avanti da mesi, la città è stanca. Braschi mi spieghi perché un giocatore corretto come Borja valero si merita uno stop di 4 giornate alla luce di quello che abbiamo visto...addirittura una in più di quelle che prese Balotelli". E ancora: "Adesso vigilerò, starò attento a quello che succederà".

Riprendendo le parole di ADV, "sono situazioni che vanno avanti da mesi", sono almeno 7 gli episodi incriminati.  In ordine:
- Fiorentina-Cagliari 1-1. Giuseppe Rossi viene atterrato in area da Murru, il rigore viene negato.
- Inter-Fiorentina 2-1. L'arbitro valeri non interrompe l'azione che poi porterà in vantaggio la squadra di Mazzarri nonostante il fallo, netto, di Ranocchia su Tomovic.
- Fiorentina-Napoli 1-2. Calvarese non vede un fallo netto in aerea di rigore di Inler su Cuadrado. Il colombiano viene ammonito per la seconda volta. 
- Udinese-Fiorentina 1-0. Altro calcio di rigore non fischiato ai Viola per fallo di Allan su Pepito Rossi.
- Fiorentina-Genoa 3-3. Tommasi assegna il calcio di rigore alla squadra di Gasperini per fallo inesistente di Neto su Antonelli. Inoltre, sempre nella stessa partita, viene annullato un gol regolare ad Aquilani.
- Fiorentina-Inter 1-2. Gol di Icardi in fuorigioco e rigore negato alla Fiorentina per fallo di Hernanes su Ilicic.
- Arriviamo a Parma-Fiorentina 2-2, in cui non viene ravvisato il fallo in area di Paletta e Molinaro non viene espulso per somma di ammonizioni.

Gli errori sono veramente tanti, troppi. E sempre a senso unico. Gli arbitri, considerati buoni rispetto ai colleghi stranieri, stanno falsando in modo palese il campionato, a tal punto che, al netto degli errori, la classifica sarebbe molto diversa.



Come possiamo vedere, senza errori arbitrali la classifica vedrebbe la Roma prima in classifica e la Fiorentina saldamente al terzo posto, a +7 dal Napoli. Questo significa che, a tredici partite dal termine del campionato, la squadra di Montella avrebbe in mano la qualificazione alla prossima Champions League, con tutto ciò che questo comporta in termini di visibilità, denaro, crescita di giocatori e società e ambizioni.

giovedì 6 febbraio 2014

Conferenza di presentazione MODIBO DIAKITE'

Si è tenuta oggi allo Stadio Franchi la conferenza stampa di presentazione di Modibo Diakité. 

La conferenza è stata aperta dalle parole di Eduardo Macia: "Anche se Modibo ha già fatto il suo esordio in viola, oggi presentiamo Diakitè: verrà a completare il nostro reparto difensivo, sarà un rinforzo in più per il nostro mister. Verrà in prestito gratuito fino a fine giugnos senza diritto di riscatto. Lui è adatto alle nostre esigenze, si è formato in Italia ed ha avuto esperienze anche nel calcio inglese. Non è stato un acquisto facile perché Modibo è un calciatore che ha avuto molte richieste in inverno: i rapporti con il Sunderland dopo il prestito di Alonso sono stati importanti''.

Queste le sue parole: "I viola sono un grande club, con un grande mister ed una ottima organizzazione. Penso che possiamo passare il turno in Coppa".

Sul suo addio alla Lazio: ''Ero in scadenza, non è stato trovato un accordo: ecco perchè me ne sono andato''.

Sul suo ruolo: ''Io gioco per predisposizione come centrale di desta ma ho giocato anche come terzino, dove posso spingere di più''.

Sulla scelta di Firenze: ''Ho scelto la Fiorentina perché in Inghilterra ho visto spesso in tv la Fiorentina: i viola giocano un grande calcio, con palla a terra. I viola mi avevano già cercato in passato con Montella''.

Sul suo obiettivo: ''Questo club mi ha dato tanto, perché mi dà l'opportunità di giocarmi un 3° posto e una possibile. Devo ripagare la fiducia che mi è stata data''.

Su cosa non è andato bene in Premier: ''Sono andato in Inghilterra perché tutti mi parlavano bene di quel campionato: all'inizio quasi tutti i giocatori del Sunderland non avevano mai avuto esperienze in Premier. Con Di Canio giocavo, poi quando sono arrivati gli altri due allenatori ho trovato poco spazio''.

Sui suoi pregi: ''Io sono un giocatore veloce e potente ma devo migliorare molto nella tecnica. Allenandomi con i miei nuovi compagni credo che migliorerò, vedendo il centrocampo che abbiamo''.

Sulla corsa per il 3° posto tra Fiorentina e Napoli: ''Sono due squadre molto forti, farà la differenza chi arriverà più fresco alle partite alla fine dell'anno''.

Sul numero di maglia: ''Io ho sempre giocato con la maglia numero 21 ma era di Ambrosini: non mi sembrava il caso togliergli la casacca ad Ambro... ho cercato anche il 20 ed il 6 ma alla fine ho preso il numero che era di Alonso''.

Su dove pensa di poter crescere: ''Io faccio solo quello che mi chiede di fare il mister. Io cerco di giocare semplice, non ho la tecnica del centrocampo. Quando vado in progressione spesso faccio bene''.

Sui suoi ex compagni alla Lazio: ''Mi sento spesso con Cavanda, che è cresciuto con me nella Lazio''.

Sul difficile momento viola: ''E' solo un momento difficile: gli infortuni pesano ma appena torneranno gli assenti si sistemerà tutto''.

Su un suo modello di calcio: ''Io ho sempre ammirato Thuram''.

Sull'esclusione dalla lista Uefa: ''Non lo sapevo ma l'ho presa bene, io venendo qua sto già sfruttando una grossa opportunità''.

Su Gomez: ''E' un grande attaccante, abbiamo parlato un po'. Tornerà presto''.

..verso Fiorentina-Atalanta

Sabato pomeriggio alle 18:00 scenderanno sul campo dell'Artemio Franchi Fiorentina e Atalanta.
Le due squadre si trovano in posizioni di classifica molto diverse: la Fiorentina è a ridosso del terzo posto (-3 dal Napoli) mentre la squadra guidata da Colantuono, dopo la bella vittoria di domenica scorsa su Higuain e compagni, ha 27 punti ed un vantaggio di 10 sulla terzultima.

Veniamo ad alcune curiosità riguardanti le sfide tra le due squadre:
E' dal 1992-93 che l'Atalanta non vince a Firenze in campionato: era 14° giornata e la partita terminò con il risultato di 0-1 grazie alla rete di Perrone. 
Una curiosità interessante riguarda il fatto che i risultati più frequenti al termine di Fiorentina-Atalanta in Serie A sono la vittoria dei padroni di casa per 1-0, viceversa la vittoria degli ospiti per 0-1. Entrambi i punteggi sono già comparsi 7 volte.
Negli ultimi 6 confronti casalinghi la Fiorentina va a segno contro difesa nerazzurra, per un totale di 15 gol.
Gli ultimi pareggi, entrambi con il risultato di 2-2, risalgono al 2011-2012 e 2007-2008.
Infine, è da segnalare che le reti viola contro l'Atalanta, fra le mura amiche e in campionato (A più B), sono arrivate a quota 98.

CONFRONTI DIRETTI A FIRENZE (SERIE A E SERIE B)
54 incontri disputati
33 vittorie Fiorentina
13 pareggi
8 vittorie Atalanta
98 gol fatti Fiorentina
35 gol fatti Atalanta

PRIMA SFIDA A FIRENZE (SERIE A)
Fiorentina-Atalanta 4-0, 30° giornata 1937/1938

ULTIMA SFIDA A FIRENZE (SERIE A)
Fiorentina-Atalanta 4-1, 13° giornata 2012/2013


Pierpaolo Marino, direttore generale dei nerazzurri, è intervenuto a Radio Kiss Kiss riguardo alla gara di sabato contro la Fiorentina: "Sabato troveremo degli avversari arrabbiati, vorranno riscattarsi per le ultime prestazioni e le ultime vicende. Dal canto suo l'Atalanta ce la metterà tutta per andare alla ricerca di punti salvezza, abbiamo fatto solo 4 punti fuori casa e vogliamo migliorarci".

sabato 1 febbraio 2014

CALCIOMERCATO: Tutti i trasferimenti di gennaio 2014

Si è concluso poche ore fa la sessione invernale di calciomercato. Molti i colpi in questo mese di gennaio, alcuni di primissimo livello:


ATALANTA
- Acquisti:
Estigarribia, c (Chievo, prestito); Benalouane, d (Parma, prestito); Bentancourt, a (Psv, 1,5 mln)
- Cessioni:
Marilungo, a (Cesena, prestito); Gagliardini, c (Cesena, prestito); Ardemagni, a (Carpi, prestito); Canini, d (Chievo, prestito); Polito, p (Sassuolo, 0,1 mln).

BOLOGNA
- Acquisti:
F. Rodriguez, a (Montevideo Wanderers, fine prestito); Friberg, c (Malmoe, 0); Paponi, a (Montreal, fine prestito); Ibson, c (Corinthians,
prestito).
- Cessioni:
Alibec, a (Inter, fine prestito, poi Astra Giurgiu); Ferrari, d (Crotone, prestito); Radakovic, d (Novara, prestito); Radovanovic, c (Novara, prestito); A. Pisanu, c (Prato, prestito, era al Montreal); Gimenez, c (Nacional, 0); Abdallah, c (Trapani, prestito).

CAGLIARI
- Acquisti:
Silvestri, p (Chievo, prestito); Vecino, c (Fiorentina, prestito); Tabanelli, c (Cesena, poi al Leeds); Adryan, c (Flamengo, prestito).
- Cessioni:
Agazzi, p (Chievo, 0); Adan, p (rescissione, poi Betis Siviglia); Nainggolan, c (Roma, 3 mln, prestito); Ariaudo, d (Sassuolo, 0,5 mln); Avelar, d (Leeds, prestito).

CATANIA
- Acquisti:
F. Rinaudo, c (Sporting Lisbona, 0,5 mln, prestito); Lodi, c (Genoa, prestito); Ramos, c (Montevideo Wanderers); Fedato, a (Bari, fine prestito).
- Cessioni:
Tachtsidis, c (Torino, prestito); F. Moretti, c (Padova, prestito, era allo Spezia); Maxi Lopez, a (Sampdoria, prestito); Andujar, p (Napoli, 0,75 mln x 1/2, resta fino a giugno); Freire, c (rescissione); Guarente, c (Siviglia, fine prestito, poi al Chievo).

CHIEVO
- Acquisti:
Agazzi, p (Cagliari, 0); Paredes, c (Boca Juniors, prestito, da giugno alla Roma); Canini, d (Atalanta, prestito); Rubin, d (Siena, prestito); Baraye, c (Juve Stabia, 0,4 mln); Stoian, a (Genoa, fine prestito); Guarente, c (Siviglia, prestito, era al Catania); Obinna, a (Lokomotiv Mosca, prestito).
- Cessioni:
Estigarribia, c (Atalanta, prestito); De Paula, a (Lumezzane, prestito); Pamic, d (Siena, prestito); Coulibaly, d (Lumezzane, prestito); Improta, a (Padova, prestito); Acosty, c (Fiorentina, fine prestito, poi Carpi); Papp, d (Astra Giurgiu, prestito); Samassa, a (Pescara, 0); Sestu, c (Sampdoria).

FIORENTINA
- Acquisti:
Matri, a (Milan, prestito); Rosati, p (Sassuolo, prestito); Anderson, c (Manchester United, prestito); Diakitè, d (Sunderland, prestito). 
- Cessioni: 
Alonso (d, Sunderland), Vecino (c, Cagliari), Olivera (c, Brescia), Yakovenko (c, Malaga) Munua (p, svincolato)

GENOA
- Acquisti:
Burdisso, d (Roma, 0); Motta, d (Juventus, prestito); De Ceglie, d (Juventus, prestito); Cabral, c (Sunderland, prestito); Sculli, a (Lazio)
- Cessioni:
Lodi, c (Catania, prestito); Zé Eduardo, a (Coritiba, prestito); Manfredini, d (Sassuolo, 0,4 mln); Sampirisi, d (Olhanense, prestito); Santana, c (Olhanense, prestito); Biondini, c (Sassuolo, prestito); Stoian, a (Chievo, fine prestito).

INTER
- Acquisti:
A. Polo, a (Univ. San Martìn); D’Ambrosio, d (Torino, 4,15 mln); Botta, c (Livorno, 0); Hernanes (c, Lazio, 16 mln)
- Cessioni:
Pereira, d (San Paolo, 1 mln, prestito); Colombi, a (Torino, 0,4 mln x 1/2); Benassi, c (Torino, 2 mln x 1/2, resta a Livorno); Alibec, a (Astra Giurgiu, 0,5 mln, era al Bologna); Longo, a (Rayo Vallecano, prestito, era a Verona); Schelotto, d (Parma, prestito, era a Sassuolo); Chivu, d (fine carriera); Belfodil, a (Livorno, 0,4 mln, prestito).

JUVENTUS
- Acquisti:
Osvaldo, a (Southampton, prestito); Fiorillo, p (Sampdoria, comproprietà, resta alla Samp).
- Cessioni:
Motta, d (Genoa, prestito); De Ceglie, d (Genoa, prestito); Branescu, p (Lanciano, 0,1 mln x 1/2); Bouy, c (Hsv, prestito); Padovan, a (Vicenza, prestito); Marin, d (Roma, prestito); Beltrame, a (Sampdoria, comproprietà, resta a Bari).

LAZIO
- Acquisti:
Postiga, a (Valencia, prestito); Kakuta, a (Chelsea, prestito, era al Vitesse).
- Cessioni:
Hernanes, c (Inter, 16 mln); Vinicius, d (Padova, prestito); Floccari, a (Sassuolo, 1,5 mln); Sculli, a (Genoa).

LIVORNO
- Acquisti:
Castellini, d (Sampdoria, 0,2 mln); Mesbah, d (Parma, prestito); Belfodil, a (Inter, 0,4 mln, prestito)
- Cessioni:
Botta, c (Inter, 0); Schiattarella, c (Spezia, 0,7 mln); Decarli, d (Avellino, prestito); Belingheri, c (Cesena, prestito).

MILAN
- Acquisti:
Petagna, a (Sampdoria, fine prestito); Essien, c (Chelsea, 0); Honda, a (Cska, svincolato); Rami, d (Valencia, prestito); Taarabt, c (Qpr, prestito, era al Fulham).
- Cessioni:
Matri, a (Fiorentina, prestito); Vergara, d (Parma, prestito); Nocerino, c (West Ham, prestito); Niang, a (Montpellier, prestito).

NAPOLI
- Acquisti:
Jorginho (c, Verona), Henrique (d, Palmeiras), Ghoulam (d, Saint Etienne)  
- Cessioni:
Armero, d (West Ham, prestito); Edu Vargas, a (Valencia, prestito, era al Gremio); Cannavaro, d (Sassuolo, prestito).

PARMA
- Acquisti:
Pozzi, a (Sampdoria, 2,5 mln); Molinaro, d (Stoccarda, 0); Vergara, d (Milan, prestito); Schelotto, c (Inter, prestito, era al Sassuolo); Rossini, d (Sassuolo, prestito).
- Cessioni:
Okaka, a (Sampdoria, 2,3 mln); Valdes, c (rescissione poi Colo Colo); Kone, d (Crotone, prestito); Mesbah, d (Livorno, prestito); Rosi, d (Sassuolo, prestito); Mendes, d (Sassuolo, 1,5 mln x 1/2); N. Sansone, a (Sassuolo, 2,5 mln x 1/2).

ROMA
- Acquisti:
Nainggolan, c (Cagliari, 3 mln, prestito); Bastos, c (Al Ain, 1,1 mln, prestito); Vestenicky, c (Fc Nitra); Golubovic, d (Ofk Belgrado); V. Berisha, a (Halmstads, 0,5 mln); Tibolla, c (Chievo, prestito); Obeng, c (Santarcangelo, resta in prestito); Marin, d (Juventus, prestito). Da 1 luglio: Sanabria, a (Barcellona, 3 mln, giocherà a Sassuolo); Paredes, c (Boca Juniors, prestito, giocherà nel Chievo); Radonjic, a (Partizan Belgrado, 0).
- Cessioni:
Bradley, c (Toronto, 7,3 mln); Burdisso, d (Genoa, 0); Piscitella, a (Cittadella, prestito; era a Pescara, 1,5 mln x riscatto); Borriello, a (West Ham, prestito); Marquinho, c (Verona, prestito); Viviani, c (Latina, prestito, era a Pescara); Caprari, c (Pescara, 1,5 mln x 1/2); Svedkauskas, p (Pescara, prestito).

SAMPDORIA
- Acquisti:
Okaka, a (Parma, 2,5 mln); Maxi Lopez, a (Catania, prestito); Fedato, a (Bari, rilevata comproprietà, giocherà a Catania); Beltrame, a (Juventus, comproprietà, resta a Bari); Sestu, c (Chievo).
- Cessioni:
Pozzi, a (Parma, 2,5 mln); Castellini, d (Livorno, 0,2 mln); Maresca, c (Palermo, 0,5 mln); Tozzo, p (Latina, prestito); Barillà, c (Reggina, fine prestito); Gentsoglou, c (Spezia, prestito); Gavazzi, c (Ternana, prestito); Eramo, c (Empoli, prestito); Petagna, a (Milan, fine prestito); Poulsen, d (Az Alkmaar, rescissione); Fiorillo, p (Juventus, comproprietà, resta alla Samp)

SASSUOLO
- Acquisti:
Polito, p (Atalanta, 0,1 mln); Ariaudo, d (Cagliari, 0,5 mln); A. Zapata, c (Granada, prestito); Cannavaro, d (Napoli, prestito); Brighi, c (Torino, 0,2 mln); Sanabria, a (Barcellona, 3 mln, da luglio alla Roma); Biondini, c (Genoa, prestito); Rosi, d (Parma, prestito); Mendes, d (Parma, 1,5 mln x 1/2); N. Sansone, a (Parma, 2,5 mln x 1/2); Manfredini, d (Genoa, 0,4 mln); Floccari, a (Lazio, 1,5 mln).
- Cessioni:
Laribi, c (Latina, prestito); Rosati, p (Fioren- cessioni tina, prestito); Rossini, d (Parma, prestito); Schelotto, d (Inter, fine prestito, poi Parma);
Valeri, c (Ternana, 0,3 mln); Marzoratti, d (Modena, 0,1 mln);

TORINO
- Acquisti:
Kurtic, c (Sassuolo, prestito); Colombi, a (Inter, 0,4 mln x 1/2); Benassi, c (Inter, 2 mln x 1/2, resta a Livorno fino a giugno); Tachtsidis, c (Catania, prestito).
- Cessioni:
Brighi, c (Sassuolo, 0,2 mln); Bellomo, c (Spezia, prestito); D’Ambrosio, d (Inter, 4,15 mln); Diop, a (Crotone, prestito).

UDINESE
- Acquisti:
Yebda, c (Granada, prestito); Vutov, c (Levski Sofia, 0,5 mln); Beleck, a (Mons, fine prestito).
- Cessioni:
Merkel, c (Watford, prestito); Ranegie, a (Watford, 1 mln); Neuton, d (Novara, comproprietà); Mori, d (Brescia, definitivo); Acuna, a (Osasuna, prestito).

VERONA
- Acquisti:
Marquinho, c (Roma, prestito); Pillud, d (Espanyol, prestito, era al Racing Avellaneda); Rabusic, a (Slovan Liberec).
- Cessioni:
Cocco, a (Beira-Mar, prestito, era alla Reggina); Rubin, d (Chievo, fine prestito, poi Siena); Ragatzu, a (Lanciano, prestito); Jorginho, c (Napoli, 5 mln x 1/2); Bianchetti, d (Spezia, prestito); Laner, c (Novara, prestito); Longo, a (Inter, fine prestito, poi Rayo Vallecano).


Tra i colpi di mercato più interessanti spiccano sicuramente i trasferimenti del profeta Hernanes all'Inter e Osvaldo alla corte di Antonio Conte. Ricordiamo che a pochi giorni dal termine della sessione invernale, proprio tra le due società non si è concluso uno scambio clamoroso che avrebbe portato Guarin in bianconero e Vucinic in nerazzurro. 

domenica 12 gennaio 2014

Lettera di Mario Gomez ai tifosi Viola

Dopo più di un mese di silenzio, Mario Gomez torna a parlare . Il panzer tedesco ha voluto ribadire il suo affetto per Firenze, pregando i tifosi di pazientare ancora un pò.


Queste le parole del giocatore:
"Cari tifosi, penso che sia il momento di aggiornarvi sulla mia condizione. Come potete immaginare non è una situazione facile né per me, né per il club. Ora che si è fatto male pure Pepito, è quasi tragica. Faccio il tifo per lui e spero che si riprenda il più velocemente possibile.
Non mi ricordo una fase della mia carriera così difficile. Due mesi sono diventati quattro ormai e questo mi rende nervoso. Stiamo facendo il massimo per poter risolvere il problema al mio tendine. Purtroppo la guarigione per un infortunio del genere è molto lenta. Ci vogliono tanta pazienza e fisioterapia ed è da settimane che questa è la mia realtà quotidiana.
Non è facile lavorare con un giocatore impaziente che vuole solo tornare in campo e ripagare tutto ciò che i tifosi, lo staff e la gente qui a Firenze dimostrano nei miei confronti tutti i giorni. C'è tanto affetto, entusiasmo e amor e oggi, dopo tutte queste settimane difficili a causa dell'infortunio, posso dire che amo il mio club, i tifosi e questa città! È straordinario l'entusiasmo che c'è per la Fiorentina. Continuerò a fare il massimo per poter tornare in campo il più presto possibile. Sono fiducioso che presto ritroverò la mia forma, e sarò in grado di dare il mio contributo con i gol, in questo modo potremo raggiungere i nostri obiettivi!
Forza Viola!"

lunedì 23 dicembre 2013

C'era una volta il derby di Milano

C'era una volta il derby milanese con i suoi campioni; c'era una volta lo spettacolo di un calcio che offriva interpreti ai primissimi livelli; c'era una volta uno stadio che, due giorni l'anno, regalava al mondo una partita per palati fini, per intenditori di grandi colpi e giocate entusiasmanti. C'era una volta...adesso non c'è più.
Il derby di Milano di ieri sera non aveva creato particolari aspettative in nessuno, ma non è riuscito neanche a rispettare le poche pretese che ancora c'erano tra gli appassionati del calcio italico.
Non c'era persona al mondo che nutriva la speranza di vedere un match come quello tra Barça e Real (anche se non è un derby) o Arsenal e Chelsea, ci mancherebbe altro, però rimane indelebile negli occhi la decadenza di tutto il movimento pallonaro nostrano e, in particolar modo, delle due squadre di Milano.
Inter e Milan sono state in passato due giganti del calcio italiano ed anche europeo: come non ricordare la grande Inter di papà Moratti, il Milan di Sacchi, Van Basten, Gullit e Baresi, l'Inter del triplete con lo Special One Mourinho, il Milan campione d'Europa e del mondo. Queste due squadre non esistono più.
Ieri sera, non se ne offendano i tifosi né i giocatori, le due squadre si sono presentate alla Scala del calcio un pò impoverite. Povere non economicamente, bensi tecnicamente. In difesa c'erano Campagnaro e Bonera, non Facchetti e Maldini; in mezzo al campo correvano Cambiasso e Muntari, non Donadoni e Oriali; in fase offensiva c'erano Matri e Guarin, non Ronaldo e Shevchenko.

Dopo quanto detto sarò sicuramente attaccato da chi sostiene che in realtà, nel rettangolo verde di San Siro, ieri sera ci fossero fior fiori di giocatori. Non vi è alcun dubbio che Palacio sia un ottimo giocatore, lo dimostra il gran gol di tacco, che Balotelli sia il futuro della Nazionale italiana, che Handanovic sia un grande portiere e che Kakà sia ancora un buonissimo giocatore. Questo non basta, purtroppo, a cambiare opinione su due squadre cronicamente incapaci di mostrare una qualche forma di gioco: Il Milan ci ha provato di più, per poi lasciare il pallino del gioco negli ultimi venti minuti all'Inter, ma mai col piglio della grande squadra; Kakà ha dimostrato grande voglia ma è sembrato dopo poco senza benzina; Super Mario non ha fatto niente di ciò che può e dovrebbe fare. D'altro canto l'Inter di Mazzarri è apparsa, torti arbitrali a parte, ben poca cosa...e non è la prima volta in questa stagione. Troppo spesso si limita a giocare di rimessa, a sfruttare le debolezze degli avversari. Non c'è niente di male in questa strategia, ma permettetemi di dire che non è da grande squadra.

I numeri, come spesso accade, danno sostegno a quanto espresso: nei novanta minuti di gioco sono stati 75 e 69 i passaggi sbagliati rispettivamente da Inter e Milan; i palloni persi sono stati 126 per i nerazzurri e 120 per i cugini rossoneri; molto bassa anche la percentuale di giocate utili, 78 per l'Inter e 83 per il Milan.
Questi dati non fanno altro che aiutarci a disegnare un quadro più completo della crisi che sta attraversando il calcio milanese. 
In casa Inter è appena nata l'era dell'indonesiano Thohir, in quella milanista c'è stato l'avvento di Barbara Berlusconi. Questo poco influisce, se i citati non spendono (molto e soprattutto bene), con la mediocrità tecnica delle due rose. Oggi più che mai le due società devono mettere mano al portafoglio, investire sui giovani talenti ma, contemporaneamente, acquistare giocatori già fatti che assicurino prestazioni degne della maglia che indossano.
Non sento di poter dare troppe colpe ai due allenatori (per la prima volta ieri sera due livornesi) in quanto è si possibile giocare un calcio migliore di quello espresso ma non si possono fare miracoli. Alla fine sono i giocatori che vanno in campo e se quei giocatori non hanno talento, estro, classe, non c'è allenatore che possa cambiare le cose.
Come detto, la nota lieta dal punto di vista dello spettacolo è stata il gol di Rodrigo Palacio, un giocatore che nel bagaglio personale ha sicuramente creatività ed imprevedibilità. Il gol nel finale di gara ne è la miglior dimostrazione. 
Se in campo ci fossero stati 22 Palacio ci saremmo divertiti di più...invece che sbadigliare per novanta minuti.

venerdì 12 luglio 2013

Conferenza di presentazione MASSIMO AMBROSINI

Dopo la presentazione di Joaquin oggi è il giorno di Massimo Ambrosini, a Firenze dopo 18 anni in rossonero. 


Queste le sue parole in conferenza stampa: "Vorrei ringraziare la Fiorentina per la grande occasione che mi è stata data. Ringrazio la città ed i tifosi per l'accoglienza".
Sulle sue emozioni: "Sono emozionato perché la ritengo una grande opportunità per me. Per me mettermi in discussione è uno stimolo enorme. Devo solo ringraziare le Fioretina perché ha un progetto legato ai giovani".
Sul Milan: "Fa parte del mio passato, mi piace guardare in avanti. Quello che farò da qui in avanti".
Sugli obiettivi: "Voglio aiutare questa squadra a cresce ancora. Questo progetto è intrigante perche ci sono giocatori di livello. Non mi piace fare proclami ad inizio stagione ma spero di giocare il più possibile e di arrivare il più in alto possibile".
Sull'età dei calciatori in attività: "Ogni giocatore deve pretendere la chiarezza, non la riconoscenza. Ognuno può subire delle scelte di un certo tipo. Non è detto che ogni giocatore debba giocare fino a 40 anni".
Sul suo apporto in viola: "Sono venuto a portare entusiasmo perché io ho ancora voglia di giocare. Per vincere qualcosa bisogna sempre allenarsi per crescere sempre. Quello che posso dare è proprio questo ma qui ci sono già grandissimi giocatori".
Sull'arrivo al Milan: "Ogni addio ha una storia particolare. Mi sarei aspettato più attenzione nella gestione della mia situazione perché mi sarei atteso chiarezza".
Sulla Fiorentina nel suo passato: "Prima di andare al Milan dovevo venire alla Fiorentina".
Sulla corsa Champions dell'anno scorso: "La partita del Franchi col Milan fu un po' una svolta perché noi abbiamo perso dei punti. Anche la Fiorentina si meritava un piazzamento come quello del Milan anche se per il gioco meritava più del Milan".
Su Mario Gomez: "L'ho incontrato spesso da avversario: è un giocatore che sposta gli equilibri. Spero che si possa adattare il prima possibile anche se un periodo di ambientamento è normale".
Sugli obiettivi della squadra: "Dobbiamo confermare il nostro gioco e migliorare il posto ottenuto in classifica. Oltre ad un'ossatura bene definita, ci saranno dei giocatori nuovi ed importanti come Giuseppe Rossi".
Su Montella: "È un allenatore molto stimato non solo a Firenze. È giovane ed ha tanto entusiasmo. Cura i dettagli con molta attenzione".
Sul Milan: "Ho risentito qualcuno dopo il mio addio ma non è stata fatta chiarezza ugualmente".
Sulla corsa tra Milan e Fiorentina: "È impossibile dire chi sia più forte adesso tra le due squadre. Sono due squadre costruite per fare un campionato di un certo tipo".
Sullo spogliatoio viola: "Ancora mancano molti giocatori ma i ragazzi presenti sono molto disponibili".
Su Ljajic: "Non mi ha chiesto nessuna informazione sul Milan. È un talento assoluto che lo scorso anno è esploso in maniera importante. È un patrimonio dei viola e credo che abbia davanti a sè un futuro importante. Sarà un protagonista".
Sui nuovi compagni: "Gonzalo è un giocatore di livello internazionale. Rossi dovrà essere aspettato perché si dovrà adattare dopo gli infortuni subiti".
Su Montella: "Se da allenatore farà quello che ha fatto da giocatore diventerà un grande".

giovedì 11 luglio 2013

Conferenza di presentazione JOAQUIN SANCHEZ

La prima conferenza stampa della stagione è dedicata alla presentazione del neoacquisto Joaquín Sánchez, arrivato dal Malaga.

Queste le parole di Guerini, club manager Viola, a inizio conferenza: "Mi ha colpito l'allegria di questo ragazzo. Fa specie pensare che lo scorso anno nesuno voleva venire alla Fiorentina e quest'anno è il contrario".

Poi è il turno di Joaquin: "L'immagine della Fiorentina è di una squadra che gioca al pallone, e questo è un fattore importante nel calcio di oggi. 
Gomez? Nella mia carriera ho giocato con giocatori molto importanti, ma è chiaro che Gomez sono anni che sta dimostrando di essere un giocatore importante. La mia posizione naturale è esterno a destra, ma al Malaga ho fatto anche la seconda punta e giocato sulla sinistra. Poi spetterà al mister. 
Come mi ha convinto Macia? Col progetto viola che è importante, in un gruppo che è come una famiglia e dove si gioca bene al pallone, e che lo scorso anno ha fatto bene. 
Rossi? So che è un giocatore molto importante, l'ho visto bene: giocare con un giocatore così rende tutto più facile. 
Il gruppo-Villareal? Rossi, Borja, Gonzalo sono giocatori importanti, ma ho scelto di venire qui perché credevo fosse il momento giusto di lasciare la Spagna e di provare una nuova avventura, e i viola hanno puntato molto su di me. Le partite dei viola catturano molto l'attenzione, ho visto che fin dai primi allenamenti giochiamo a pallone e questo è importante: sono rimasto piacevolmente sorpreso da questo, e mi diverte. Ho 32 anni, credo di essere riuscito a dimostrare molto, per me è importante aiutare la Fiorentina e divertirmi. 
Obiettivi? È presto per parlarne, nella mia carriera ho giocato spesso in squadre arrivate fra le prime tre, ma è molto difficile. Noi stiamo lavorando per entrare fra i migliori, ma con cautela perchè nel campionato italiano ci sono molte squadre forti. 
Il nostro attacco? Ci sono grandi nomi ma penso che il gruppo sia alla fine ciò che ti permettere di raggiungere l'obiettivo".

lunedì 22 aprile 2013

-1 dal sogno Champions League

Neanche i più fantasiosi sarebbero riusciti a prevedere un Fiorentina-Torino cosi strano, bello, pazzesco. La partita sembrava già chiusa dopo meno di quaranta minuti dal fischio d'avvio ma non era altro che l'inizio di un'incredibile escalation di emozioni. La squadra di Montella parte fortissimo e in pochi minuti riesce a colpire ben tre volte (Cuadrado, Aquilani e Ljajic) senza lasciare al Toro possibilità di replica. Il palleggio é fluido, le belle giocate vengono facili e tutto sembra come nelle migliori delle previsioni.
A fine primo tempo i granata accorciano e le squadre vanno negli spogliatoi sul punteggio di 3 a 1.

Il secondo tempo inizia come nessuno si sarebbe mai aspettato. Il Torino, rinvigorito dal gol in chiusura di primo tempo, entra in campo con la volontà e la forza per imporre il proprio gioco, mettere alle corde i viola e riacciuffare il pareggio. 
La Fiorentina sembra in trans, non riesce a reagire né a riorganizzarsi. Montella prova qualche cambio sperando che le forze fresche o un lampo dei nuovi entrati facciano la differenza. E cosi è.
Una bella giocata del subentrato Matias Fernandes inizia un'azione al limite dell'area di rigore del Toro che si conclude con il tiro di Romulo ed il gol del 4 a 3 finale.
Sono tre punti di straordinaria importanza.

Nella sera il Milan affronta la Juventus a Torino, dove cade per 1 a 0 con gol di Vidal su calcio di rigore.
La classifica parla chiaro: Milan 59 Fiorentina 58. Un solo punto divide le due squadre a 5 partite dalla fine e tutto sembra riaperto e possibile per i gigliati.

La partita di ieri pomeriggio, anche se conclusa positivamente, deve comunque far riflettere. Per come è maturata e come è finita. La squadra ha avuto un black out inspiegabile e durato per quasi tutto il secondo tempo. La spiegazione, forse, sta nel fatto che, una volta raggiunto il 3 a 0, gli uomini di Montella non hanno voluto infierire ulteriormente sul gemellato Torino e cosi hanno smesso di giocare. La Fiorentina però è una squadra che ha sempre bisogno di giocare al massimo, di creare e tenere alta la concentrazione e il ritmo altrimenti rischia di diventare preda degli avversari, come è avvenuto ieri. Forse pecca ancora di leziosità e non è capace di gestire la gara sotto ritmo come invece fanno le grandi squadre.
Allo stesso tempo, riesaminando la partita, dobbiamo anche sottolineare il cuore di questi ragazzi che sono riusciti a credere in un risultato obiettivamente difficile per come si era messa la gara. Ieri abbiamo avuto la dimostrazione che in questo campionato tutto è possibile, anche ritrovarci a -1 dal sogno Champions a cinque giornate dalla fine...con l'obbligo di crederci più che mai.

lunedì 19 novembre 2012

Adesso è lecito sognare !!

La Fiorentina vola!! Finalmente la squadra fa sognare i tifosi, divertire gli appassionati di pallone, credere in obiettivi altissimi. L'asticella viola si sta alzando partita dopo partita e sembra non volersi più fermare. Le ultime due giornate di campionato ci hanno visti protagonisti, di gioco e di risultato. Innanzitutto, la vittoria contro il Milan ha portato a Firenze l'entusiasmo e la convinzione che questa squadra possa tener testa a chiunque; la vittoria contro l'Atalanta, squadra in grande forma che pochi giorni prima aveva sconfitto l'Inter, ha invece sottolineato la maturità dei ragazzi a disposizione di mister Montella. Era facile farsi trasportare dall'entusiasmo per la vittoria contro i rossoneri e prendere sotto gamba una partita meno di cartello, ma ugualmente importante, e invece la Fiorentina ha dimostrato saggezza, piedi per terra, carattere, convinzione e, ancora una volta, tanta capacità di giocare al calcio.
Il centrocampo formato da Pizarro, Borja Valero e Aquilani (quest'ultimo due gol e un assist) ha ricamato gioco per più di 80', lasciando soltanto una manciata di minuti agli avversari. Dopo aver trovato il gol di Rodriguez in apertura abbiamo assistito all'ennesimo torto arbitrale che ha riportato la partita in parità. La squadra, però, non si è preoccupata più di tanto, continuando a giocare, dimostrando netta superiorità e vincendo per 4 a 1.
Grazie anche ai risultati delle dirette concorrenti adesso la Fiorentina si trova a ridosso del secondo posto (1 punto) e a sole cinque lunghezze dalla Juve capolista.
I tifosi viola possono adesso sognare, la Fiorentina c'è e ci sarà fino in fondo; la squadra ha un carattere e una personalità vincenti, una difesa granitica (peggiore solo a quella bianconera), un centrocampo tutto fantasia ma anche fatto di interdizione (vedi ammonizioni di Pizarro) ed un attacco che è adesso il quarto della seria A. Il Franchi è tornato ad essere un fortino inespugnabile ed in trasferta la squadra sembra non snaturare il suo splendido gioco. Il calendario sembra abbordabile, avendo già affrontato tutte le dirette concorrenti (senza mai essere inferiori), e quindi adesso è l'ora di crederci. E' arrivato il momento di riempire lo stadio ogni domenica, di cantare con tutta la voce che si ha, di incoraggiare i nostri ragazzi e, perché no, ringraziare la ritrovata passione di Andrea Della Valle e la bravura di Pradé e Macia.
Tutto questo è, infatti, frutto dell'impegno di ADV che a fine campionato scorso ha fatto delle promesse e le ha mantenute; ogni domenica è allo stadio a gioire e disperare come un vero ultrà.
Tutta Italia ci riconosce qualità e capacità, credendo che quest'anno a Firenze ci possano essere grandi soddisfazioni per tutti.
Dove possiamo arrivare nessuno lo sa ancora, forse sarà un piazzamento in Europa, forse l'Europa che conta di più o forse, facendo un leggero sforzo di fantasia, sarà l'agognato tricolore. In città regna l'entusiasmo e la positività per una squadra che è riuscita in pochi mesi ad amalgamare tanti nuovi giocatori e mostrare il miglior gioco d'Italia e questa è già una grande vittoria. Dopo due anni calcisticamente tetri i tifosi sono finalmente tornati a sperare in traguardi importanti e soprattutto a divertirsi andando allo stadio.
Quest'anno a Firenze c'è una grande squadra, quindi viva la Fiorentina e il bel calcio ritrovato.
Il futuro è finalmente roseo, o meglio...Viola!!