In queste ore, nonostante sia in corso il Mondiale brasiliano, tiene banco il mercato. Molti gli affari in cui la Fiorentina sembra inserita e pronta ad operare con i suoi due uomini di mercato Pradé-Macia, con il benestare di Andrea Della Valle. Per il momento sono stati due i colpi messi a segno dai direttori viola: Tatarusanu, gigante portiere rumeno ex Steaua Bucarest, e l'importante acquisizione dell'intero cartellino di Juan Cuadrado. Il colombiano proprio in questi giorni sta disputando il campionato del mondo, dimostrando anche ai più scettici tutto il suo valore. Ovviamente, però, la novella Cuadrado non è ancora finita. Sull'esterno, infatti, ci sono alcune delle squadre più blasonate al mondo (Barcellona, Bayern Monaco e Arsenal su tutte), pronte ad acquistare immediatamente la vespa viola per una cifra che si aggira sui 30-35 milioni.
Innanzitutto, credo sia necessario ridimensionare un po' il valore del giocatore. Se è vero che Cuadrado è uomo capace di spaccare le partite, terrorizzare le difese, fare gol e servire assist, non soltanto in un campionato, ahimé, sempre più scarso ma anche in una competizione mondiale, allora il suo valore non può che essere più elevato. Questo appare ancor più vero se si dà una occhiata alle pazzesche cifre che vengono spese nel mercato (per giocatori meno forti del nostro Cuadrado oppure per difensori,
sì forti ma pur sempre difensori).
Sono tanti quelli che in questi giorni sperano nella permanenza di JC11 a Firenze, riuscendo cosi a vedere realizzato il sogno di schierare in campo il tridente Cuadrado-Rossi-Gomez. II tifosi (o almeno una parte di loro) credono che questo sogno sia più che possibile, soprattutto ricordando quanto ADV sia uomo di polso duro e di parola. Con Toni prima e Jovetic poi, il Presidente si impuntò e li convinse a restare in riva all'Arno per un altro anno, con la promessa di liberarli per una cifra adeguata l'anno successivo. Questo potrebbe succedere anche con Cuadrado? Non c'è dubbio che Andrea potrebbe mettere in campo la sua volontà di trattenere il giocatore, di far valere un contratto che lo lega ancora a Firenze, però credo che i casi di Toni e Jojo fossero un po' diversi da questo. Il bomber voleva andarsene dopo una stagione stratosferica, che gli valse il titolo di capocannoniere della Serie A e addirittura la Scarpa d'oro. La stagione successiva, però, fu segnata dalla ampia penalizzazione per la Fiorentina. Della Valle, quindi, potè giocare la carta del futuro della squadra viola. Iniziare il campionato con il peso di quella penalizzazione senza il bomber principe, sarebbe stato un suicidio. E Luca restò un anno in più.
Anche il caso di Jovetic fu in parte diverso: il montenegrino espresse la volontà di lasciare Firenze per approdare a Torino sponda bianconera. Smacco non da poco per una società fortemente ostile al club della famiglia Agnelli. ADV quindi parlò con il ragazzo, gliu spiegò le sue ragioni e lo convinse a restare un'altra stagione con la promessa di liberarlo per una grandissima squadra europea. Cosi è stato perché nella stagione successiva il talento montenegrino vestì la maglia del Manchester City.
Le difficoltà di cercare paralleli tra quanto accaduto ieri e quanto invece potrebbe accadere oggi o domani, preclude la possibilità di vedere ancora il colombiano in maglia viola? Assolutamente no, ma i paragoni non credo siano calzanti. Vendere oggi il numero 11 sarebbe un grandissimo errore. Prima di tutto perché le cifre riportate dai giornali nostrani non sono tali da paventare un guadagno cosi elevato per la società viola, che quindi non potrebbe rinforzare a dovere la squadra. Inoltre perché giocatori del calibro di Juan, a giro per il mondo, pur disponendo di una buona cifra da investire, non ve ne sono. Infine, la cessione di Cuadrado rappresenterebbe una ammissione di debolezza da parte della Fiorentina. Una squadra che vuole crescere e ambire a traguardi sempre più prestigiosi non può assolutamente privarsi di un giocatore unico nel suo genere come è la vespa viola, neanche per una offerta cosiddetta folle o irrinunciabile. I fratelli Della Valle non hanno necessità di vendere, tanto meno di svendere, quindi Cuadrado deve restare a Firenze almeno un'altra stagione e contribuire (insieme all'agognato tandem offensivo Rossi-Gomez) a portare in alto la Viola, magari in quell'Europa che conta che da troppo tempo oramai manca ai tifosi gigliati.
Detto della situazione del forte esterno della Fiorentina, la seconda mossa che i dirigenti viola, secondo il mio modesto parere, non dovrebbero commettere è quella di cedere Stefan Savic. Il difensore classe 1991 è molto richiesto, soprattutto in Inghilterra, dove evidentemente lo conoscono bene. Secondo molti potrebbe essere lui la pedina da sacrificare per rinforzare l'organico della squadra. 13 milioni (questa la cifra di cui si parla in questi giorni) per un difensore non sono assolutamente pochi, è vero, ma siamo certi che con tale cifra riusciremmo a prendere un giocatore superiore al montenegrino? Siamo sicuri che a giro ci siano giovani e bravi difensori che facciano al caso della Fiorentina? Anche per lui valgono le ragioni dette per Cuadrado: se Della Valle ha realmente la voglia e l'intenzione di rafforzare la squadra e puntare dritto al primo trofeo della sua gestione, Savic è un elemento del quale non dovrebbe privarsi. Piuttosto dovremmo concentrare gli sforzi per migliorare gli esterni di difesa e le alternative ai titolari (Gonzalo e Savic, appunto).
E giungiamo cosi alla terza mossa di mercato da non sbagliare: Pizarro e il suo vice.
Tra pochi giorni il contratto del cileno con la Fiorentina scadrà, e ancora non è dato sapere quale sarà il suo futuro. Sta di fatto che la società dovrà muoversi in tutti i casi: se il centrocampista dovesse partire, occorrerebbe un suo sostituto; se invece Pizarro rimanesse ancora viola, e questo potrebbe determinare il conseguente errore, sarà comunque necessario muoversi sul mercato per cercare e trovare un suo vice, un giocatore che abbia le sue stesse caratteristiche (più o meno), in modo da farlo rifiatare senza però cambiare gioco o perdere troppo in termini di palleggio, possesso palla, fluidità in mezzo al campo.
Pizarro, infatti, in questa stagione, ma soprattutto nella prima di Montella, si è dimostrato un giocatore fondamentale per la squadra, uomo in grado di accendere la luce di un centrocampo altrimenti un po' spento, lento, carente di geometrie. Non è un caso che Vincenzo chieda ormai da un anno e mezzo di acquistare un vice Pizarro: il tecnico campano sa benissimo che il gioco passa sempre dai suoi piedi e viene determinato dalle sue condizioni fisiche e psicologiche.
Iniziare la stagione senza avere un vice Pizarro potrebbe essere un errore fatale per una squadra che, soprattutto nell'anno post Mondiale, può essere la sorpresa del campionato.
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martedì 24 giugno 2014
Fiorentina, tre mosse di mercato da non fare
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venerdì 25 aprile 2014
MONTELLA: "Rossi non ci sarà a Bologna. Gomez forse a settembre"
Alla vigilia della partita contro il Bologna, e con in mente la finalissima di Coppa Italia del 3 maggio, Vincenzo Montella prende la parola in sala stampa.
Queste le parole del tecnico viola sulla convocazione di Rossi: "Non è convocabile per Bologna perché non è in condizioni fisiche adeguate".
Su Gomez: "Ho la sensazione che da qui alla fine del campionato non lo rivedremo perché non si sta ancora allenando".
Su Rossi in finale: "La speranza è quella, cercheremo di fare il possibile".
Sul derby dell'Appennino: "Sarà un test per valutare la tenuta psicologica delle squadra, non ho alcuna paura. Valuterò cosa i miei giocatori possono dare a livello psicologico".
Sulla squadra: ''Fisicamente sta bene, devo capire come sta a livello psicologico".
Sulle motivazioni del Bologna: "Sicuramente ne avranno più di noi e giocare in uno stadio pieno può aiutare anche noi".
Sul quarto posto: "Per noi conta molto, dobbiamo consolidarlo perché sarebbe un grandissimo traguardo. Ad inizio anno non era preventivabile perché c'erano molte squadre attrezzate".
Sulla formazione di domani: "Domani giocherà la squadra che può mettere più in difficoltà il Bologna".
Sugli obiettivi: "La società ha sempre detto di voler migliorare la squadra".
Sui tanti tifosi in finale: "I nostri tifosi hanno sempre dimostrato di voler sempre seguire questa squadra. Firenze non è Napoli in termine di bacino d'utenza, quindi sono convinto che faranno il massimo per esaurire tutti i 28.000 biglietti a disposizione. Se non ce la faranno vorrà dire che avranno fatto comunque il massimo".
Sul futuro di Gomez: "E' un giocatore di primo livello, è stato sognato e poi raggiunto, mi pare improbabile la sua partenza anche se molto dipende dalla volontà del calciatore".
Sullo stato fisico di Gomez: ''Da parte del calciatore c'è sempre stata grande volontà di mettersi a disposizione, ci sono stati troppi chiacchierii su di lui, troppi esami e troppi pareri: è difficile mettere d'accordo tutti".
Su Ilicic: "Fisicamente sta bene anche se non è bello a vedersi (ride, ndr). Sotto l'aspetto comportamentale prova sempre a dare il massimo e le sue prestazioni fisiche sono di primo livello".
Su Mati Fernandez: "Sta molto meglio, nella prossima settimana tornerà in gruppo".
Su Anderson: "Su di lui verranno fatte valutazioni solo a fine stagione".
Queste le parole del tecnico viola sulla convocazione di Rossi: "Non è convocabile per Bologna perché non è in condizioni fisiche adeguate".
Su Gomez: "Ho la sensazione che da qui alla fine del campionato non lo rivedremo perché non si sta ancora allenando".
Su Rossi in finale: "La speranza è quella, cercheremo di fare il possibile".
Sul derby dell'Appennino: "Sarà un test per valutare la tenuta psicologica delle squadra, non ho alcuna paura. Valuterò cosa i miei giocatori possono dare a livello psicologico".
Sulla squadra: ''Fisicamente sta bene, devo capire come sta a livello psicologico".
Sulle motivazioni del Bologna: "Sicuramente ne avranno più di noi e giocare in uno stadio pieno può aiutare anche noi".
Sul quarto posto: "Per noi conta molto, dobbiamo consolidarlo perché sarebbe un grandissimo traguardo. Ad inizio anno non era preventivabile perché c'erano molte squadre attrezzate".
Sulla formazione di domani: "Domani giocherà la squadra che può mettere più in difficoltà il Bologna".
Sugli obiettivi: "La società ha sempre detto di voler migliorare la squadra".
Sui tanti tifosi in finale: "I nostri tifosi hanno sempre dimostrato di voler sempre seguire questa squadra. Firenze non è Napoli in termine di bacino d'utenza, quindi sono convinto che faranno il massimo per esaurire tutti i 28.000 biglietti a disposizione. Se non ce la faranno vorrà dire che avranno fatto comunque il massimo".
Sul futuro di Gomez: "E' un giocatore di primo livello, è stato sognato e poi raggiunto, mi pare improbabile la sua partenza anche se molto dipende dalla volontà del calciatore".
Sullo stato fisico di Gomez: ''Da parte del calciatore c'è sempre stata grande volontà di mettersi a disposizione, ci sono stati troppi chiacchierii su di lui, troppi esami e troppi pareri: è difficile mettere d'accordo tutti".
Su Ilicic: "Fisicamente sta bene anche se non è bello a vedersi (ride, ndr). Sotto l'aspetto comportamentale prova sempre a dare il massimo e le sue prestazioni fisiche sono di primo livello".
Su Mati Fernandez: "Sta molto meglio, nella prossima settimana tornerà in gruppo".
Su Anderson: "Su di lui verranno fatte valutazioni solo a fine stagione".
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mercoledì 9 aprile 2014
MACIA: "Importante credere nei giovani italiani e creare un'identità"
Eduardo Macia, Direttore Tecnico e Responsabile del settore giovanile della Fiorentina, è intervenuto ai microfoni di Lady Radio.
Queste le sue parole: "I giovani che crescono con te danno parte dell'identità di una società. Dobbiamo tenere i giovani il più possibile con noi. Non tutti possono andare in Serie A, alcuni arrivano molti giovani in società importanti e durano fatica. Cosi sul progetto Viola: "Firenze è una piazza importante, bellissima e dovevamo portare un progetto che piacesse alla città. Io e Pradé abbiamo cercato di fare un mix tra giocatori di esperienza e giovani interessanti.Ascoltiamo la gente perché ci fa capire cosa piace ai tifosi. Facciamo calcio per la gente, non per noi. E' importante ascoltare la città.La Fiorentina il prossimo anno sarà più forte. Abbiamo un bel gruppo oggi, la nostra filosofia è migliorare sempre.Non c'è nessun segreto dietro al nostro operato. Tante persone ci aiutano a non sbagliare."
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giovedì 20 marzo 2014
Fiorentina eliminata da una prodezza di Pirlo
E' bastata una punizione. Un tiro, violento, preciso, imparabile (?). Andrea Pirlo si è dimostrato, ancora una volta, uno dei più grandi calciatori di punizioni al mondo, il migliore in attività. Con un tiro la Juve cancella ambizioni e speranze del pubblico viola, di una città intera.
La Fiorentina vista questa sera contro la Juve non è stata delle migliori, ma di tutto rispetto si. E' scesa in campo con la consapevolezza che il risultato dell'andata non poteva far dormire sogni tranquilli e con la ferma volontà di giocare, creare occasioni e passare il turno.
Purtroppo (per noi) le partite di pallone vengono decise spesso dai colpi dei grandi campioni. Certe volte i solisti riescono ad imporsi sulla collettività, sulla coralità, sulla disciplina tattica. E questo è anche il bello del calcio. Stasera al Franchi la partita è stata decisa da un episodio, il fallo di Gonzalo Rodriguez su Llorente (con conseguente secondo giallo), e la punizione magistrale del numero 21 bianconero. Con quello ai Viola, Pirlo sale a quota 42 gol su punizione in carriera, numero che la dice lunga sulle qualità tecniche dell'ex Milan.
Dispiace riassumere un'intera partita concentrandosi soltanto su un gesto tecnico, ma di fatto la partita era bloccata, ferma sullo 0-0 e forse pronta a scivolare verso la fine senza troppi stravolgimenti. Nel primo tempo la squadra di Montella ha messo sotto la Juventus, attenta a non sbilanciarsi troppo. Le due precedenti sfide con i bianconeri, infatti, avevano dato l'impressione che il club di Torino soffrisse gli ultimi 25 minuti di gara. Alla luce di questo, Conte può aver maturato a tavolino la decisione di supplire a tale calo risparmiandosi nella prima frazione di gioco. E cosi è stato. La Fiorentina ha creato, sfiorato il gol in varie occasioni (Gomez, Ilicic, Pizarro) per poi, dal 60esimo minuto in avanti, lasciare il campo e l'iniziativa ai bianconeri. Dopo l'infortunio di Pizarro a pochi minuti dall'inizio del secondo tempo, sostituito da Ambrosini, i Viola si sono spenti, faticando a trovare idee e palleggio. A quel punto è stato facile per giocatori del calibro di Tevez, Pogba e Vidal cercare e trovare spazi. A una ventina di minuti dal triplice fischio Gonzalo atterra Llorente in prossimità dell'area di rigore Viola. Secondo giallo al difensore ineccepibile. Pallone posizionato sulla mattonella dalla quale Pirlo spesso riesce a far male. Tiro violento che va ad insaccarsi nell'angolo alto dalla parte di Neto.
Nonostante ancora alcuni minuti a disposizione, la Fiorentina non riesce a reagire, la Juve fa possesso palla e gestisce il gioco, rendendo praticamente impossibile il pareggio che avrebbe portato le squadre ai tempi supplementari.
Il sogno di battere i rivali storici e approdare ai quarti di finale di Europa League svanisce in una serata in cui era lecito essere positivi. Per il risultato dell'andata ma anche per le ultime due partite tra Fiorentina e Juventus, nel complesso in equilibrio. Il rammarico riguarda le diverse occasioni sprecate in attacco e la possibilità, una volta superata la Juve, di trovare un cammino verso la finale di Torino abbastanza agevole.
La Juventus è più forte della Fiorentina. Nessuno può mettere in dubbio ciò. I numeri, in tal senso, parlano chiaro: in meno di tre campionati, i bianconeri hanno raccolto 82 punti in più dei Viola.
La squadra di Montella è stata sfortunata? Forse un pizzico di iattura c'è stata, si pensi all'infortunio di Pizarro (fino a quel momento positivo) e ad un paio di tiri usciti di poco.
Ciò su cui voglio soffermarmi sono alcune scelte del mister che mi hanno lasciato perplesso:
La prima decisione non convincente è stata quella di schierare Cuadrado esterno basso a destra. Il colombiano in quella posizione è stato poche volte pericoloso, dovendosi preoccupare delle avanzate di Asamoah e di un grande Pogba che si aggirava da quelle parti. Montella, schierandolo in quella posizione, ha di fatto rinunciato all'arma più letale che aveva.
La seconda scelta che suscita qualche dubbio è la sostituzione di Gomez con Matri. Il tedesco è apparso per tutto il tempo in cui è stato in campo in buone condizioni, in crescita rispetto alle precedenti apparizioni. Il tecnico Viola potrà dire che la sostituzione è figlia del fatto che il tedesco non ha nelle gambe i 90'. Se cosi fosse, Montella poteva optare per una scelta iniziale diversa, partendo con Matri e gettando nella mischia Mario nel secondo tempo, sfruttando la sua freschezza. Non me ne vorrà il buon Matri, ma Gomez è tutt'altra cosa. Il panzer tedesco è un campione, ha segnato valanghe di gol, calcato i palcoscenici più importanti d'Europa ed è, per questi motivi, più adatto a giocare sfide cosi equilibrate ed emozionanti.
La terza decisione di Montella che non condivido riguarda un'altra sostituzione: immediatamente dopo il gol di Pirlo, la Fiorentina si trova virtualmente fuori dalla Coppa, è sotto di un uomo e deve assolutamente segnare almeno un gol. Gonzalo, come detto, è stato espulso e in difesa ci sono soltanto Savic e Tomovic. L'allenatore allora decide di sostituire Ilicic per far posto a Roncaglia. Col senno di poi è facile parlare, lo sappiamo, ma forse in quell'occasione sarebbe stato più giusto operare un'altra mossa. Arretrare Ambrosini sulla linea dei difensori, ricomponendo il centrocampo con Aquilani, Borja Valero e Vargas, impedendo cosi che Matri si isoli in avanti senza riuscire ad intercettare un pallone.
Montella è un grande allenatore, ha un brillante futuro davanti a sé e spero che la sua permanenza in riva all'Arno sia ancora molto lunga, però quando ci sono cose che non ci convincono dobbiamo avere l'onestà intellettuale per esprimerle, nel rispetto per il grande lavoro di Vincenzo e nell'interesse della squadra.
Trovo doveroso spendere alcune parole anche su Neto. Guardando la partita e ascoltando alcuni opinionisti nel post gara, ho potuto sentire pareri divergenti sul gol. E' colpa di Neto? O non poteva fare niente sul tiro di Pirlo?
Ho giocato a calcio abbastanza tempo per sapere che una delle prime cose che ti insegnano alla scuola calcio è che un portiere non deve MAI prendere gol sul proprio palo. Pirlo calcia il pallone con una violenza ed una precisione impressionanti, è vero, ma se Neto è ben posizionato ha qualche possibilità di parare il pallone. Dopo aver posizionato la barriera, il portiere viola fa un passo di troppo verso destra, coprendosi di fatto la visuale e rendendo difficile la copertura del palo a lui più vicino. A mio parere Norberto ha ripensato al gol che Pirlo ha segnato al suo collega Perin la scorsa domenica e, nel tentativo di prevenire la giocata del numero 21 bianconero, ha fatto un passo verso il palo più lontano. Quel passo, insieme alla già decantata bravura del centrocampista, è stato decisivo. Se Neto avesse coperto meglio quella parte di porta, Pirlo avrebbe dovuto obbligatoriamente provare a segnare dall'altra parte, impresa non facile data la barriera e i pochi metri a disposizione per far scendere la palla.
Detto questo, vale un discorso simile a quello di Montella, in quanto nell'arco della partita Neto è stato decisivo in più di un'occasione e quindi, anche se avesse commesso un errore sul gol, la sua prestazione non viene sminuita.
Concludo con uno sguardo al futuro. La situazione in campionato non è delle più facile, il Napoli è a +10 e l'Inter ci sta col fiato sul collo (-1). Domenica alle 18:30 i Viola saranno proprio a Napoli per cercare di riaprire la corsa al terzo posto, corsa che oggi appare più che chiusa. Il mantenimento del 4° posto è fondamentale, soprattutto in caso di non vittoria della Coppa Italia, perché permetterebbe di evitare i preliminari che si giocano a luglio e agosto, e di approdare direttamente all'ultimo turno preliminare.
E' inevitabile che la testa dei giocatori sia già alla sfida del 3 maggio contro gli azzurri di Benitez ma è di estrema importanza la condizione fisica e psicologica con le quali si arriva all'appuntamento. Sottovalutare il campionato, non giocare al massimo, rischia di farci perdere mentalità e prontezza atletica necessarie per battere un rivale di prestigio ed alzare la prima coppa dell'era Della Valle. Quindi coraggio Fiorentina, continua a macinare gioco, a crescere e puntare a traguardi sempre più alti.
La Fiorentina vista questa sera contro la Juve non è stata delle migliori, ma di tutto rispetto si. E' scesa in campo con la consapevolezza che il risultato dell'andata non poteva far dormire sogni tranquilli e con la ferma volontà di giocare, creare occasioni e passare il turno.
Purtroppo (per noi) le partite di pallone vengono decise spesso dai colpi dei grandi campioni. Certe volte i solisti riescono ad imporsi sulla collettività, sulla coralità, sulla disciplina tattica. E questo è anche il bello del calcio. Stasera al Franchi la partita è stata decisa da un episodio, il fallo di Gonzalo Rodriguez su Llorente (con conseguente secondo giallo), e la punizione magistrale del numero 21 bianconero. Con quello ai Viola, Pirlo sale a quota 42 gol su punizione in carriera, numero che la dice lunga sulle qualità tecniche dell'ex Milan.
Dispiace riassumere un'intera partita concentrandosi soltanto su un gesto tecnico, ma di fatto la partita era bloccata, ferma sullo 0-0 e forse pronta a scivolare verso la fine senza troppi stravolgimenti. Nel primo tempo la squadra di Montella ha messo sotto la Juventus, attenta a non sbilanciarsi troppo. Le due precedenti sfide con i bianconeri, infatti, avevano dato l'impressione che il club di Torino soffrisse gli ultimi 25 minuti di gara. Alla luce di questo, Conte può aver maturato a tavolino la decisione di supplire a tale calo risparmiandosi nella prima frazione di gioco. E cosi è stato. La Fiorentina ha creato, sfiorato il gol in varie occasioni (Gomez, Ilicic, Pizarro) per poi, dal 60esimo minuto in avanti, lasciare il campo e l'iniziativa ai bianconeri. Dopo l'infortunio di Pizarro a pochi minuti dall'inizio del secondo tempo, sostituito da Ambrosini, i Viola si sono spenti, faticando a trovare idee e palleggio. A quel punto è stato facile per giocatori del calibro di Tevez, Pogba e Vidal cercare e trovare spazi. A una ventina di minuti dal triplice fischio Gonzalo atterra Llorente in prossimità dell'area di rigore Viola. Secondo giallo al difensore ineccepibile. Pallone posizionato sulla mattonella dalla quale Pirlo spesso riesce a far male. Tiro violento che va ad insaccarsi nell'angolo alto dalla parte di Neto.
Nonostante ancora alcuni minuti a disposizione, la Fiorentina non riesce a reagire, la Juve fa possesso palla e gestisce il gioco, rendendo praticamente impossibile il pareggio che avrebbe portato le squadre ai tempi supplementari.
Il sogno di battere i rivali storici e approdare ai quarti di finale di Europa League svanisce in una serata in cui era lecito essere positivi. Per il risultato dell'andata ma anche per le ultime due partite tra Fiorentina e Juventus, nel complesso in equilibrio. Il rammarico riguarda le diverse occasioni sprecate in attacco e la possibilità, una volta superata la Juve, di trovare un cammino verso la finale di Torino abbastanza agevole.
La Juventus è più forte della Fiorentina. Nessuno può mettere in dubbio ciò. I numeri, in tal senso, parlano chiaro: in meno di tre campionati, i bianconeri hanno raccolto 82 punti in più dei Viola.
La squadra di Montella è stata sfortunata? Forse un pizzico di iattura c'è stata, si pensi all'infortunio di Pizarro (fino a quel momento positivo) e ad un paio di tiri usciti di poco.
Ciò su cui voglio soffermarmi sono alcune scelte del mister che mi hanno lasciato perplesso:
La prima decisione non convincente è stata quella di schierare Cuadrado esterno basso a destra. Il colombiano in quella posizione è stato poche volte pericoloso, dovendosi preoccupare delle avanzate di Asamoah e di un grande Pogba che si aggirava da quelle parti. Montella, schierandolo in quella posizione, ha di fatto rinunciato all'arma più letale che aveva.
La seconda scelta che suscita qualche dubbio è la sostituzione di Gomez con Matri. Il tedesco è apparso per tutto il tempo in cui è stato in campo in buone condizioni, in crescita rispetto alle precedenti apparizioni. Il tecnico Viola potrà dire che la sostituzione è figlia del fatto che il tedesco non ha nelle gambe i 90'. Se cosi fosse, Montella poteva optare per una scelta iniziale diversa, partendo con Matri e gettando nella mischia Mario nel secondo tempo, sfruttando la sua freschezza. Non me ne vorrà il buon Matri, ma Gomez è tutt'altra cosa. Il panzer tedesco è un campione, ha segnato valanghe di gol, calcato i palcoscenici più importanti d'Europa ed è, per questi motivi, più adatto a giocare sfide cosi equilibrate ed emozionanti.
La terza decisione di Montella che non condivido riguarda un'altra sostituzione: immediatamente dopo il gol di Pirlo, la Fiorentina si trova virtualmente fuori dalla Coppa, è sotto di un uomo e deve assolutamente segnare almeno un gol. Gonzalo, come detto, è stato espulso e in difesa ci sono soltanto Savic e Tomovic. L'allenatore allora decide di sostituire Ilicic per far posto a Roncaglia. Col senno di poi è facile parlare, lo sappiamo, ma forse in quell'occasione sarebbe stato più giusto operare un'altra mossa. Arretrare Ambrosini sulla linea dei difensori, ricomponendo il centrocampo con Aquilani, Borja Valero e Vargas, impedendo cosi che Matri si isoli in avanti senza riuscire ad intercettare un pallone.
Montella è un grande allenatore, ha un brillante futuro davanti a sé e spero che la sua permanenza in riva all'Arno sia ancora molto lunga, però quando ci sono cose che non ci convincono dobbiamo avere l'onestà intellettuale per esprimerle, nel rispetto per il grande lavoro di Vincenzo e nell'interesse della squadra.
Trovo doveroso spendere alcune parole anche su Neto. Guardando la partita e ascoltando alcuni opinionisti nel post gara, ho potuto sentire pareri divergenti sul gol. E' colpa di Neto? O non poteva fare niente sul tiro di Pirlo?
Ho giocato a calcio abbastanza tempo per sapere che una delle prime cose che ti insegnano alla scuola calcio è che un portiere non deve MAI prendere gol sul proprio palo. Pirlo calcia il pallone con una violenza ed una precisione impressionanti, è vero, ma se Neto è ben posizionato ha qualche possibilità di parare il pallone. Dopo aver posizionato la barriera, il portiere viola fa un passo di troppo verso destra, coprendosi di fatto la visuale e rendendo difficile la copertura del palo a lui più vicino. A mio parere Norberto ha ripensato al gol che Pirlo ha segnato al suo collega Perin la scorsa domenica e, nel tentativo di prevenire la giocata del numero 21 bianconero, ha fatto un passo verso il palo più lontano. Quel passo, insieme alla già decantata bravura del centrocampista, è stato decisivo. Se Neto avesse coperto meglio quella parte di porta, Pirlo avrebbe dovuto obbligatoriamente provare a segnare dall'altra parte, impresa non facile data la barriera e i pochi metri a disposizione per far scendere la palla.
Detto questo, vale un discorso simile a quello di Montella, in quanto nell'arco della partita Neto è stato decisivo in più di un'occasione e quindi, anche se avesse commesso un errore sul gol, la sua prestazione non viene sminuita.
Concludo con uno sguardo al futuro. La situazione in campionato non è delle più facile, il Napoli è a +10 e l'Inter ci sta col fiato sul collo (-1). Domenica alle 18:30 i Viola saranno proprio a Napoli per cercare di riaprire la corsa al terzo posto, corsa che oggi appare più che chiusa. Il mantenimento del 4° posto è fondamentale, soprattutto in caso di non vittoria della Coppa Italia, perché permetterebbe di evitare i preliminari che si giocano a luglio e agosto, e di approdare direttamente all'ultimo turno preliminare.
E' inevitabile che la testa dei giocatori sia già alla sfida del 3 maggio contro gli azzurri di Benitez ma è di estrema importanza la condizione fisica e psicologica con le quali si arriva all'appuntamento. Sottovalutare il campionato, non giocare al massimo, rischia di farci perdere mentalità e prontezza atletica necessarie per battere un rivale di prestigio ed alzare la prima coppa dell'era Della Valle. Quindi coraggio Fiorentina, continua a macinare gioco, a crescere e puntare a traguardi sempre più alti.
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lunedì 3 marzo 2014
PANCHINA D'ORO 2014: Vince ancora Antonio Conte. Montella 2°
Si è assegnata quest'oggi la Panchina d'Oro 2014, premio che va all'allenatore che più si è messo in luce per il buon lavoro svolto. Per il secondo anno consecutivo il premio è andato ad Antonio Conte, superando di soli 3 voti (26 a 23) l'allenatore della Fiorentina.
Dopo la premiazione, Vincenzo Montella ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Arrivare secondo dietro ad Antonio Conte è motivo di grande orgoglio. Fa davvero piacere essere considerato in questo modo dai colleghi.
Purtroppo ieri sera contro la Lazio non abbiamo fatto una buonissima partita. Anzi, una tra le peggiori. Credo che abbiamo commesso degli errori, ma ci può stare. Adesso però occorre guardare avanti. Non voglio più parlare di arbitri. Si parla troppo. Dobbiamo preparare le partite e pensare a giocare.
La partita contro la Juventus da sempre motivazioni particolari. E' una partita difficilissima per noi perché da due anni è la squadra più forte d'Italia. Non si può scegliere su quale competizione puntare perché si rischia di compiere scelte sbagliate. Dobbiamo giocare e dare sempre il massimo.
Non so se lo scudetto è già assegnato. Il campionato italiano in passato ci ha riservato delle sorprese nel finale."
Dopo la premiazione, Vincenzo Montella ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Arrivare secondo dietro ad Antonio Conte è motivo di grande orgoglio. Fa davvero piacere essere considerato in questo modo dai colleghi.Purtroppo ieri sera contro la Lazio non abbiamo fatto una buonissima partita. Anzi, una tra le peggiori. Credo che abbiamo commesso degli errori, ma ci può stare. Adesso però occorre guardare avanti. Non voglio più parlare di arbitri. Si parla troppo. Dobbiamo preparare le partite e pensare a giocare.
La partita contro la Juventus da sempre motivazioni particolari. E' una partita difficilissima per noi perché da due anni è la squadra più forte d'Italia. Non si può scegliere su quale competizione puntare perché si rischia di compiere scelte sbagliate. Dobbiamo giocare e dare sempre il massimo.
Non so se lo scudetto è già assegnato. Il campionato italiano in passato ci ha riservato delle sorprese nel finale."
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sabato 1 febbraio 2014
CALCIOMERCATO: Tutti i trasferimenti di gennaio 2014
Si è concluso poche ore fa la sessione invernale di calciomercato. Molti i colpi in questo mese di gennaio, alcuni di primissimo livello:

ATALANTA
- Acquisti:
Estigarribia, c (Chievo, prestito); Benalouane, d (Parma, prestito); Bentancourt, a (Psv, 1,5 mln)
- Cessioni:
Marilungo, a (Cesena, prestito); Gagliardini, c (Cesena, prestito); Ardemagni, a (Carpi, prestito); Canini, d (Chievo, prestito); Polito, p (Sassuolo, 0,1 mln).
BOLOGNA
- Acquisti:
F. Rodriguez, a (Montevideo Wanderers, fine prestito); Friberg, c (Malmoe, 0); Paponi, a (Montreal, fine prestito); Ibson, c (Corinthians,
prestito).
- Cessioni:
Alibec, a (Inter, fine prestito, poi Astra Giurgiu); Ferrari, d (Crotone, prestito); Radakovic, d (Novara, prestito); Radovanovic, c (Novara, prestito); A. Pisanu, c (Prato, prestito, era al Montreal); Gimenez, c (Nacional, 0); Abdallah, c (Trapani, prestito).
CAGLIARI
- Acquisti:
Silvestri, p (Chievo, prestito); Vecino, c (Fiorentina, prestito); Tabanelli, c (Cesena, poi al Leeds); Adryan, c (Flamengo, prestito).
- Cessioni:
Agazzi, p (Chievo, 0); Adan, p (rescissione, poi Betis Siviglia); Nainggolan, c (Roma, 3 mln, prestito); Ariaudo, d (Sassuolo, 0,5 mln); Avelar, d (Leeds, prestito).
CATANIA
- Acquisti:
F. Rinaudo, c (Sporting Lisbona, 0,5 mln, prestito); Lodi, c (Genoa, prestito); Ramos, c (Montevideo Wanderers); Fedato, a (Bari, fine prestito).
- Cessioni:
Tachtsidis, c (Torino, prestito); F. Moretti, c (Padova, prestito, era allo Spezia); Maxi Lopez, a (Sampdoria, prestito); Andujar, p (Napoli, 0,75 mln x 1/2, resta fino a giugno); Freire, c (rescissione); Guarente, c (Siviglia, fine prestito, poi al Chievo).
CHIEVO
- Acquisti:
Agazzi, p (Cagliari, 0); Paredes, c (Boca Juniors, prestito, da giugno alla Roma); Canini, d (Atalanta, prestito); Rubin, d (Siena, prestito); Baraye, c (Juve Stabia, 0,4 mln); Stoian, a (Genoa, fine prestito); Guarente, c (Siviglia, prestito, era al Catania); Obinna, a (Lokomotiv Mosca, prestito).
- Cessioni:
Estigarribia, c (Atalanta, prestito); De Paula, a (Lumezzane, prestito); Pamic, d (Siena, prestito); Coulibaly, d (Lumezzane, prestito); Improta, a (Padova, prestito); Acosty, c (Fiorentina, fine prestito, poi Carpi); Papp, d (Astra Giurgiu, prestito); Samassa, a (Pescara, 0); Sestu, c (Sampdoria).
FIORENTINA
- Acquisti:
Matri, a (Milan, prestito); Rosati, p (Sassuolo, prestito); Anderson, c (Manchester United, prestito); Diakitè, d (Sunderland, prestito).
- Cessioni:
Alonso (d, Sunderland), Vecino (c, Cagliari), Olivera (c, Brescia), Yakovenko (c, Malaga) Munua (p, svincolato)
GENOA
- Acquisti:
Burdisso, d (Roma, 0); Motta, d (Juventus, prestito); De Ceglie, d (Juventus, prestito); Cabral, c (Sunderland, prestito); Sculli, a (Lazio)
- Cessioni:
Lodi, c (Catania, prestito); Zé Eduardo, a (Coritiba, prestito); Manfredini, d (Sassuolo, 0,4 mln); Sampirisi, d (Olhanense, prestito); Santana, c (Olhanense, prestito); Biondini, c (Sassuolo, prestito); Stoian, a (Chievo, fine prestito).
INTER
- Acquisti:
A. Polo, a (Univ. San Martìn); D’Ambrosio, d (Torino, 4,15 mln); Botta, c (Livorno, 0); Hernanes (c, Lazio, 16 mln)
- Cessioni:
Pereira, d (San Paolo, 1 mln, prestito); Colombi, a (Torino, 0,4 mln x 1/2); Benassi, c (Torino, 2 mln x 1/2, resta a Livorno); Alibec, a (Astra Giurgiu, 0,5 mln, era al Bologna); Longo, a (Rayo Vallecano, prestito, era a Verona); Schelotto, d (Parma, prestito, era a Sassuolo); Chivu, d (fine carriera); Belfodil, a (Livorno, 0,4 mln, prestito).
JUVENTUS
- Acquisti:
Osvaldo, a (Southampton, prestito); Fiorillo, p (Sampdoria, comproprietà, resta alla Samp).
- Cessioni:
Motta, d (Genoa, prestito); De Ceglie, d (Genoa, prestito); Branescu, p (Lanciano, 0,1 mln x 1/2); Bouy, c (Hsv, prestito); Padovan, a (Vicenza, prestito); Marin, d (Roma, prestito); Beltrame, a (Sampdoria, comproprietà, resta a Bari).
LAZIO
- Acquisti:
Postiga, a (Valencia, prestito); Kakuta, a (Chelsea, prestito, era al Vitesse).
- Cessioni:
Hernanes, c (Inter, 16 mln); Vinicius, d (Padova, prestito); Floccari, a (Sassuolo, 1,5 mln); Sculli, a (Genoa).
LIVORNO
- Acquisti:
Castellini, d (Sampdoria, 0,2 mln); Mesbah, d (Parma, prestito); Belfodil, a (Inter, 0,4 mln, prestito)
- Cessioni:
Botta, c (Inter, 0); Schiattarella, c (Spezia, 0,7 mln); Decarli, d (Avellino, prestito); Belingheri, c (Cesena, prestito).
MILAN
- Acquisti:
Petagna, a (Sampdoria, fine prestito); Essien, c (Chelsea, 0); Honda, a (Cska, svincolato); Rami, d (Valencia, prestito); Taarabt, c (Qpr, prestito, era al Fulham).
- Cessioni:
Matri, a (Fiorentina, prestito); Vergara, d (Parma, prestito); Nocerino, c (West Ham, prestito); Niang, a (Montpellier, prestito).
NAPOLI
- Acquisti:
Jorginho (c, Verona), Henrique (d, Palmeiras), Ghoulam (d, Saint Etienne)
- Cessioni:
Armero, d (West Ham, prestito); Edu Vargas, a (Valencia, prestito, era al Gremio); Cannavaro, d (Sassuolo, prestito).
PARMA
- Acquisti:
Pozzi, a (Sampdoria, 2,5 mln); Molinaro, d (Stoccarda, 0); Vergara, d (Milan, prestito); Schelotto, c (Inter, prestito, era al Sassuolo); Rossini, d (Sassuolo, prestito).
- Cessioni:
Okaka, a (Sampdoria, 2,3 mln); Valdes, c (rescissione poi Colo Colo); Kone, d (Crotone, prestito); Mesbah, d (Livorno, prestito); Rosi, d (Sassuolo, prestito); Mendes, d (Sassuolo, 1,5 mln x 1/2); N. Sansone, a (Sassuolo, 2,5 mln x 1/2).
ROMA
- Acquisti:
Nainggolan, c (Cagliari, 3 mln, prestito); Bastos, c (Al Ain, 1,1 mln, prestito); Vestenicky, c (Fc Nitra); Golubovic, d (Ofk Belgrado); V. Berisha, a (Halmstads, 0,5 mln); Tibolla, c (Chievo, prestito); Obeng, c (Santarcangelo, resta in prestito); Marin, d (Juventus, prestito). Da 1 luglio: Sanabria, a (Barcellona, 3 mln, giocherà a Sassuolo); Paredes, c (Boca Juniors, prestito, giocherà nel Chievo); Radonjic, a (Partizan Belgrado, 0).
- Cessioni:
Bradley, c (Toronto, 7,3 mln); Burdisso, d (Genoa, 0); Piscitella, a (Cittadella, prestito; era a Pescara, 1,5 mln x riscatto); Borriello, a (West Ham, prestito); Marquinho, c (Verona, prestito); Viviani, c (Latina, prestito, era a Pescara); Caprari, c (Pescara, 1,5 mln x 1/2); Svedkauskas, p (Pescara, prestito).
SAMPDORIA
- Acquisti:
Okaka, a (Parma, 2,5 mln); Maxi Lopez, a (Catania, prestito); Fedato, a (Bari, rilevata comproprietà, giocherà a Catania); Beltrame, a (Juventus, comproprietà, resta a Bari); Sestu, c (Chievo).
- Cessioni:
Pozzi, a (Parma, 2,5 mln); Castellini, d (Livorno, 0,2 mln); Maresca, c (Palermo, 0,5 mln); Tozzo, p (Latina, prestito); Barillà, c (Reggina, fine prestito); Gentsoglou, c (Spezia, prestito); Gavazzi, c (Ternana, prestito); Eramo, c (Empoli, prestito); Petagna, a (Milan, fine prestito); Poulsen, d (Az Alkmaar, rescissione); Fiorillo, p (Juventus, comproprietà, resta alla Samp)
SASSUOLO
- Acquisti:
Polito, p (Atalanta, 0,1 mln); Ariaudo, d (Cagliari, 0,5 mln); A. Zapata, c (Granada, prestito); Cannavaro, d (Napoli, prestito); Brighi, c (Torino, 0,2 mln); Sanabria, a (Barcellona, 3 mln, da luglio alla Roma); Biondini, c (Genoa, prestito); Rosi, d (Parma, prestito); Mendes, d (Parma, 1,5 mln x 1/2); N. Sansone, a (Parma, 2,5 mln x 1/2); Manfredini, d (Genoa, 0,4 mln); Floccari, a (Lazio, 1,5 mln).
- Cessioni:
Laribi, c (Latina, prestito); Rosati, p (Fioren- cessioni tina, prestito); Rossini, d (Parma, prestito); Schelotto, d (Inter, fine prestito, poi Parma);
Valeri, c (Ternana, 0,3 mln); Marzoratti, d (Modena, 0,1 mln);
TORINO
- Acquisti:
Kurtic, c (Sassuolo, prestito); Colombi, a (Inter, 0,4 mln x 1/2); Benassi, c (Inter, 2 mln x 1/2, resta a Livorno fino a giugno); Tachtsidis, c (Catania, prestito).
- Cessioni:
Brighi, c (Sassuolo, 0,2 mln); Bellomo, c (Spezia, prestito); D’Ambrosio, d (Inter, 4,15 mln); Diop, a (Crotone, prestito).
UDINESE
- Acquisti:
Yebda, c (Granada, prestito); Vutov, c (Levski Sofia, 0,5 mln); Beleck, a (Mons, fine prestito).
- Cessioni:
Merkel, c (Watford, prestito); Ranegie, a (Watford, 1 mln); Neuton, d (Novara, comproprietà); Mori, d (Brescia, definitivo); Acuna, a (Osasuna, prestito).
VERONA
- Acquisti:
Marquinho, c (Roma, prestito); Pillud, d (Espanyol, prestito, era al Racing Avellaneda); Rabusic, a (Slovan Liberec).
- Cessioni:
Cocco, a (Beira-Mar, prestito, era alla Reggina); Rubin, d (Chievo, fine prestito, poi Siena); Ragatzu, a (Lanciano, prestito); Jorginho, c (Napoli, 5 mln x 1/2); Bianchetti, d (Spezia, prestito); Laner, c (Novara, prestito); Longo, a (Inter, fine prestito, poi Rayo Vallecano).
Tra i colpi di mercato più interessanti spiccano sicuramente i trasferimenti del profeta Hernanes all'Inter e Osvaldo alla corte di Antonio Conte. Ricordiamo che a pochi giorni dal termine della sessione invernale, proprio tra le due società non si è concluso uno scambio clamoroso che avrebbe portato Guarin in bianconero e Vucinic in nerazzurro.

ATALANTA
- Acquisti:
Estigarribia, c (Chievo, prestito); Benalouane, d (Parma, prestito); Bentancourt, a (Psv, 1,5 mln)
- Cessioni:
Marilungo, a (Cesena, prestito); Gagliardini, c (Cesena, prestito); Ardemagni, a (Carpi, prestito); Canini, d (Chievo, prestito); Polito, p (Sassuolo, 0,1 mln).
BOLOGNA
- Acquisti:
F. Rodriguez, a (Montevideo Wanderers, fine prestito); Friberg, c (Malmoe, 0); Paponi, a (Montreal, fine prestito); Ibson, c (Corinthians,
prestito).
- Cessioni:
Alibec, a (Inter, fine prestito, poi Astra Giurgiu); Ferrari, d (Crotone, prestito); Radakovic, d (Novara, prestito); Radovanovic, c (Novara, prestito); A. Pisanu, c (Prato, prestito, era al Montreal); Gimenez, c (Nacional, 0); Abdallah, c (Trapani, prestito).
CAGLIARI
- Acquisti:
Silvestri, p (Chievo, prestito); Vecino, c (Fiorentina, prestito); Tabanelli, c (Cesena, poi al Leeds); Adryan, c (Flamengo, prestito).
- Cessioni:
Agazzi, p (Chievo, 0); Adan, p (rescissione, poi Betis Siviglia); Nainggolan, c (Roma, 3 mln, prestito); Ariaudo, d (Sassuolo, 0,5 mln); Avelar, d (Leeds, prestito).
CATANIA
- Acquisti:
F. Rinaudo, c (Sporting Lisbona, 0,5 mln, prestito); Lodi, c (Genoa, prestito); Ramos, c (Montevideo Wanderers); Fedato, a (Bari, fine prestito).
- Cessioni:
Tachtsidis, c (Torino, prestito); F. Moretti, c (Padova, prestito, era allo Spezia); Maxi Lopez, a (Sampdoria, prestito); Andujar, p (Napoli, 0,75 mln x 1/2, resta fino a giugno); Freire, c (rescissione); Guarente, c (Siviglia, fine prestito, poi al Chievo).
CHIEVO
- Acquisti:
Agazzi, p (Cagliari, 0); Paredes, c (Boca Juniors, prestito, da giugno alla Roma); Canini, d (Atalanta, prestito); Rubin, d (Siena, prestito); Baraye, c (Juve Stabia, 0,4 mln); Stoian, a (Genoa, fine prestito); Guarente, c (Siviglia, prestito, era al Catania); Obinna, a (Lokomotiv Mosca, prestito).
- Cessioni:
Estigarribia, c (Atalanta, prestito); De Paula, a (Lumezzane, prestito); Pamic, d (Siena, prestito); Coulibaly, d (Lumezzane, prestito); Improta, a (Padova, prestito); Acosty, c (Fiorentina, fine prestito, poi Carpi); Papp, d (Astra Giurgiu, prestito); Samassa, a (Pescara, 0); Sestu, c (Sampdoria).
FIORENTINA
- Acquisti:
Matri, a (Milan, prestito); Rosati, p (Sassuolo, prestito); Anderson, c (Manchester United, prestito); Diakitè, d (Sunderland, prestito).
- Cessioni:
Alonso (d, Sunderland), Vecino (c, Cagliari), Olivera (c, Brescia), Yakovenko (c, Malaga) Munua (p, svincolato)
GENOA
- Acquisti:
Burdisso, d (Roma, 0); Motta, d (Juventus, prestito); De Ceglie, d (Juventus, prestito); Cabral, c (Sunderland, prestito); Sculli, a (Lazio)
- Cessioni:
Lodi, c (Catania, prestito); Zé Eduardo, a (Coritiba, prestito); Manfredini, d (Sassuolo, 0,4 mln); Sampirisi, d (Olhanense, prestito); Santana, c (Olhanense, prestito); Biondini, c (Sassuolo, prestito); Stoian, a (Chievo, fine prestito).
INTER
- Acquisti:
A. Polo, a (Univ. San Martìn); D’Ambrosio, d (Torino, 4,15 mln); Botta, c (Livorno, 0); Hernanes (c, Lazio, 16 mln)
- Cessioni:
Pereira, d (San Paolo, 1 mln, prestito); Colombi, a (Torino, 0,4 mln x 1/2); Benassi, c (Torino, 2 mln x 1/2, resta a Livorno); Alibec, a (Astra Giurgiu, 0,5 mln, era al Bologna); Longo, a (Rayo Vallecano, prestito, era a Verona); Schelotto, d (Parma, prestito, era a Sassuolo); Chivu, d (fine carriera); Belfodil, a (Livorno, 0,4 mln, prestito).
JUVENTUS
- Acquisti:
Osvaldo, a (Southampton, prestito); Fiorillo, p (Sampdoria, comproprietà, resta alla Samp).
- Cessioni:
Motta, d (Genoa, prestito); De Ceglie, d (Genoa, prestito); Branescu, p (Lanciano, 0,1 mln x 1/2); Bouy, c (Hsv, prestito); Padovan, a (Vicenza, prestito); Marin, d (Roma, prestito); Beltrame, a (Sampdoria, comproprietà, resta a Bari).
LAZIO
- Acquisti:
Postiga, a (Valencia, prestito); Kakuta, a (Chelsea, prestito, era al Vitesse).
- Cessioni:
Hernanes, c (Inter, 16 mln); Vinicius, d (Padova, prestito); Floccari, a (Sassuolo, 1,5 mln); Sculli, a (Genoa).
LIVORNO
- Acquisti:
Castellini, d (Sampdoria, 0,2 mln); Mesbah, d (Parma, prestito); Belfodil, a (Inter, 0,4 mln, prestito)
- Cessioni:
Botta, c (Inter, 0); Schiattarella, c (Spezia, 0,7 mln); Decarli, d (Avellino, prestito); Belingheri, c (Cesena, prestito).
MILAN
- Acquisti:
Petagna, a (Sampdoria, fine prestito); Essien, c (Chelsea, 0); Honda, a (Cska, svincolato); Rami, d (Valencia, prestito); Taarabt, c (Qpr, prestito, era al Fulham).
- Cessioni:
Matri, a (Fiorentina, prestito); Vergara, d (Parma, prestito); Nocerino, c (West Ham, prestito); Niang, a (Montpellier, prestito).
NAPOLI
- Acquisti:
Jorginho (c, Verona), Henrique (d, Palmeiras), Ghoulam (d, Saint Etienne)
- Cessioni:
Armero, d (West Ham, prestito); Edu Vargas, a (Valencia, prestito, era al Gremio); Cannavaro, d (Sassuolo, prestito).
PARMA
- Acquisti:
Pozzi, a (Sampdoria, 2,5 mln); Molinaro, d (Stoccarda, 0); Vergara, d (Milan, prestito); Schelotto, c (Inter, prestito, era al Sassuolo); Rossini, d (Sassuolo, prestito).
- Cessioni:
Okaka, a (Sampdoria, 2,3 mln); Valdes, c (rescissione poi Colo Colo); Kone, d (Crotone, prestito); Mesbah, d (Livorno, prestito); Rosi, d (Sassuolo, prestito); Mendes, d (Sassuolo, 1,5 mln x 1/2); N. Sansone, a (Sassuolo, 2,5 mln x 1/2).
ROMA
- Acquisti:
Nainggolan, c (Cagliari, 3 mln, prestito); Bastos, c (Al Ain, 1,1 mln, prestito); Vestenicky, c (Fc Nitra); Golubovic, d (Ofk Belgrado); V. Berisha, a (Halmstads, 0,5 mln); Tibolla, c (Chievo, prestito); Obeng, c (Santarcangelo, resta in prestito); Marin, d (Juventus, prestito). Da 1 luglio: Sanabria, a (Barcellona, 3 mln, giocherà a Sassuolo); Paredes, c (Boca Juniors, prestito, giocherà nel Chievo); Radonjic, a (Partizan Belgrado, 0).
- Cessioni:
Bradley, c (Toronto, 7,3 mln); Burdisso, d (Genoa, 0); Piscitella, a (Cittadella, prestito; era a Pescara, 1,5 mln x riscatto); Borriello, a (West Ham, prestito); Marquinho, c (Verona, prestito); Viviani, c (Latina, prestito, era a Pescara); Caprari, c (Pescara, 1,5 mln x 1/2); Svedkauskas, p (Pescara, prestito).
SAMPDORIA
- Acquisti:
Okaka, a (Parma, 2,5 mln); Maxi Lopez, a (Catania, prestito); Fedato, a (Bari, rilevata comproprietà, giocherà a Catania); Beltrame, a (Juventus, comproprietà, resta a Bari); Sestu, c (Chievo).
- Cessioni:
Pozzi, a (Parma, 2,5 mln); Castellini, d (Livorno, 0,2 mln); Maresca, c (Palermo, 0,5 mln); Tozzo, p (Latina, prestito); Barillà, c (Reggina, fine prestito); Gentsoglou, c (Spezia, prestito); Gavazzi, c (Ternana, prestito); Eramo, c (Empoli, prestito); Petagna, a (Milan, fine prestito); Poulsen, d (Az Alkmaar, rescissione); Fiorillo, p (Juventus, comproprietà, resta alla Samp)
SASSUOLO
- Acquisti:
Polito, p (Atalanta, 0,1 mln); Ariaudo, d (Cagliari, 0,5 mln); A. Zapata, c (Granada, prestito); Cannavaro, d (Napoli, prestito); Brighi, c (Torino, 0,2 mln); Sanabria, a (Barcellona, 3 mln, da luglio alla Roma); Biondini, c (Genoa, prestito); Rosi, d (Parma, prestito); Mendes, d (Parma, 1,5 mln x 1/2); N. Sansone, a (Parma, 2,5 mln x 1/2); Manfredini, d (Genoa, 0,4 mln); Floccari, a (Lazio, 1,5 mln).
- Cessioni:
Laribi, c (Latina, prestito); Rosati, p (Fioren- cessioni tina, prestito); Rossini, d (Parma, prestito); Schelotto, d (Inter, fine prestito, poi Parma);
Valeri, c (Ternana, 0,3 mln); Marzoratti, d (Modena, 0,1 mln);
TORINO
- Acquisti:
Kurtic, c (Sassuolo, prestito); Colombi, a (Inter, 0,4 mln x 1/2); Benassi, c (Inter, 2 mln x 1/2, resta a Livorno fino a giugno); Tachtsidis, c (Catania, prestito).
- Cessioni:
Brighi, c (Sassuolo, 0,2 mln); Bellomo, c (Spezia, prestito); D’Ambrosio, d (Inter, 4,15 mln); Diop, a (Crotone, prestito).
UDINESE
- Acquisti:
Yebda, c (Granada, prestito); Vutov, c (Levski Sofia, 0,5 mln); Beleck, a (Mons, fine prestito).
- Cessioni:
Merkel, c (Watford, prestito); Ranegie, a (Watford, 1 mln); Neuton, d (Novara, comproprietà); Mori, d (Brescia, definitivo); Acuna, a (Osasuna, prestito).
VERONA
- Acquisti:
Marquinho, c (Roma, prestito); Pillud, d (Espanyol, prestito, era al Racing Avellaneda); Rabusic, a (Slovan Liberec).
- Cessioni:
Cocco, a (Beira-Mar, prestito, era alla Reggina); Rubin, d (Chievo, fine prestito, poi Siena); Ragatzu, a (Lanciano, prestito); Jorginho, c (Napoli, 5 mln x 1/2); Bianchetti, d (Spezia, prestito); Laner, c (Novara, prestito); Longo, a (Inter, fine prestito, poi Rayo Vallecano).
Tra i colpi di mercato più interessanti spiccano sicuramente i trasferimenti del profeta Hernanes all'Inter e Osvaldo alla corte di Antonio Conte. Ricordiamo che a pochi giorni dal termine della sessione invernale, proprio tra le due società non si è concluso uno scambio clamoroso che avrebbe portato Guarin in bianconero e Vucinic in nerazzurro.
Ubicazione:
Milan, Italy
lunedì 19 novembre 2012
Adesso è lecito sognare !!
La Fiorentina vola!! Finalmente la squadra fa sognare i tifosi, divertire gli appassionati di pallone, credere in obiettivi altissimi. L'asticella viola si sta alzando partita dopo partita e sembra non volersi più fermare. Le ultime due giornate di campionato ci hanno visti protagonisti, di gioco e di risultato. Innanzitutto, la vittoria contro il Milan ha portato a Firenze l'entusiasmo e la convinzione che questa squadra possa tener testa a chiunque; la vittoria contro l'Atalanta, squadra in grande forma che pochi giorni prima aveva sconfitto l'Inter, ha invece sottolineato la maturità dei ragazzi a disposizione di mister Montella. Era facile farsi trasportare dall'entusiasmo per la vittoria contro i rossoneri e prendere sotto gamba una partita meno di cartello, ma ugualmente importante, e invece la Fiorentina ha dimostrato saggezza, piedi per terra, carattere, convinzione e, ancora una volta, tanta capacità di giocare al calcio.
Il centrocampo formato da Pizarro, Borja Valero e Aquilani (quest'ultimo due gol e un assist) ha ricamato gioco per più di 80', lasciando soltanto una manciata di minuti agli avversari. Dopo aver trovato il gol di Rodriguez in apertura abbiamo assistito all'ennesimo torto arbitrale che ha riportato la partita in parità. La squadra, però, non si è preoccupata più di tanto, continuando a giocare, dimostrando netta superiorità e vincendo per 4 a 1.
Grazie anche ai risultati delle dirette concorrenti adesso la Fiorentina si trova a ridosso del secondo posto (1 punto) e a sole cinque lunghezze dalla Juve capolista.
I tifosi viola possono adesso sognare, la Fiorentina c'è e ci sarà fino in fondo; la squadra ha un carattere e una personalità vincenti, una difesa granitica (peggiore solo a quella bianconera), un centrocampo tutto fantasia ma anche fatto di interdizione (vedi ammonizioni di Pizarro) ed un attacco che è adesso il quarto della seria A. Il Franchi è tornato ad essere un fortino inespugnabile ed in trasferta la squadra sembra non snaturare il suo splendido gioco. Il calendario sembra abbordabile, avendo già affrontato tutte le dirette concorrenti (senza mai essere inferiori), e quindi adesso è l'ora di crederci. E' arrivato il momento di riempire lo stadio ogni domenica, di cantare con tutta la voce che si ha, di incoraggiare i nostri ragazzi e, perché no, ringraziare la ritrovata passione di Andrea Della Valle e la bravura di Pradé e Macia.
Tutto questo è, infatti, frutto dell'impegno di ADV che a fine campionato scorso ha fatto delle promesse e le ha mantenute; ogni domenica è allo stadio a gioire e disperare come un vero ultrà.Tutta Italia ci riconosce qualità e capacità, credendo che quest'anno a Firenze ci possano essere grandi soddisfazioni per tutti.
Dove possiamo arrivare nessuno lo sa ancora, forse sarà un piazzamento in Europa, forse l'Europa che conta di più o forse, facendo un leggero sforzo di fantasia, sarà l'agognato tricolore. In città regna l'entusiasmo e la positività per una squadra che è riuscita in pochi mesi ad amalgamare tanti nuovi giocatori e mostrare il miglior gioco d'Italia e questa è già una grande vittoria. Dopo due anni calcisticamente tetri i tifosi sono finalmente tornati a sperare in traguardi importanti e soprattutto a divertirsi andando allo stadio.
Quest'anno a Firenze c'è una grande squadra, quindi viva la Fiorentina e il bel calcio ritrovato.
Il futuro è finalmente roseo, o meglio...Viola!!
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Ubicazione:
Firenze, Italia
sabato 1 settembre 2012
Rivoluzione completata !
A fine campionato avevamo sperato in un cambio di rotta, in una rivoluzione totale che riuscisse, attraverso nuovi acquisti e nuovo entusiasmo, a cancellare le due fallimentari stagioni della Fiorentina...e cosi è stato.
Il calciomercato si è concluso ieri sera ed ha visto dei colpi davvero brillanti da parte della dirigenza viola.
La coppia Pradé-Macia, insieme a tutta la dirigenza, Della Valle compreso, ha innanzitutto scelto come allenatore designato a guidare la squadra Vincenzo Montella. L'aeroplanino giallorosso, dopo il buon campionato con il Catania, si è guadagnato una chance in una piazza più prestigiosa come Firenze; vedremo se riuscirà a ripetere il buon gioco visto in Sicilia e se riuscirà a riportare attaccamento nei tifosi ormai disaffezionati.
Il mercato estivo ha visto arrivare in riva all'Arno giocatori della qualità di Pizarro, Borja Valero e Aquilani in mezzo al campo, Gonzalo Rodriguez, Roncaglia e Tomovic in difesa, El Hamdaoui e Mati Fernandez davanti (quest'ultimo può essere schierato anche sulla mediana); oltre a questi ci sono stati gli acquisti di Cuadrado dal Lecce, Luca Toni (dopo cinque anni), Viviano e Della Rocca dal Palermo. Proprio Viviano, nato a Firenze e grande tifoso viola, grazie alla sua determinazione nel voler tornare a casa, è riuscito a coronare il suo sogno, segno che anche in questo calcio fatto di business e trofei il cuore conta ancora qualcosa.
A fronte di queste illustri entrate ci sono state le cessioni di molti giocatori, tra i quali Gamberini, Behrami, Cerci, Vargas, De Silvestri, a completare una vera e propria rivoluzione.
Un'altra cessione molto importante è stata quella di Nastasic al Manchester City di Roberto Mancini per l'esorbitante cifra (dato il ruolo del giocatore) di 16 milioni di euro più il difensore Savic.
Tempo fa avevamo invocato un ridimensionamento della squadra, una trasformazione, partendo però da alcuni punti fermi. Il più importante di questi punti era senz'altro Stevan Jovetic. Per tutta la campagna acquisti si sono rincorse voci su un'eventuale cessione del montenegrino, prima alla Juventus e poi al City. Per rassicurare la piazza e fare chiarezza è personalmente sceso in campo Andrea Della Valle, il quale, attraverso un progetto (finalmente) ambizioso e grandi promesse (come quelle di cessione del giocatore ad una grandissima squadra in futuro), ha convinto il fantasista viola a restare a Firenze ed essere il punto di forza della squadra.
Tutto questo è successo nell'ultimo mese d'estate, un'estate rovente più che mai in riva all'Arno.
Il calciomercato si è concluso ieri sera ed ha visto dei colpi davvero brillanti da parte della dirigenza viola.
Il primo grande acquisto è stato quello del direttore sportivo, Daniele Pradé, che, insieme al direttore tecnico Eduardo Macia, è riuscito a portare a Firenze ottimi giocatori a prezzi contenuti.
A fronte di queste illustri entrate ci sono state le cessioni di molti giocatori, tra i quali Gamberini, Behrami, Cerci, Vargas, De Silvestri, a completare una vera e propria rivoluzione.
Un'altra cessione molto importante è stata quella di Nastasic al Manchester City di Roberto Mancini per l'esorbitante cifra (dato il ruolo del giocatore) di 16 milioni di euro più il difensore Savic.
Tempo fa avevamo invocato un ridimensionamento della squadra, una trasformazione, partendo però da alcuni punti fermi. Il più importante di questi punti era senz'altro Stevan Jovetic. Per tutta la campagna acquisti si sono rincorse voci su un'eventuale cessione del montenegrino, prima alla Juventus e poi al City. Per rassicurare la piazza e fare chiarezza è personalmente sceso in campo Andrea Della Valle, il quale, attraverso un progetto (finalmente) ambizioso e grandi promesse (come quelle di cessione del giocatore ad una grandissima squadra in futuro), ha convinto il fantasista viola a restare a Firenze ed essere il punto di forza della squadra.
Tutto questo è successo nell'ultimo mese d'estate, un'estate rovente più che mai in riva all'Arno.
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Ubicazione:
Firenze, Italia
lunedì 2 luglio 2012
Ancora di un altro livello...
Ieri sera si è diputata la finalissima del campionato europeo di calcio tra Spagna e Italia finita 4 a 0 per le "furie rosse". Il sogno italiano si è infranto quasi subito, con due reti nella prima frazione di gioco e altri due nella seconda.
La partita, se ce ne fosse stato bisogno, ha sottolineato la facilità di gioco, la voglia di vincere e la superiorità tecnica degli uomini di Del Bosque.
Forse il tecnico di Orzinuovi in questo caso non ha trovato il coraggio di far sedere in panchina quei giocatori che ci avevano trascinato in finale, ma che non si trovavano in condizioni di disputare il match. Prandelli ha voluto ringraziare gli uomini che avevano fatto grande l'Italia contro Inghilterra e Germania senza dar spazio a forze fresche che forse in questo caso avrebbero dato un altro apporto alla gara, per esempio Giovinco e Diamanti.
Dispiace per una partita non disputata dagli azzurri, anche se di fronte c'era la squadra più forte al mondo.
Il marchese Del Bosque (che di nome fa Vicente, come se si tratasse di un segno del destino) ha operato scelte coraggiose, come tenere spesso in panchina Fernando Torres e giocare senza una vera punta di ruolo, e si è aggiudicato l'ennesimo titolo della sua carriera oltre ovviamente alla riconoscenza di tutti i tifosi spagnoli.
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Ubicazione:
Kiev, Ucraina
venerdì 29 giugno 2012
Diamo a Cesare quel che è di Cesare !!
A Firenze conosciamo bene Cesare Prandelli, uomo di grande spessore umano e professionale, sposato con la filosofia del gioco e del lavoro.
Ieri sera siamo stati tutti spettatori di un grande successo della nazionale italiana contro la Germania di Low, Ozil, Neuer, Schweinsteiger, Muller ecc..
Abbiamo mostrato una faccia dell'Italia diversa da quella catenacciara del passato; un'Italia in grado di vincere attraverso il bel gioco e il coraggio di non cambiare identità di fronte agli avversari. Era fin troppo facile smettere di giocare, costruire barricate in difesa della porta...ma questo non fa parte della mentalità di Cesare Prandelli.
La Germania veniva da quindici vittorie consecutive, aveva fame di vittorie ed era data come la favorita del torneo insieme alle furie rosse, ma nonostante questo, abbiamo dato prova di saper gestire le difficoltà, sapere annientare i pericolosi avversari e, grazie ad uno strepitoso Balotelli, saper far male sotto porta.
Quella di ieri sera è sicuramente la vittoria di un gruppo che ha saputo fare quadrato, trovare una propria serenità interna, allontanare le voci che provenivano dall'esterno e mostrare un gran bel calcio, fatto di passaggi palla a terra, un solido centrocampo che ha saputo alternare grinta e fantasia con Pirlo, De Rossi, Montolivo e Marchisio, una difesa sempre attenta e una certezza in porta rappresentata da Gigi Buffon.
Nonostante quanto detto ritengo che il maggior merito delle belle prestazioni e vittorie contro Inghilterra e Germania siano figlie soprattutto di Cesare Prandelli, della forza, coerenza e coraggio con le quali ha fatto le sue scelte e le ha portate avanti fin qui. Non era semplice puntare, come ha fatto lui, su Cassano e Balotelli, rilegare in panchina il bomber Di Natale, Giovinco e un Diamanti sembrato in piena forma. Fin qui ha avuto ragione Cesare.
Se l'Italia non avesse espresso un gioco, se fosse stata eliminata ieri sera, o ancor prima, l'allenatore sarebbe stato accusato come primo responsabile del fallimento azzurro, quindi adesso, in situazione opposta, è giusto sottolineare quanto da lui fatto e dare a Cesare quel che è di Cesare.
Ricordo un'Italia vincente con Lippi, ma non ricordo un'Italia cosi bella ed autoritaria contro le grandi squadre.
Adesso voliamo a Kiev per la finalissima contro la Spagna...non sarà impresa facile battere i campioni d'Europa e del mondo in carica ma ci proveremo. Vincere il torneo sarebbe un sogno per milioni di italiani...ma comunque vada un gran sogno ci è già stato regalato da Cesare con questa splendida Italia.
Ieri sera siamo stati tutti spettatori di un grande successo della nazionale italiana contro la Germania di Low, Ozil, Neuer, Schweinsteiger, Muller ecc..
Per novanta minuti siamo stati superiori alla nazionale tedesca sul piano del gioco, delle idee, della mentalità.
Quella di ieri sera è sicuramente la vittoria di un gruppo che ha saputo fare quadrato, trovare una propria serenità interna, allontanare le voci che provenivano dall'esterno e mostrare un gran bel calcio, fatto di passaggi palla a terra, un solido centrocampo che ha saputo alternare grinta e fantasia con Pirlo, De Rossi, Montolivo e Marchisio, una difesa sempre attenta e una certezza in porta rappresentata da Gigi Buffon.
Nonostante quanto detto ritengo che il maggior merito delle belle prestazioni e vittorie contro Inghilterra e Germania siano figlie soprattutto di Cesare Prandelli, della forza, coerenza e coraggio con le quali ha fatto le sue scelte e le ha portate avanti fin qui. Non era semplice puntare, come ha fatto lui, su Cassano e Balotelli, rilegare in panchina il bomber Di Natale, Giovinco e un Diamanti sembrato in piena forma. Fin qui ha avuto ragione Cesare.
Se l'Italia non avesse espresso un gioco, se fosse stata eliminata ieri sera, o ancor prima, l'allenatore sarebbe stato accusato come primo responsabile del fallimento azzurro, quindi adesso, in situazione opposta, è giusto sottolineare quanto da lui fatto e dare a Cesare quel che è di Cesare.
Ricordo un'Italia vincente con Lippi, ma non ricordo un'Italia cosi bella ed autoritaria contro le grandi squadre.
Adesso voliamo a Kiev per la finalissima contro la Spagna...non sarà impresa facile battere i campioni d'Europa e del mondo in carica ma ci proveremo. Vincere il torneo sarebbe un sogno per milioni di italiani...ma comunque vada un gran sogno ci è già stato regalato da Cesare con questa splendida Italia.
venerdì 8 giugno 2012
L'ultimo successo iniziò proprio cosi...
Si apre oggi il Campionato europeo di calcio 2012 in Polonia e Ucraina, quattordicesima edizione di questo torneo organizzato dall'Uefa, che coinvolge le squadre più forti d'Europa: Spagna (campione in carica), Germania, Italia, Francia, Olanda, Inghilterra, Portogallo e molte altre..
La preparazione fisica ma anche, e soprattutto, mentale è prerogativa fondamentale per ambire ad un successo internazionale. Un'importante e piacevole eccezione fu l'Italia nel Campionato Mondiale 2006 in Germania, travolta da scandali e inchieste giudiziarie relative a Calciopoli che misero in seria difficoltà i nervi e la concentrazione dei giocatori azzurri poco prima dell'inizio della competizione. Nonostante tutto però gli azzurri riuscirono a battere la Germania in semifinale e poi la Francia di Zidane in finale ai rigori e coronando cosi un sogno dopo 24 anni.
Giungere a Kiev il 1° luglio per la finalissima sarebbe un sogno, anche se le squadre da battere sono moltissime e molto agguerrite, prima su tutte la Spagna, volenterosa di entrare nella storia con un altro grande successo.
Anche quest'anno, alla vigilia del torneo, la Nazionale viene scossa dal terremoto calcioscommesse, che sembrerebbe toccare più di un giocatore azzurro (Buffon, Bonucci e Criscito, già escluso dall'Europeo).
La situazione intorno alla squadra è praticamente analoga al 2006 e chissà che anche stavolta questo non faccia da isolante e collante all'interno del gruppo. Chissà che la bufera al di fuori del ritiro azzurro non permetta all'ambiente di trovare concentrazione, grinta e forza necessari per arrivare alle ultime battute del torneo. In fondo lo sappiamo...nelle difficoltà gli italiani danno il meglio di loro, nel calcio come nella vita.Giungere a Kiev il 1° luglio per la finalissima sarebbe un sogno, anche se le squadre da battere sono moltissime e molto agguerrite, prima su tutte la Spagna, volenterosa di entrare nella storia con un altro grande successo.
lunedì 14 maggio 2012
Campionato finito...voltiamo pagina!!
Un altro anno se ne va nella generale mediocrità della squadra viola; l'ennesima stagione senza risultati, senza traguardi, a vagare tra la gloria e il baratro.
Finalmente il campionato della Fiorentina ha trovato la sua conclusione, le somme sono state tirate, i verdetti decretati...la squadra di Della Valle trova la sua salvezza nella penultima giornata contro il Lecce, dopo aver sofferto per l'intero campionato.
Probabilmente il trio Della Valle-Corvino-Prandelli ci aveva abituato troppo bene, sia dal punto di vista del giuoco che dell'armonia che regnava all'interno della società gigliata, ma adesso abbiamo toccato davvero il fondo. La squadra ha bisogno di rigenerarsi, rinnovarsi completamente, trovare nuovi stimoli e nuova forza.
I punti fermi della squadra sono davvero pochi e le cose da cambiare sono tante, tantissime. Gli unici che, a mio avviso, si salvano sono Nastasic, Behrami e Jovetic. Sono questi i punti fermissimi dai quali il progetto deve rinascere. Una volta assicurati che questi 3 ragazzi abbiano le motivazioni per vestire la maglia (senza motivazioni via anche loro) allora dobbiamo cercare direttore sportivo e allenatore. Queste due figure sono di grande importanza nel calcio, in quanto la prima trova giocatori e la seconda li mette in campo, dando carattere, agonismo e una trama alla squadra. Per questo le scelte di Ds e allenatore non possono prevedere errori...altri errori. L'esperienza ci ha insegnato che il pubblico di Firenze, non essendo troppo abituato a vincere, chiederà soltanto una cosa al nuovo allenatore...il bel gioco. In questo senso una scelta azzeccata potrebbe essere Zeman in via di promozione in serie A con il suo Pescara. L'allenatore ceco, spesso contestato per la scarsa propensione difensiva, ha dimostrato quest'anno nella serie cadetta di poter dare spettacolo con un calcio veloce e vincente.
Alternative a Zeman potrebbero essere i sogni Spalletti e Benitez, anche se l'alto ingaggio rende quasi proibitive le loro candidature. Allora i dirigenti viola potrebbero dirigersi verso i meno gettonati Ranieri, Reja, ma anche Montella e Pioli.
Con l'arrivo dell'allenatore si potrebbe dare il via alla ricostruzione della squadra, cominciando dal portiere, passando per l'allontanamento degli elementi non utili al progetto per quanto riguarda difesa e centrocampo e arrivando infine al delicato reparto offensivo.
Questa stagione "in avanti" è stata caratterizzata dai mal di pancia di Alberto Gilardino, gli infortuni di Jovetic, gli errori sul mercato (Silva e Amauri). Adesso serve chiarezza e decisione per scegliere, e poi acquistare, una prima punta di assoluto valore e sicuro affidamento da affiancare a Jojo. In seguito è necessario anche l'acquisto di una buona alternativa che possa dare "respiro" al titolare.
Il campionato si è concluso soltanto ieri ma a luglio comincerà il ritiro in vista della nuova stagione e dovremo farci trovare pronti per non ripetere lo scempio calcistico visto quest'anno all'Artemio Franchi.
Ulteriore, e non meno importante, elemento da ritrovare è la coesione attorno alla squadra. La Fiorentina ha bisogno di sentire la presenza di Andrea (ma anche Diego) Della Valle, di vederli impegnati e coinvolti dal progetto viola altrimenti il rischio è che i primi a demotivarsi siano i giocatori..seguiti a ruota dai tifosi di Firenze.
Finalmente il campionato della Fiorentina ha trovato la sua conclusione, le somme sono state tirate, i verdetti decretati...la squadra di Della Valle trova la sua salvezza nella penultima giornata contro il Lecce, dopo aver sofferto per l'intero campionato.
La squadra ha iniziato il campionato con un allenatore, Mihajlovic, per poi passare ad un altro, Rossi, per poi terminarlo con un altro ancora, Guerini...segno di un'evidente difficoltà nell'amalgamare un gruppo, una dirigenza, una città.
Uniche gioie di questa triste stagione sono state le vittorie a Milano, sponda Milan, e a Roma, sponda giallo-rossa...per il resto il vuoto più assoluto.Probabilmente il trio Della Valle-Corvino-Prandelli ci aveva abituato troppo bene, sia dal punto di vista del giuoco che dell'armonia che regnava all'interno della società gigliata, ma adesso abbiamo toccato davvero il fondo. La squadra ha bisogno di rigenerarsi, rinnovarsi completamente, trovare nuovi stimoli e nuova forza.
I punti fermi della squadra sono davvero pochi e le cose da cambiare sono tante, tantissime. Gli unici che, a mio avviso, si salvano sono Nastasic, Behrami e Jovetic. Sono questi i punti fermissimi dai quali il progetto deve rinascere. Una volta assicurati che questi 3 ragazzi abbiano le motivazioni per vestire la maglia (senza motivazioni via anche loro) allora dobbiamo cercare direttore sportivo e allenatore. Queste due figure sono di grande importanza nel calcio, in quanto la prima trova giocatori e la seconda li mette in campo, dando carattere, agonismo e una trama alla squadra. Per questo le scelte di Ds e allenatore non possono prevedere errori...altri errori. L'esperienza ci ha insegnato che il pubblico di Firenze, non essendo troppo abituato a vincere, chiederà soltanto una cosa al nuovo allenatore...il bel gioco. In questo senso una scelta azzeccata potrebbe essere Zeman in via di promozione in serie A con il suo Pescara. L'allenatore ceco, spesso contestato per la scarsa propensione difensiva, ha dimostrato quest'anno nella serie cadetta di poter dare spettacolo con un calcio veloce e vincente.
Alternative a Zeman potrebbero essere i sogni Spalletti e Benitez, anche se l'alto ingaggio rende quasi proibitive le loro candidature. Allora i dirigenti viola potrebbero dirigersi verso i meno gettonati Ranieri, Reja, ma anche Montella e Pioli.
Con l'arrivo dell'allenatore si potrebbe dare il via alla ricostruzione della squadra, cominciando dal portiere, passando per l'allontanamento degli elementi non utili al progetto per quanto riguarda difesa e centrocampo e arrivando infine al delicato reparto offensivo.
Questa stagione "in avanti" è stata caratterizzata dai mal di pancia di Alberto Gilardino, gli infortuni di Jovetic, gli errori sul mercato (Silva e Amauri). Adesso serve chiarezza e decisione per scegliere, e poi acquistare, una prima punta di assoluto valore e sicuro affidamento da affiancare a Jojo. In seguito è necessario anche l'acquisto di una buona alternativa che possa dare "respiro" al titolare.
Il campionato si è concluso soltanto ieri ma a luglio comincerà il ritiro in vista della nuova stagione e dovremo farci trovare pronti per non ripetere lo scempio calcistico visto quest'anno all'Artemio Franchi.
Ulteriore, e non meno importante, elemento da ritrovare è la coesione attorno alla squadra. La Fiorentina ha bisogno di sentire la presenza di Andrea (ma anche Diego) Della Valle, di vederli impegnati e coinvolti dal progetto viola altrimenti il rischio è che i primi a demotivarsi siano i giocatori..seguiti a ruota dai tifosi di Firenze.
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lunedì 9 gennaio 2012
Leo Messi nella storia del calcio!
E con questo sono tre...tre palloni d'oro a soli 25 anni (da compiere il 24 giugno).
Stiamo parlando di Lionel Messi, fuoriclasse argentino del Barça, che oggi si è aggiudicato il terzo pallone d'oro consecutivo (distaccando largamente il rivale C. Ronaldo) ed è entrato di diritto nella storia del calcio.
Soltanto 4 giocatori (Johan Cruijff, Michel Platini, Marco Van Basten e Leo Messi appunto) sono riusciti a vincere per tre volte l'ambito premio che da oltre cinquant'anni premia il calciatore che più di ogni altro si ditingue per qualità, classe e trofei vinti nell'anno solare.
Il terzo Pallone d'oro arriva a coronamento di un anno incredibile, l'ennesimo, costellato di goal, assist, grandi giocate e tante vittorie. Il Barcellona infatti, guidato da uno strepitoso Leo, oltre ai soliti Iniesta e Xavi a centrocampo, ha vinto tutto ciò che era possibile vincere (Liga, Champions League, Supercoppa di Spagna, Super Coppa Uefa, Coppa del mondo per club).
Messi in questa squadra di extraterrestri si è distinto come uomo in più, giocatore capace di fare la differenza e di trascinare alla vittoria i catalani totalizzando 53 reti in 55 partite ufficiali e collezionando un numero impressionante di assist per i compagni.
C'è chi, nell'edizione precedente del Pallone d'oro, mormorava che altri avrebbero meritato di vincere al posto del giocatore di Rosario, ma una cosa è certa, se il criterio di assegnazione del premio è quello del talento, credo non si potesse premiare nessun altro giocatore che non fosse Messi.
I numeri e i trofei vinti dicono che Lionel è, ormai da anni, il giocatore più forte che attualmente calca i terreni di gioco: 5 volte la liga, 1 Coppa di Spagna, 5 Supercoppe di Spagna, 3 Champions League, 2 Supercoppe Uefa, 2 mondiali per club, 3 Palloni d'oro, 1 Fifa World player, 1 Scarpa d'oro, 1 Campionato del mondo Under-20 e un Oro olimpico con l'Argentina, 210 gol fatti in 295 partite ufficiali disputate nel Barcellona.
Ciò che invece dovremmo chiederci è se questo Messi possa davvero essere accostato al più grande giocatore della storia del calcio, cioè Diego Armando Maradona.
Se a livello tecnico il paragone può starci (entrambi hanno caratteristiche funamboliche palla al piede, altezza simile e stesso piede preferito, il sinistro), la cosa che più stona in questo confronto sono le vittorie del "Pibe de Oro" non solo in Spagna (col Barça) ma anche in Italia, alla guida di un Napoli, modesto, che arrivò a vincere 2 volte lo Scudetto alla fine degli anni '80. Inoltre sono da sottolineare le grandi vittorie di Maradona con la Nazionale Argentina (Messico '86) paragonate a prestazioni non troppo entusiasmanti della "pulce".
Quello che gli amanti del calcio, e i sostenitori di Messi, si augurano è che un giorno Leo, dopo aver vinto ancora molto con il Barcellona, decida di seguire le orme calcistiche di Diego e decida di portare il suo talento anche lontano dalla città di Gaudi, per dimostrare una volta per tutte che il paragone con Maradona non è poi cosi un'utopia.
Stiamo parlando di Lionel Messi, fuoriclasse argentino del Barça, che oggi si è aggiudicato il terzo pallone d'oro consecutivo (distaccando largamente il rivale C. Ronaldo) ed è entrato di diritto nella storia del calcio.
Soltanto 4 giocatori (Johan Cruijff, Michel Platini, Marco Van Basten e Leo Messi appunto) sono riusciti a vincere per tre volte l'ambito premio che da oltre cinquant'anni premia il calciatore che più di ogni altro si ditingue per qualità, classe e trofei vinti nell'anno solare.
Il terzo Pallone d'oro arriva a coronamento di un anno incredibile, l'ennesimo, costellato di goal, assist, grandi giocate e tante vittorie. Il Barcellona infatti, guidato da uno strepitoso Leo, oltre ai soliti Iniesta e Xavi a centrocampo, ha vinto tutto ciò che era possibile vincere (Liga, Champions League, Supercoppa di Spagna, Super Coppa Uefa, Coppa del mondo per club).
Messi in questa squadra di extraterrestri si è distinto come uomo in più, giocatore capace di fare la differenza e di trascinare alla vittoria i catalani totalizzando 53 reti in 55 partite ufficiali e collezionando un numero impressionante di assist per i compagni.
C'è chi, nell'edizione precedente del Pallone d'oro, mormorava che altri avrebbero meritato di vincere al posto del giocatore di Rosario, ma una cosa è certa, se il criterio di assegnazione del premio è quello del talento, credo non si potesse premiare nessun altro giocatore che non fosse Messi.
I numeri e i trofei vinti dicono che Lionel è, ormai da anni, il giocatore più forte che attualmente calca i terreni di gioco: 5 volte la liga, 1 Coppa di Spagna, 5 Supercoppe di Spagna, 3 Champions League, 2 Supercoppe Uefa, 2 mondiali per club, 3 Palloni d'oro, 1 Fifa World player, 1 Scarpa d'oro, 1 Campionato del mondo Under-20 e un Oro olimpico con l'Argentina, 210 gol fatti in 295 partite ufficiali disputate nel Barcellona.
Ciò che invece dovremmo chiederci è se questo Messi possa davvero essere accostato al più grande giocatore della storia del calcio, cioè Diego Armando Maradona.
Se a livello tecnico il paragone può starci (entrambi hanno caratteristiche funamboliche palla al piede, altezza simile e stesso piede preferito, il sinistro), la cosa che più stona in questo confronto sono le vittorie del "Pibe de Oro" non solo in Spagna (col Barça) ma anche in Italia, alla guida di un Napoli, modesto, che arrivò a vincere 2 volte lo Scudetto alla fine degli anni '80. Inoltre sono da sottolineare le grandi vittorie di Maradona con la Nazionale Argentina (Messico '86) paragonate a prestazioni non troppo entusiasmanti della "pulce".
Quello che gli amanti del calcio, e i sostenitori di Messi, si augurano è che un giorno Leo, dopo aver vinto ancora molto con il Barcellona, decida di seguire le orme calcistiche di Diego e decida di portare il suo talento anche lontano dalla città di Gaudi, per dimostrare una volta per tutte che il paragone con Maradona non è poi cosi un'utopia.
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martedì 19 luglio 2011
Un anno dopo...Cesare Prandelli
C'era una volta un Mister...
Cesare Prandelli, un allenatore, un insegnante di calcio come non se ne vedono più ma prima di tutto un uomo di spessore. Un uomo di intelligenza, rispetto e bontà paragonabili a pochi altri in questo mondo ricco di ipocrisia ed inganni chiamato calcio.
E' passato ormai un anno dall'addio del Mister, uno dei più amati dell'intera storia viola, un uomo capace di infiammare i tifosi, non con Champions League o dichiarazioni alla Mourinho bensi con il bel calcio, il fair play, la crescita dei giocatori più giovani, la disponibilità verso pubblico, adetti stampa e collaboratori oltre che giocatori. Un uomo in grado di portare più volte una squadra come la Fiorentina tra le prime in classifica, scavalcando certe volte la Roma, altre il Milan e mettendoci sempre la faccia nel bene e nel male.
Nell'arco di quattro anno e mezzo Firenze (insieme ai fiorentini) si è stretta intorno a Cesare, lo ha idolatrato, certe volte al punto tale da non vedere i suoi errori, e ne ha fatto il suo simbolo. Per anni i tifosi hanno vissuto in simbiosi col Mister, pendendo dalle sue labbra e amandolo più di ogni altro giocatore o presidente. Cesare Prandelli prima di tutto e tutti. Nella mente dei tifosi (come nella mia) era facile immaginare una squadra senza giocatori importanti, ma mai senza la sua guida in panchina.
Ciò che legava la squadra, i tifosi, la città al Mister era (ed è) un amore vero, incondizionato, una specie di dipendenza verso una persona che per anni ha dato tutto alla causa viola.
Chi dice che la Fiorentina degli anni Prandelliani ha vinto “zeru tituli” ha ragione ma certe volte il bel gioco, la passione e la sportività riescono ad avere la meglio sulle varie coppe.
Nel periodo in cui Cesare Prandelli si sedeva sulla panchina del Franchi abbiamo visto decine di belle partite, alcune delle quali verranno ricordate per sempre nella mente dei tifosi, come per esempio quel Juventus-Fiorentina 2 a 3 con gol di Osvaldo nel recupero. E poi ci sono molte partite di Champions, come contro il Lione, oppure le lezioni di calcio (sia all'andata che al ritorno) inferte al Liverpool di Benitez, Torres e Gerrard. Partite memorabili, ricche di emozioni e tensione, speranze e paure. Quegli anni sembravano un sogno, eravamo davanti ad una Fiorentina protagonista in campionato e mina vagante in Champions, con giocatori del calibro di Toni, Mutu, Frey, Montolivo e poi Gilardino, Jovetic ecc.. Sembrava che tutto fosse destinato a crescere, che finalmente la viola stesse mettendo le basi per arrivare un giorno ad un'importante vittoria.
Tutto questo però altro non era che un'illusione.
Tutto iniziò a consumarsi in una fredda serata di un anno e mezzo fa all'Allianz Arena di Monaco di Baviera.
Erano gli ottavi di finale di Champions League, l'andata, e tutta la città era ferma in attesa di quella che sarebbe diventata la partita della svolta di quel campionato, di un allenatore, di una squadra.
Il Mister mise in campo la squadra in grado di giocare a testa alta e controllare bene la velocità di Robben e Ribery sulle fasce. Le squadre si studiavano e nessuna delle due sembrava nettamente superiore all'altra. Tenere testa al Bayern Monaco, in Germania, è già di per se un'impresa e se aggiungiamo errori arbitrali macroscopici, come quelli che l'arbitro Ovrebo commise quella sera, diventa davvero troppo anche per gli uomini di Prandelli. Sull' 1 a 1 l'arbitro (con collaborazione del guardalinee) si inventò un capolavoro che permise al Bayern di vincere 2 a 1 con un gol nettamente in fuorigioco.
Tutto questo scatenò le ire di fiorentini e non solo al punto tale che per il ritorno, sotto la neve, lo Stadio Artemio Franchi era gremito. Tutti volevano una vendetta sportiva memorabile.
Il freddo, la pioggia e il nevischio non fermarono i 45mila tifosi viola pronti a dare battaglia alla squadra di Louis van Gaal.
La partita si rivelò emozionante, ricca di botta e risposta tra le due squadre e caratterizzata da un sostanziale equilibrio. Gli uomini di prandelli trovarono la via del gol per ben tre volte (Vargas e doppietta di Jovetic) fissando il risultato per 3 a 1...ma solo per pochi minuti perchè un gran tiro di Robben consenti al Bayern Monaco di trovare il gol qualificazione.
Quella partita è stata la svolta, in negativo, della stagione ma anche dell'anno successivo, della Fiorentina, che da allora non ha più saputo ritrovarsi.
Cesare Prandelli fu aspramente criticato dalla società per incomprensioni e atteggiamenti che lo allontanarono dalla panchina viola fino ad approdare un anno fa su quella azzurra della Nazionale.
Un anno dopo i tifosi orfani del loro Maestro e del loro simbolo si trovano davanti ad una squadra senza gioco, senza personalità, senza grinta e carattere. Una squadra ormai spenta, in totale contrasto con il pubblico fiorentino per le incolori prove fornite nello scorso campionato. Adesso a Firenze c'è una squadra senza il suo capitano (ieri nominato Gamberini), senza il suo numero 10 (Mutu venduto al Cesena), con l'incertezza di chi sarà il portiere titolare tra i vari Frey, Boruc, Neto ecc.. con un centrocampo da inventarsi e un attacco da rinforzare. Il tutto con l'aggiunta di un allenatore, Sinisa Mihajlovic, che in un campionato intero non è stato capace di trovare il suo modulo, i suoi uomini, il suo gioco.
Un anno dopo Cesare Prandelli ci troviamo davanti ad una doverosa ricostruzione da fare ma che tarda ad essere fatta, e non solo a livello di squadra ma anche di comportamenti tenuti in questo anno. E' stata davvero la cosa giusta lasciar andar via Mister Prandelli, dopo aver detto di voler diventare il nostro Ferguson, trattandolo come un traditore o un menzognero?
Forse non era il caso rinnovare la squadra, dati i brutti risultati in campionato dopo quella partita col Bayern Monaco, ma lasciando in panchina uno degli allenatori più bravi in circolazione?
Spero che la società si interroghi su questo e non abbia già catalogato questa vicenda come passata perché tutto quello a cui siamo andati e stiamo andando incontro in questo momento è frutto di quanto accaduto un anno fa.
Sono sicuro che i tifosi, ormai sempre meno vicini alla squadra, rimpiangono i cori al Mister, gli striscioni con scritto: “Spettatori del Prandelli Show”.
Nella vita, come ci insegna Antonello Venditti in una sua canzone, "certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano"; magari questo è il caso di Cesare Prandelli e Firenze...un amore forse destinato un giorno a rinascere.
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