venerdì 6 febbraio 2015

PRESENTAZIONE SALAH: "Voglio vincere con la Fiorentina"

Oggi è il turno di Mohamed Salah presentarsi in conferenza stampa. Queste le parole dell'egiziano proveniente dal Chelsea: "Il campionato italiano è di assoluto livello e credo che chi lascia l'Italia lo fa per ampliare i propri orizzonti e fare nuove esperienze".
Sul suo ruolo in campo: "Ho giocato nel Basilea come ala destra e sinistra nel 4-3-3 ma ho giocato anche come seconda punta".
Sui giocatori italiani ai quali si ispira: Ci sono tanti giocatori ai quali mi ispiro. Su tutti Totti, Del Piero e Batistuta".
Sul ritorno al Chelsea: "Non ho intenzione al momento di rientrare al Chelsea. Vorrei vincere più di un campionato e far bene con la Fiorentina".
Sulla scelta del numero: "Mi sembrava doveroso scegliere il 74 per la tragedia che ha colpito il mio paese nell'ultimo periodo a Port Said".
Su Mourinho: "Ho parlato con lui per chiedere di lasciare il Chelsea e sono stato accontentato".
Sugli atteggiamenti nei confronti del Maccabi Tel Aviv: "Ho giocato le due partite senza problemi. Non ho mai dichiarato quello che è uscito sui giornali ma non mi va di parlare di queste cose. Sono state invenzioni della stampa".
Su Cuadrado: "Ci sono molti aspetti nei quali devo migliorare. Cuadrado è un grande giocatore, lo stimo molto. So che era molto amato da Firenze e spero presto di entrare anch'io nel loro cuore".
Sul problema della lingua: "Nelle mie due precedenti esperienze europee parlavo sempre in inglese. Comunque spero di imparare presto la lingua italiana e penso che già da lunedì mi metterò a studiarlo".
Sulle prime impressioni di Firenze: "Prima di venire a Firenze ho avuto modo di parlare con Hegazi e mi ha spiegato tutto della città e della squadra. Mi trovo già bene col gruppo e la città è fantastica".
Sull'inserimento nella lista Uefa: "Sono contento e triste allo stesso momento. Mi dispiace per i giocatori che sono stati esclusi ma sono comunque felicissimo di questa scelta del mister".
Sulla scelta della Fiorentina: "Ci ho pensato un po' ma poi la mia scelta è ricaduta sulla Fiorentina. C'erano altre squadre, lo so, ma adesso sono qui e non vedo l'ora di iniziare".
Sulle condizioni fisiche: "Sono qui per giocare e il mio intento è quello di farlo sempre. Spero di essere pronto già per la gara di domenica".

giovedì 5 febbraio 2015

PRESENTAZIONE ROSI: "Fiorentina un sogno. Qui con voglia e umiltà"

Aleandro Rosi, nuovo acquisto della Fiorentina, si è presentato alla stampa e ai tifosi viola con queste parole: "Per me è un sogno. Arrivo con grande voglia, grande volontà e umiltà. Mi metto a disposizione e ce la metterò tutta. Il modulo ideale per me è il 3-5-2. 
I viola affrontati da avversario? Con il Genoa è stata una gara molto equilibrata, con molte occasioni, mentre a Roma ho visto che hanno fatto un grande risultato e una grande partita. L'anno scorso già si parlava di un'eventualità con la Fiorentina, poi è successo tutto in fretta. Per me è un regalo, una grande opportunità, e cercherò di dare il massimo. Ringrazio tutti, da Pradè a Montella che mi conoscono, sono qui per dare il massimo.
La vittoria sulla Roma da ex giallorosso? Il giorno prima ero a casa, poi mi sono ritrovato in panchina a osservarli. E' stato molto bello, e poi c'è stato un grande risultato. Esordire così è stato magnifico. Dispiace per la Roma, ma sono a Firenze e penso solo alla Fiorentina. Nella mia carriera ho cercato di dare sempre il massimo, non so se ci sono sempre riuscito. Ma questa rimane una grande opportunità, Montella mi conosce e sono pronto a sputare sangue per questa squadra. 
Montella? L'ho sentito il giorno della firma, e il fatto che mi abbia detto di venire subito non ha fatto altro che darmi ulteriore stimolo ed entusiasmo. Sotto questo profilo è cominciata benissimo questa avventura. 
Gli allenamenti? In questo giorno sto imparando a capire come lavora questo gruppo. A Genova si lavorava molto sull'aspetto fisico, ma conoscevo già Montella e i suoi metodi di lavoro, quindi conto di potermi inserire subito al meglio. 
Obiettivi? Lavoriamo giorno per giorno, la Champions sarebbe un bellissimo obiettivo. Permettetemi, però, di ringraziare in chiusura in particolare la famiglia Della Valle che mi ha regalato questa grande opportunità".

venerdì 30 gennaio 2015

MONTELLA: "Cuadrado via? Mi dispiace ma era inevitabile"

Vincenzo Montella ha parlato in conferenza stampa nel giorno dell'addio di Cuadrado a Firenze e alla vigilia di Genoa-Fiorentina.
Queste le parole del tecnico sulla partenza del colombiano: "Sono sincero, era una situazione inevitabile: da allenatore mi dispiace ma a livello tecnico se è stato pagato così tanto vuol dire che ne valeva la pena. Arriverà un giocatore come Salah che si dovrà adattare al nostro calcio, un campionato che è diverso da quello svizzero e quello inglese; Cuadrado sa fare anche più ruoli rispetto a lui. Servirà un vice-Joaquin se vogliamo giocare con il 3-5-2, altrimenti dovremo cambiare schema di gioco ma sarebbe un peccato".

Sulle eventuali distrazioni: "Non è colpa di nessuno, non dobbiamo assolutamente essere distratti e non avere alibi. Domani servirà la massima attenzione".

Su Salah: "E' un giocatore che garantisce la copertura della fascia nel 4-3-3 e la seconda punta, è un giocatore top però. Mi auguro che si possa trovare un quinto di centrocampo anche se trovarlo del livello di Cuadrado è difficile".

Su Gilardino e Diamanti: "Conoscono il nostro campionato, sono in grado di giocare".

Sulla condizione della squadra: "Badelj è recuperato, Aquilani non sarà tra i convocati: ha fatto solo metà allenamento ieri. Il Genoa ha caratteristiche diverse da noi, dovremo adattarci a loro che hanno giocatori di corsa. Dovremo essere più bravi di loro ad indirizzare la partita".

Ancora su Cuadrado: "Ci ha sempre dimostrato gioia nel giocare e professionalità. Sono contento per lui perché è andato a giocare in una squadra di grande livello".

Sui tanti big andati via dall'Italia: "Oggi sono un po' più triste ma il calcio è questo, ci sono risorse in altri campionati, è un dato di fatto. Il nostro appeal è diminuito".

Sulle parole di Raiola e Babacar: "Rispetto sempre le opinioni altrui, specie quando sono disinteressate... Babacar ha avuto il suo spazio. Il senegalese e Gomez insieme? Dipende dalla partita, sicuramente sono calciatori che possono coesistere".

Sugli obiettivi della squadra: "Io sono sempre fiducioso".

Su eventuali cambi in lista UEFA: "Due sono usciti e due entreranno, ci sono due esclusi che per quello che hanno fatto in campionato meritano di essere inclusi (Joaquin e Mati Fernandez, ndr)".

Su eventuali centrocampisti: "Non basta un centrocampista per cambiare modulo".

Sui pericoli della gara di domani: "Temo molto il Genoa, sta bene fisicamente ed ha idee: mi aspetto una gara diversa rispetto all'andata dove c'è stato un monologo".

Sulla rabbia del Genoa per i torti arbitrali: "Non penso che influenzerà il match, ci sarà un arbitro che a me trasmette sempre tranquillità anche se sbaglia".

mercoledì 17 dicembre 2014

Il Tottenham nel destino dei viola

Anche stavolta l'urna di Nyon non ha sorriso alla Fiorentina. Il club dei Della Valle, nonostante l'ottimo percorso europeo e il primato nel girone, si troverà ad affrontare il temibile Tottenham.
Le possibili avversarie dei viola ai sedicesimi di finale di Europa League erano molte e di differente pericolosità: si andava dal Dnipro all'Aalborg, passando per il Trabzonspor. Tutte squadre, queste, non certo irresistibili. Il destino, invece, ha voluto complicare subito la strada alla Fiorentina con un accoppiamento da brividi, se pensiamo che a febbraio i ragazzi di Montella calcheranno il manto erboso di White Hart Lane. La gara di andata, infatti, verrà disputata a Londra il 19 febbraio, mentre per vedere al Franchi Lamela e compagni occorrerà aspettare altri sette giorni. Un vantaggio, quello di giocare il ritorno tra le mura amiche, non da poco, considerando il clima caldissimo che caratterizza ogni partita del calcio inglese. 
Il Tottenham, forse ancor più del Liverpool, era un'avversaria da evitare perché autentica mina vagante: in Premier League non ha ancora battuto una big, collezionando sette vittorie, tre pareggi e sei sconfitte in sedici giornate, condite con venti gol segnati e ventidue subiti. Un ruolino di marcia non certo esaltante. Di contro, però, la Fiorentina dovrà far attenzione ad alcuni grandi giocatori presenti tra le fila degli 'Spurs', come per esempio Eriksen, Adebayor, Chadli e lo stesso Lamela, uomini in grado di accendersi improvvisamente nelle partite che contano.
Un aspetto da non sottovalutare è il diverso modo di giocare delle due squadre: gli avversari hanno grandi individualità, ma una scarsa concezione del gioco corale; la Fiorentina, nonostante possa vantare spiccate doti a livello di singoli, ha basato la sua manovra sulla collettività. Un'arma che può rivelarsi determinante, perché dove non arriva il singolo con un colpo di genio può arrivare la squadra, intesa come gruppo di calciatori dediti alla stessa causa. 
Ciò che forse dovrebbe spaventare maggiormente i gigliati è la grande intensità degli inglesi, negli ultimi anni mal digerita dal calcio italico. Se i viola riusciranno a far girare il motore ad un numero di giri più elevato del solito, potranno certamente dire la loro sul piano della tecnica e della classe. 
Tutto questo ci fa pensare ad un match tanto aperto nel risultato finale quanto spettacolare. Battere gli uomini di Pochettino significherebbe lanciare un segnale forte e chiaro a tutte le pretendenti alla vittoria finale, candidandosi di fatto tra le favorite. Intanto in città, superato il disappunto per lo sfortunato sorteggio, serpeggia un timido ottimismo e una profonda impazienza per una partita che nessuno vuole perdere: il Tottenham e le compagnie aeree che coprono la tratta Firenze-Londra sono avvertite, Firenze ci sarà!

domenica 26 ottobre 2014

Il Classico è del Real, ma i segnali sono incoraggianti

Risveglio amaro questa mattina per gli appassionati di calcio di fede blaugrana. Il classico di ieri sera non è andato come molti si aspettavano, ma ha comunque dato alcune risposte positive. 
Se ci chiedevamo se il Real Madrid fosse più forte del Barça, la risposta è sì. Se ci interrogavamo sul fatto che la squadra di Luis Enrique potesse essere competitiva per vincere la Liga, la risposta è di nuovo sì . 

È vero, i blancos hanno vinto bene: sono riusciti a ribaltare il risultato, hanno segnato il terzo gol e non hanno corso troppi rischi, quantomeno nel secondo tempo. Ma è altrettanto vero che Messi e compagni non sono usciti dal campo ridimensionati come alcuni temevano. Il possesso palla è stato, ancora una volta, a favore degli azulgrana, ci sono state delle occasioni per rientrare in gara, e i gol (il primo e il terzo) vengono da errori individuali. Nell'analisi della gara non possiamo tralasciare alcuni importanti dettagli: innanzitutto, ieri sera in campo c'erano Piqué, Busquets, Suarez non in condizione. Il primo è irriconoscibile rispetto ai tempi di Guardiola. Ha compiuto anche alcuni interventi degni di nota, ma gli errori pesano tanto sulla sua prestazione. Il secondo continua a giocare (e ad essere impiegato) nonostante soffra di problemi fisici che ne limitano le qualità e il rendimento. Suarez, infine, pur andando oltre alle più rosee aspettative, ha una condizione atletica viziata dal lungo stop impostogli. 
Giocare un classico al Bernabéu con questi tre elementi in campo dal primo minuto, forse, è stato un azzardo. E quindi arriviamo a Luis Enrique. Lungi da me attaccare il tecnico nato a Gijón , specie dopo un avvio di stagione decisamente positivo (ricordiamo che il Barça è ancora primo in Liga), ma certamente alcune sottolineature sono necessarie. Oltre alla scelta di impiegare Piqué, non ho ben capito la decisione di mettere in campo Suarez dall'inizio. I problemi principali per il Barcellona sono nati sulle fasce, dove gli esterni Marcelo e Carvajal hanno decisamente stravinto la sfida. Forse Pedro avrebbe da un lato preoccupato maggiormente la difesa avversaria e dall'altro avrebbe dato maggiore copertura di Suarez. 
Ma le perplessità maggiori nascono anche da altro: Mascherano in difesa è stato fondamentale, ha salvato il risultato con interventi meravigliosi, ma non poteva essere schierato a centrocampo al posto di Busquets? Centrale di difesa non poteva esserci Mathieu, con Alba esterno a sinistra (era in panchina)? Il calcio è bello perché ognuno ha le sue opinioni, ma sta di fatto che la squadra scesa in campo ieri sera non era la stessa delle precedenti partite. Quindi, l'ottimismo che vorrei diffondere questa mattina è dettato da tutti questi fattori: l'allenatore al primo confronto con il Real Madrid, alcuni giocatori non in condizione, errori individuali che si sono rivelati decisivi...tutte cose migliorabili col tempo. Il Barcellona ha ampi margini di crescita, perché Luis Enrique imparerà molto sbagliando, perché Suarez tornerà a far paura agli avversari per grinta e fame di gol, perché Piqué prima o poi dovrà tornare un grandissimo difensore. 
Il Real Madrid all'italiana di Carlo Ancelotti oggi è più forte del Barça, ma il progetto blaugrana è nato soltanto pochi mesi fa e c'è tutto il tempo per tornare ad essere i migliori. 

mercoledì 15 ottobre 2014

Fiorentina su le maniche, ti aspetta un altro tour de force

Nell'era del calcio spezzatino e delle infinite discussioni pro e contro la moviola, la Fiorentina si trova a dover scendere in campo praticamente ogni tre giorni. Il primo tour de force della stagione si è appena concluso: tra campionato ed Europa League sono state sette le partite disputate dai ragazzi di Montella in appena ventidue giorni. Dalla gara casalinga contro il Genoa del 14 Settembre, fino alla grande vittoria contro l'Inter, passando per Guingamp, Atalanta, Sassuolo, Torino e Dinamo Minsk. Ciclo di partite ravvicinate che, a conti fatti, è stato positivo per i viola se pensiamo che ci sono state quattro vittorie e tre pareggi, undici gol fatti e soltanto uno subito. Tra le squadre impegnate nelle coppe, la Fiorentina è stata l'unica a non perdere mai: la Juventus di Allegri ha perso in Champions League contro l'Atletico Madrid; La Roma è uscita sconfitta, tra le polemiche, dallo Juventus Stadium; ben peggio dei viola hanno fatto Napoli, Inter e Torino.
Al termine di questo tour de force, dieci giocatori della rosa viola sono partiti per vestire i colori delle proprie Nazionali. Forse la sosta non è arrivata nel momento migliore, dato che c'erano state due vittorie in appena quattro giorni, ma, se non altro, ha permesso a diversi giocatori di rifiatare e recuperare. Tra questi c'è sicuramente Borja Valero, apparso sottotono dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Lo spagnolo, rimasto seduto in panchina per novanta minuti contro i nerazzurri, rimane un giocatore fondamentale nel centrocampo gigliato e tutti i tifosi sperano di rivederlo prestissimo sui suoi livelli. Almeno altri due attesissimi giocatori potrebbero aver tratto beneficio dall'interruzione del campionato: Mario Gomez e Marko Marin. Il primo aspetta di tornare a disposizione e ritrovare la migliore condizione; il secondo si allena con il gruppo già da un mese e dovrebbe figurare per la prima volta tra i convocati. Rientri importanti in vista del secondo tour de force. Da domenica prossima comincia un altro trittico di partite che, a differenza del precedente, vedrà la Fiorentina confrontarsi con molte pretendenti all'Europa. Si comincerà con la gara del Franchi delle 12:30 contro la Lazio, sfida che potrebbe valere il sorpasso sui biancocelesti; poi verrà la volta della trasferta europea contro il PAOK di Salonicco; Domenica 26 alle 20,45 la squadra di Montella cercherà di sbancare San Siro sponda Milan per la terza volta in tre anni; Dopodiché i viola affronteranno l'Udinese il 29 ottobre nel turno infrasettimanale, la sorprendente Sampdoria di Mihajlović in trasferta il 2 novembre e poi la sfida di ritorno in Europa League contro il PAOK. La lunga serie di partite terminerà con quella al Franchi alle 18 del 9 novembre contro il Napoli, un'ottima occasione di rivincita dopo la cocente sconfitta all'Olimpico in finale di Coppa Italia.

mercoledì 8 ottobre 2014

Rinnovi e nuovi accordi: ecco cosa bolle nel pentolone viola

Anche con la stagione già cominciata il mercato continua a tenere banco. E la Fiorentina sta lavorando al rinnovo di cinque giocatori viola.
Uno di questi è, ovviamente, Juan Guillermo Cuadrado. Il colombiano sembrava destinato a prendere la via di Barcellona o Manchester sponda United e la separazione tra il giocatore e il club dei Della Valle veniva ormai data per certa ed inevitabile. Ma per Cuadrado, forse anche a causa dell'alto valore di mercato attribuitogli dalla Fiorentina, non sono arrivate offerte concrete e soprattutto ritenute soddisfacenti. E cosi il colombiano è rimasto a Firenze. Adesso il ds Daniele
Pradé e il direttore tecnico Eduardo Macia, insieme al presidente esecutivo viola Mario Cognigni e al manager del giocatore Alessandro Lucci dovranno discutere e definire il nuovo contratto. La richiesta è per un allungamento e soprattutto un adeguamento economico, in linea con i 40 e passa milioni di euro chiesti da Andrea Della Valle per l'eventuale cessione del numero 11 viola. Che alla luce di questo mira ad un ingaggio da vero top player. Cuadrado, che al momento guadagna "soltanto" un milione e duecentomila euro, vorrebbe avvicinarsi in modo sensibile agli stipendi dei big viola Mario Gomez e Giuseppe Rossi. La società al momento parte da una base di due milioni, con la possibilità di girare al giocatore la percentuale di una eventuale cessione. E' previsto anche l'inserimento di una clausola rescissoria intorno ai 35 milioni di euro.
Altra situazione che preoccupa il tifo gigliato è quella relativa a Alberto Aquilani. Il centrocampista romano in questo avvio di stagione si sta dimostrando uno dei giocatori più in forma della squadra: corre, imposta, recupera palloni e segna. Il suo contratto scadrà nel 2015, quindi quindi dall'inizio del prossimo anno l'ex giocatore del Liverpool sarà libero di trattare con altri club. Al momento l'accordo tra le parti non è stato trovato anchese la discussione è stata avviata: La società viola propone un biennale con decurtazione del quindici per cento sugli emolumenti oggi incassati. Nell'attesa il procuratore del centrocampista, Franco Zavaglia, fa sapere di non essere fiducioso, nonostante la disponibilità data dal suproprio assistito e più volte ribadita negli ultimi tempi. Certo che Firenze spera di non rivivere un Montolivo bis.
Terzo giocatore nel taccuino di Pradé e Macia è Norberto Neto. Il portiere classe 1989 si trova nella stessa situazione di Aquilani: a fine stagione potrebbe lasciare la Fiorentina. Non è difficile immaginare che il numero uno brasiliano possa essere entrato nel mirino di molte squadre importanti grazie alle buonissime prestazioni sfoderate fin qui. Un anno fa di questi tempi in pochissimi credevano in lui: Montella fu uno di questi. Lasciarselo sfuggire cosi sarebbe un peccato capitale. 
Lo avevano dato per finito, quasi per disperso. Adesso, invece, Juan Manuel Vargas è un elemento da tenere in considerazione: può giocare in più ruoli, ha esperienza, fisicità e personalità. Tutte doti che in campo e nello spogliatoio fanno un gran comodo. I dirigenti, dopo essere stati ad un passo dalla cessione, stanno pensando ad un prolungamento del contratto in scadenza a giugno. Le discussioni al momento sono in fase preliminare, ma non si escludono novità a breve.
Arriviamo, infine, al gioiellino Federico Bernardeschi. Per il giovane nato a Carrara si sta discutendo un prolungamento di contratto con adeguamento dell'ingaggio, a testimonianza della volontà della società di blindare il giocatore. Da parte sua non esiste alcuna incertezza: da dodici anni indossa la maglia viola e non ha intenzione di andarsene proprio adesso che sta diventando un protagonista. Può essere lui il futuro della Fiorentina e il simbolo di un calcio italiano che deve imparare a credere nei propri giovani.