mercoledì 7 maggio 2014

Rossi: "Ho passato momenti duri. Adesso sto bene"

A distanza di quattro mesi, Pepito Rossi torna in campo e segna la sua rete numero 15 in campionato. Questo pomeriggio l'attaccante viola prende la parola in sala stampa. 

Queste le sue parole a proposito di come ha vissuto gli ultimi mesi: "Sono stati mesi molto duri, con tanto lavoro con Luke Bongiorno ma con l'appoggio della famiglia e della squadra. Ora sto bene, devo ringraziare tutti".

Sul gol segnato ieri: "E' stato molto bello segnare, peccato che il Sassuolo ne avesse segnati già quattro... la dedica va come sempre a mio padre, alla mia famiglia e in tribuna e ai tifosi viola, che mi hanno sostenuto".

Sulla Nazionale ed il Mondiale: "Per andare in Nazionale devo giocare e devo dimostrare di star bene fisicamente. Ci penso ma ci sono tante cose che devo fare con la Fiorentina, dobbiamo prima blindare il 4° posto e poi chiudere bene la stagione contro il Torino".

Se ha avuto paura che la sua carriera fosse finita "Non ho mai avuto paura, era più il dispiacere per non aver avuto continuità dopo quattro bei mesi con la Viola. Non ho potuto dimostrare quello che posso fare in campo. La voglia di tornare protagonista è stata molto più forte della paura".

Sulla gara col Livorno e Rinaudo: "Il 5 gennaio sanno tutti cos'è successo. Se vedrò Rinaudo gli stringerò la mano, so che ha fatto solo un intervento di gioco. Con Rinaudo ci sono stati contatti e l'ho ringraziato per questo".

Se non dovesse partire per il Brasile: "Non so cosa farei, a me piace sempre pensare positivo: io ci penso ancora".

Se si sentirebbe pronto per disputare il Mondiale: "Certo che sono pronto, sono pronto per le ultime due partite in viola e per qualsiasi cosa. Mi sento bene, qualsiasi cosa mi chiedono di fare lo faccio".

Sul sostegno dei compagni: "Ho avuto grande sostegno da parte di tutti, anche da altre società di calcio".

Sulle ambizioni dei Della Valle: "La squadra che abbiamo adesso è forte, quest'anno siamo stati sfortunati con infortuni in momenti chiave: il ko di Mario e la squalifica di Borja su tutti. Sono molto orgoglioso di quello che ha fatto la squadra quest'anno".

Sulle scene di sabato sera all'Olimpico: "Dispiace molto per quello che è accaduto, tutti si aspettavano una partita di calcio. Non è un bello spot per noi italiani e per la Serie A. Qualcosa deve essere cambiato e migliorato".

Se è pronto per partire titolare già da domenica: "Non lo so, deciderà il mister".

Sul contrasto di ieri: "Sono contento di averlo subito, in allenamento ne subisco sempre pochi".

Su dove sarebbe stata la Fiorentina con Rossi in campo per tutto l'anno: "Non lo so proprio, ci sono stati degli infortuni importanti e purtroppo questo fa parte del calcio".

Sul ritorno di Gomez in gruppo: "Speriamo davvero tanto di poter giocare insieme prima della fine della stagione, vedere un campione come Mario fa bene: sta lavorando davvero tanto per esserci, glielo auguro davvero".

Sulla classifica cannonieri: "Spero la vinca un italiano. Ai vertici c'è Ciro Immobile, spero la vinca lui".

Sulla stima che sente attorno: "Ringrazio tutti per la stima che vedo intorno a me, anche su Twitter. Voglio continuare a fare il meglio".

lunedì 5 maggio 2014

MONTELLA: "Sogno una squadra più forte. Abbiamo le idee chiare"

Due giorni dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia, la Fiorentina torna a pensare al campionato: domani sera l'avversario sarà il Sassuolo. In sala stampa prende la parola Vincenzo Montella. 

Queste le parole del tecnico viola in merito alle scene del pre gara di sabato sera: "E' controproducente continuare a parlare di queste scene, dobbiamo passare la palla a chi di dovere e risolvere questo grande problema".

Sul Sassuolo: "Abbiamo la possibilità di chiudere la stagione in un modo di alto profilo, vogliamo conquistare il 4° posto perché sarebbe un ottimo risultato".

Sugli obiettivi della prossima stagione: "Mi auguro di parlare con i Della Valle dopo il raggiungimento del 4° posto, così saremo più libero dai pensieri. Come allenatore devo fare delle valutazioni e vorrei allenare una squadra più forte con maggiorni pressioni. E' necessario fare qualcosa in più, questa squadra ha dato il massimo e forse ancora di più".

Su come si riparte dopo la delusione di sabato: "E' facile ripartire, la nostra tifoseria ha dimostrato grande partecipazione e maturità, quasi inusuale. Per noi è un orgoglio per quello che è stato fatto: abbiamo una grossa responsabilità. Domani abbiamo una responsabilità importante per coronare la stagione".

Sulla valutazione complessiva della stagione: "Dobbiamo fare elogi a questa squadra e alla società, che con un fatturato ridotto rispetto alle big è riuscita a competere per certi traguardi: è un dato oggettivo questo e dobbiamo fare merito a questi uomini".

Sul mercato che verrà: "Rispetto allo scorso anno non possiamo fare parallelismi: per migliorare la squadra bisogna tenere i migliori e comprarne altrettanti. Non serve vendere per fare un grande mercato".

Sui primi 20' di Fiorentina-Napoli: "Non usiamo alibi, abbiamo iniziato a giocare solo dopo 20 minuti: altre squadre sotto 2-0 si sarebbero sbriciolate mentre noi con raziocinio ce la siamo giocata fino al 90'".

Sulle scelte di domani: "A livello fisico è stata una partita molto dispendiosa, vedrò quali giocatori avranno più risorse: siamo in grado di sostenere una partita indipendentemente da chi scenderà in campo".

Sull'affetto dei tifosi: "La partecipazione dei tifosi sia a Roma che ieri pomeriggio ci danno orgoglio e responsabilità".

Sull'impegno dei Della Valle: "L'entusiasmo dei fiorentini nella sconfitta è più forte della delusione di quanto visto sabato sera".

Sulle condizioni fisiche della squadra: "Oggi valuterò ogni componente".

Su Rossi titolare: "Sarebbe una forzatura, ha dimostrato di essere guarito: non ci deve però essere fretta né da parte mia né da parte sua".

Sul rinnovo del Ds Pradè: "Che io sappia è una formalità il suo rinnovo, si è guadagnata la sua fiducia nel tempo così come Macìa"

Sui pezzi mancanti per migliorare la rosa: "Le idee ce le abbiamo, non saprei dire il numero preciso ma qualcosa si può fare".

Su cosa prova da napoletano sui cori sul Vesuvio: "Mi è successo spesso: magari chi lo canta sarà a Napoli quando il Vesuvio erutterà.."

domenica 4 maggio 2014

La Coppa della vergogna

Il giorno dopo Fiorentina-Napoli valida per la finale di Coppa Italia, Firenze si sveglia indignata e incredula. La gara dell'Olimpico di ieri è stata turbata dagli avvenimenti che hanno scosso l'ambiente e l'atmosfera. La serata doveva essere un'opportunità di festa, l'occasione giusta per vivere emozioni che, nel capoluogo toscano, raramente abbiamo la possibilità di vivere. 
Ciò che più rimane negli occhi dei tifosi, e di chi scrive, è la totale incapacità dello Stato italiano, prima ancora delle istituzioni calcistiche, di far rispettare le regole, di tenere la situazione sotto controllo e mantenere l'ordine pubblico. La figura che Renzi, Grasso, Bindi e i vertici del calcio hanno fatto in mondovisione ieri sera è stata tremenda e agghiacciante. Un capo ultras del Napoli, Genny 'a carogna, ha tenuto per quasi un'ora in scacco le autorità e, di conseguenza, cinquantamila tifosi giunti a Roma per incoraggiare la propria squadra, tifare civilmente e festeggiare in caso di vittoria.
Vorrei che qualcuno mi spiegasse come è stato possibile tutto ciò. Se io, privato cittadino, commetto un reato, mi prendono e mi sbattono dentro. Perché il signor Gennaro De Tommaso ha potuto sedersi sulla balaustra, esibire la maglietta con scritto "Speziale libero", dettare legge e decidere se giocare o meno senza che nessuno muovesse un dito per fermarlo?
Come è possibile credere ancora nel calcio? Nel momento in cui un padre ha paura a portare allo stadio il figlio, credo che non si tratti più di uno sport. 
Come possiamo credere ancora nello Stato e nelle sue norme? Come possiamo sentirci sicuri in un paese che non protegge gli indifesi e non condanna i colpevoli? 
Sono 15 anni che sento parlare di leggi, provvedimenti, maggiore sicurezza e pugno duro, ma niente è cambiato. Si susseguono presidenti del consiglio, presidenti del Coni, vertici della FIGC ma tutto rimane tale e quale. A cosa servono il Daspo e la tessera del tifoso se poi mi ritrovo sul seggiolino accanto un teppista, un violento, un facinoroso che minaccia me e il regolare svolgimento di una manifestazione sportiva? 
E' l'ora di smettere con le cure palliative e pensare (ed attuare, seriamente) dei provvedimenti che emarginino questi personaggi nocivi e diano spazio alla parte buona del calcio, quella parte che conosce sfottò, cori, prese di giro ma anche rispetto e civiltà.
La Fiorentina è uscita dal campo sconfitta ieri sera, ma Firenze e i fiorentini possono camminare a testa alta, riconoscendosi il merito di essere esempi di sportività e legalità come pochi ce ne sono nel bel paese.

venerdì 2 maggio 2014

Riportate la Coppa Italia a Firenze!

Una manciata di ore ci separano dalla finalissima. La Coppa è veramente a portata di mano. Soltanto il Napoli del recuperato Higuain si frappone tra Firenze e il suo attesissimo Sogno.
Ormai da giorni la città vive freneticamente, ansiosa di assaporare una serata che si preannuncia spettacolare, indimenticabile, forse da raccontare. Tutti quanti si rendono conto che stiamo facendo una piccola parte della gloriosa storia di Firenze e della Fiorentina, e tutti vogliono dare il loro contributo. Il cuore pulsante del tifo fiorentino ha risposto con grande entusiasmo e calore: oltre 26mila tifosi, infatti, saranno all'Olimpico questa sera per festeggiare, o ringraziare, i loro pupilli in maglia viola. Comunque andrà ci saranno tanti applausi. I ragazzi di Montella in questa stagione hanno fatto qualcosa di eccezionale: confermare il quarto posto in campionato, disputare una eccelente Europa League e arrivare in finale di Tim Cup, il tutto condito, non dimentichiamolo, da assenze pesantissime, come nessun altro in Serie A ha dovuto affrontare, non è cosa assolutamente semplice e scontata. 
La Coppa Italia adesso è veramente ad un passo. Benitez e il suo gruppo renderanno le cose difficilissime. Sarà estremamente complicato mettere il tassello che manca a questa annata, a questa squadra, a questa società. La vittoria sarebbe importante da più punti di vista: per la città, che la merita per l'attaccamente che ha sempre dimostrato; per Andrea Della Valle, che comincerebbe cosi a riempire la mensola (ancora vuota) dei trofei; per l'entusiasmo che porterebbe sia nella società, che forse sarebbe spronata ad investire ulteriormente, sia nei giocatori, convincendoli (se ce ne fosse bisogno) ad approdare a Firenze o a rimanere in riva all'Arno (vedi Cuadrado).
Come detto, la partita sarà eccitante e la vittoria fondamentale. Tutta la Firenze calcistica sta vivendo un Sogno atteso 13 lunghi anni, ma sappiamo che anche i sogni hanno bisogno di frammenti di realtà per non cadere come castelli di sabbia. Quindi forza ragazzi, riportate la Coppa Italia dove merita...magari con un gol di quel piccoletto col numero 49. Sarebbe un Sogno dentro il Sogno..

venerdì 25 aprile 2014

MONTELLA: "Rossi non ci sarà a Bologna. Gomez forse a settembre"

Alla vigilia della partita contro il Bologna, e con in mente la finalissima di Coppa Italia del 3 maggio, Vincenzo Montella prende la parola in sala stampa. 

Queste le parole del tecnico viola sulla convocazione di Rossi: "Non è convocabile per Bologna perché non è in condizioni fisiche adeguate".

Su Gomez: "Ho la sensazione che da qui alla fine del campionato non lo rivedremo perché non si sta ancora allenando".

Su Rossi in finale: "La speranza è quella, cercheremo di fare il possibile".

Sul derby dell'Appennino: "Sarà un test per valutare la tenuta psicologica delle squadra, non ho alcuna paura. Valuterò cosa i miei giocatori possono dare a livello psicologico".

Sulla squadra: ''Fisicamente sta bene, devo capire come sta a livello psicologico".

Sulle motivazioni del Bologna: "Sicuramente ne avranno più di noi e giocare in uno stadio pieno può aiutare anche noi".

Sul quarto posto: "Per noi conta molto, dobbiamo consolidarlo perché sarebbe un grandissimo traguardo. Ad inizio anno non era preventivabile perché c'erano molte squadre attrezzate".

Sulla formazione di domani: "Domani giocherà la squadra che può mettere più in difficoltà il Bologna".

Sugli obiettivi: "La società ha sempre detto di voler migliorare la squadra".

Sui tanti tifosi in finale: "I nostri tifosi hanno sempre dimostrato di voler sempre seguire questa squadra. Firenze non è Napoli in termine di bacino d'utenza, quindi sono convinto che faranno il massimo per esaurire tutti i 28.000 biglietti a disposizione. Se non ce la faranno vorrà dire che avranno fatto comunque il massimo".

Sul futuro di Gomez: "E' un giocatore di primo livello, è stato sognato e poi raggiunto, mi pare improbabile la sua partenza anche se molto dipende dalla volontà del calciatore".

Sullo stato fisico di Gomez: ''Da parte del calciatore c'è sempre stata grande volontà di mettersi a disposizione, ci sono stati troppi chiacchierii su di lui, troppi esami e troppi pareri: è difficile mettere d'accordo tutti".

Su Ilicic: "Fisicamente sta bene anche se non è bello a vedersi (ride, ndr). Sotto l'aspetto comportamentale prova sempre a dare il massimo e le sue prestazioni fisiche sono di primo livello".

Su Mati Fernandez: "Sta molto meglio, nella prossima settimana tornerà in gruppo".

Su Anderson: "Su di lui verranno fatte valutazioni solo a fine stagione".

mercoledì 9 aprile 2014

MACIA: "Importante credere nei giovani italiani e creare un'identità"

Eduardo Macia, Direttore Tecnico e Responsabile del settore giovanile della Fiorentina, è intervenuto ai microfoni di Lady Radio.
Queste le sue parole: "I giovani che crescono con te danno parte dell'identità di una società. Dobbiamo tenere i giovani il più possibile con noi. Non tutti possono andare in Serie A, alcuni arrivano molti giovani in società importanti e durano fatica. 
Il calcio italiano deve ritrovare la sua identità. Il calcio italiano qualche anno fa era uno dei più forti, caratterizzato da tantissimi grandi giocatori italiani. Questo paese ha una grande tradizione calcistica. Abbiamo bisogno di tanto tempo per lavorare. Il calcio italiano deve credere nei suoi talenti e tutelarli. Non dev'essere una politica demagogica.Noi alla Fiorentina cerchiamo il talento italiano. Il 90% dei giovani arrivati negli ultimi anni nel settore giovanile della Fiorentina sono italiani.Non si deve giudicare un ragazzo dalla sua età. Bisogna dare fiducia ad un giocatore a prescindere dalla carta d'identità, soltanto cosi crescerà la sua personalità. I giovani devono avere la possibilità di crescere e anche sbagliare."Babacar e Bernardeschi? "Dopo la finale di Coppa Italia valuteremo i giocatori che sono lontani da Firenze. Abbiamo delle idee molto chiare. All'estero non si gioca sull'avversario, si cerca di imporre il proprio gioco. I campi da calcio sono curati nel minimo dettaglio. E' un'altra realtà."Sulla finale di Coppa Italia Primavera contro al Lazio: "Stasera non partiamo sconfitti. La Lazio è una buona squadra, ha un'identità diversa dalla nostra. Ci sarà il confronto tra due diverse identità."E' importante la vittoria a livello giovanile? "Il settore giovanile è un percorso di formazione. E' importante capire come si vince. Se i ragazzi non sanno come hanno vinto, mi preoccupo. La mentalità vincente ti dà più certezze di vincere oggi e domani.E' difficile valutare adesso quali giovani della Primavera sono pronti per la prima squadra. Madrigali, Gondo, Petriccione e altri stanno dimostrando una fase di crescita. E' importante che l'allenatore della prima squadra conosca anche i giovani."E' difficile creare un senso di appartenenza nei giovani giocatori? "Da piccolo dormivo spesso con la maglia della mia squadra preferita (il Valencia), oggi è più difficile perché i giovani vedono Messi, C.Ronaldo e i grandi club.  La vera forza di una squadra non è prendere grandissimi giocatori ma crearli in casa."
Cosi sul progetto Viola: "Firenze è una piazza importante, bellissima e dovevamo portare un progetto che piacesse alla città. Io e Pradé abbiamo cercato di fare un mix tra giocatori di esperienza e giovani interessanti.
Ascoltiamo la gente perché ci fa capire cosa piace ai tifosi. Facciamo calcio per la gente, non per noi. E' importante ascoltare la città.La Fiorentina il prossimo anno sarà più forte. Abbiamo un bel gruppo oggi, la nostra filosofia è migliorare sempre.Non c'è nessun segreto dietro al nostro operato. Tante persone ci aiutano a non sbagliare."

giovedì 20 marzo 2014

Fiorentina eliminata da una prodezza di Pirlo

E' bastata una punizione. Un tiro, violento, preciso, imparabile (?). Andrea Pirlo si è dimostrato, ancora una volta, uno dei più grandi calciatori di punizioni al mondo, il migliore in attività. Con un tiro la Juve cancella ambizioni e speranze del pubblico viola, di una città intera.
La Fiorentina vista questa sera contro la Juve non è stata delle migliori, ma di tutto rispetto si. E' scesa in campo con la consapevolezza che il risultato dell'andata non poteva far dormire sogni tranquilli e con la ferma volontà di giocare, creare occasioni e passare il turno.
Purtroppo (per noi) le partite di pallone vengono decise spesso dai colpi dei grandi campioni. Certe volte i solisti riescono ad imporsi sulla collettività, sulla coralità, sulla disciplina tattica. E questo è anche il bello del calcio. Stasera al Franchi la partita è stata decisa da un episodio, il fallo di Gonzalo Rodriguez su Llorente (con conseguente secondo giallo), e la punizione magistrale del numero 21 bianconero. Con quello ai Viola, Pirlo sale a quota 42 gol su punizione in carriera, numero che la dice lunga sulle qualità tecniche dell'ex Milan.
Dispiace riassumere un'intera partita concentrandosi soltanto su un gesto tecnico, ma di fatto la partita era bloccata, ferma sullo 0-0 e forse pronta a scivolare verso la fine senza troppi stravolgimenti. Nel primo tempo la squadra di Montella ha messo sotto la Juventus, attenta a non sbilanciarsi troppo. Le due precedenti sfide con i bianconeri, infatti, avevano dato l'impressione che il club di Torino soffrisse gli ultimi 25 minuti di gara. Alla luce di questo, Conte può aver maturato a tavolino la decisione di supplire a tale calo risparmiandosi nella prima frazione di gioco. E cosi è stato. La Fiorentina ha creato, sfiorato il gol in varie occasioni (Gomez, Ilicic, Pizarro) per poi, dal 60esimo minuto in avanti, lasciare il campo e l'iniziativa ai bianconeri. Dopo l'infortunio di Pizarro a pochi minuti dall'inizio del secondo tempo, sostituito da Ambrosini, i Viola si sono spenti, faticando a trovare idee e palleggio. A quel punto è stato facile per giocatori del calibro di Tevez, Pogba e Vidal cercare e trovare spazi. A una ventina di minuti dal triplice fischio Gonzalo atterra Llorente in prossimità dell'area di rigore Viola. Secondo giallo al difensore ineccepibile. Pallone posizionato sulla mattonella dalla quale Pirlo spesso riesce a far male. Tiro violento che va ad insaccarsi nell'angolo alto dalla parte di Neto. 
Nonostante ancora alcuni minuti a disposizione, la Fiorentina non riesce a reagire, la Juve fa possesso palla e gestisce il gioco, rendendo praticamente impossibile il pareggio che avrebbe portato le squadre ai tempi supplementari.
Il sogno di battere i rivali storici e approdare ai quarti di finale di Europa League svanisce in una serata in cui era lecito essere positivi. Per il risultato dell'andata ma anche per le ultime due partite tra Fiorentina e Juventus, nel complesso in equilibrio. Il rammarico riguarda le diverse occasioni sprecate in attacco e la possibilità, una volta superata la Juve, di trovare un cammino verso la finale di Torino abbastanza agevole.

La Juventus è più forte della Fiorentina. Nessuno può mettere in dubbio ciò. I numeri, in tal senso, parlano chiaro: in meno di tre campionati, i bianconeri hanno raccolto 82 punti in più dei Viola. 
La squadra di Montella è stata sfortunata? Forse un pizzico di iattura c'è stata, si pensi all'infortunio di Pizarro (fino a quel momento positivo) e ad un paio di tiri usciti di poco. 
Ciò su cui voglio soffermarmi sono alcune scelte del mister che mi hanno lasciato perplesso: 
La prima decisione non convincente è stata quella di schierare Cuadrado esterno basso a destra. Il colombiano in quella posizione è stato poche volte pericoloso, dovendosi preoccupare delle avanzate di Asamoah e di un grande Pogba che si aggirava da quelle parti. Montella, schierandolo in quella posizione, ha di fatto rinunciato all'arma più letale che aveva. 
La seconda scelta che suscita qualche dubbio è la sostituzione di Gomez con Matri. Il tedesco è apparso per tutto il tempo in cui è stato in campo in buone condizioni, in crescita rispetto alle precedenti apparizioni. Il tecnico Viola potrà dire che la sostituzione è figlia del fatto che il tedesco non ha nelle gambe i 90'. Se cosi fosse, Montella poteva optare per una scelta iniziale diversa, partendo con Matri e gettando nella mischia Mario nel secondo tempo, sfruttando la sua freschezza. Non me ne vorrà il buon Matri, ma Gomez è tutt'altra cosa. Il panzer tedesco è un campione, ha segnato valanghe di gol, calcato i palcoscenici più importanti d'Europa ed è, per questi motivi, più adatto a giocare sfide cosi equilibrate ed emozionanti.
La terza decisione di Montella che non condivido riguarda un'altra sostituzione: immediatamente dopo il gol di Pirlo, la Fiorentina si trova virtualmente fuori dalla Coppa, è sotto di un uomo e deve assolutamente segnare almeno un gol. Gonzalo, come detto, è stato espulso e in difesa ci sono soltanto Savic e Tomovic. L'allenatore allora decide di sostituire Ilicic per far posto a Roncaglia. Col senno di poi è facile parlare, lo sappiamo, ma forse in quell'occasione sarebbe stato più giusto operare un'altra mossa. Arretrare Ambrosini sulla linea dei difensori, ricomponendo il centrocampo con Aquilani, Borja Valero e Vargas, impedendo cosi che Matri si isoli in avanti senza riuscire ad intercettare un pallone. 
Montella è un grande allenatore, ha un brillante futuro davanti a sé e spero che la sua permanenza in riva all'Arno sia ancora molto lunga, però quando ci sono cose che non ci convincono dobbiamo avere l'onestà intellettuale per esprimerle, nel rispetto per il grande lavoro di Vincenzo e nell'interesse della squadra.

Trovo doveroso spendere alcune parole anche su Neto. Guardando la partita e ascoltando alcuni opinionisti nel post gara, ho potuto sentire pareri divergenti sul gol. E' colpa di Neto? O non poteva fare niente sul tiro di Pirlo?
Ho giocato a calcio abbastanza tempo per sapere che una delle prime cose che ti insegnano alla scuola calcio è che un portiere non deve MAI prendere gol sul proprio palo. Pirlo calcia il pallone con una violenza ed una precisione impressionanti, è vero, ma se Neto è ben posizionato ha qualche possibilità di parare il pallone. Dopo aver posizionato la barriera, il portiere viola fa un passo di troppo verso destra, coprendosi di fatto la visuale e rendendo difficile la copertura del palo a lui più vicino. A mio parere Norberto ha ripensato al gol che Pirlo ha segnato al suo collega Perin la scorsa domenica e, nel tentativo di prevenire la giocata del numero 21 bianconero, ha fatto un passo verso il palo più lontano. Quel passo, insieme alla già decantata bravura del centrocampista, è stato decisivo. Se Neto avesse coperto meglio quella parte di porta, Pirlo avrebbe dovuto obbligatoriamente provare a segnare dall'altra parte, impresa non facile data la barriera e i pochi metri a disposizione per far scendere la palla.
Detto questo, vale un discorso simile a quello di Montella, in quanto nell'arco della partita Neto è stato decisivo in più di un'occasione e quindi, anche se avesse commesso un errore sul gol, la sua prestazione non viene sminuita.

Concludo con uno sguardo al futuro. La situazione in campionato non è delle più facile, il Napoli è a +10 e l'Inter ci sta col fiato sul collo (-1). Domenica alle 18:30 i Viola saranno proprio a Napoli per cercare di riaprire la corsa al terzo posto, corsa che oggi appare più che chiusa. Il mantenimento del 4° posto è fondamentale, soprattutto in caso di non vittoria della Coppa Italia, perché permetterebbe di evitare i preliminari che si giocano a luglio e agosto, e di approdare direttamente all'ultimo turno preliminare.
E' inevitabile che la testa dei giocatori sia già alla sfida del 3 maggio contro gli azzurri di Benitez ma è di estrema importanza la condizione fisica e psicologica con le quali si arriva all'appuntamento. Sottovalutare il campionato, non giocare al massimo, rischia di farci perdere mentalità e prontezza atletica necessarie per battere un rivale di prestigio ed alzare la prima coppa dell'era Della Valle. Quindi coraggio Fiorentina, continua a macinare gioco, a crescere e puntare a traguardi sempre più alti.